Non si smentisce mai la Mondo Bizzarro Gallery di Roma che comincerà il mese all’insegna di una doppia personale dallo stile internazionale. Ron English e Elio Varuna saranno i protagonisti della mostra Pop Rhapsody, curata da Julie Kogler, che si inaugurerà sabato 31 Marzo, per rimanere fino al 29 Aprile. Il movimento del Pop Surrealism non smette di stupire per la varietà degli esiti e la libertà dei linguaggi di cui ogni artista si appropria e che aggiungono nuove note a questa rapsodia pop.
Speravamo nella presenza dell’americano Ron English, ma purtroppo gli impegni d’oltreoceano non ci permetteranno d’incontrarlo. Come consolazione, non di certo esigua, ci rimarranno le sue straordinarie tele. Le 14 opere in mostra, sono state realizzate con tecnica ad olio su tela nel periodo compreso tra il 2010 e il 2012; quest’ultime dei veri inediti. Non si può non riconoscere la mano dell’artista sia per l’incredibile tecnica che converte un tradizionale olio negli esiti dei più sofisticati programmi di grafica digitale, sia per le tematiche. Non mancheranno infatti in mostra nè l’opulento pupazzo del Mc Donald a smascherare il lato più allarmante della società occidentale, cresciuta ad hamburger e ketchup, nè Mickey Mouse che dopo aver abbandonato il mondo Disney è costretto a proteggersi con una maschera a gas per sopravvivere. Ma l’allestimento prevederà tante altre sorprese.
Legato al movimento Pop le sue iconografie trasformate in icone (basti pensare al ritratto Abraham Obama), l’hanno reso celebre in tutto il mondo. Famoso per la campagna contro la Camel, per i suoi bimbi ( ritratti dei due figli Zephyr e Mars) di Four of a Kind (2003), che con aria smaliziata sono lontani da ogni innocenza alla Rockwell e per aver elaborato più di una versione della Guernica di Picasso, dimostrano una vena dissacrante non affievolita dagli anni di esperienza. Ron English non si tira indietro quando tramite la sua arte deve mostrare un’America, emblema della società globale, che tra consumismo, pubblicità e marketing dimentica come il benessere abbia spesso lo stesso volto della decadenza.
Foto: | Grazie alla Mondo Bizzarro Gallery per l’anteprima delle immagini

Una doppia personale sulla pop art, con le opere di due grandi esponenti della scena figurativa mondiale: questa è “Pop Rhapsody”, in mostra dal 31 marzo presso Mondo Bizzarro Gallery, che vedrà esporre fino al 29 aprile l’americano Ron English e l’italiano Elio Varuna.
English - classe 1959 - può essere considerato ad oggi come uno dei principali esponenti del Pop Surrealism americano. Famoso per le sue campagne contro la società consumistica americana, attaccata sempre in maniera ironica e provocante - ne è un esempio il Mc Donald obeso - English ha dato il via al movimento artistico della POPaganda, in cui i miti e i riti della cultura popolare vengono trasfigurati, ribaltati e desacralizzati con vivacità.
Romano doc, ma artisticamente trapiantato a Berlino, Elio Varuna è una vivace personalità del nuovo surrealismo contemporaneo italiano, fatto di paesaggi onirici e figure strambe e fantasiose, come Tuty, alieno dalla forma tentacolare, che compare per le strade su insoliti cartelloni, suscitando curiosità e riflessioni nei passanti.

Vi avevamo parlato della messe di citazioni e riferimenti al mondo dell’arte contenuti nelle serie dei Simpson, in questo post. Ma anche delle collaborazioni vere e proprie, come quella con Banksy, che ha realizzato con gli autori del cartoon una sigla d’eccezione. Ebbene, a quanto pare Matt Groening e soci hanno una particolare predilezione per gli street artist: la puntata che andrà in onda negli Usa il prossimo 4 marzo, infatti, ne ospiterà in forma animata una vera e propria squadra, composta da personaggi come Shepard Fairey (in arte Obey), Ron English, Kenny Scharf e Robbie Conal.
L’episodio si intitola Exit Though the Kwik-E-Mart, ed è una sorta di omaggio-parodia al documentario dello stesso Banksy Exit Through the Gift Shop. Nella storia, il terribile Bart si improvvisa performer riempendo il quartiere di manifesti con il faccione di Homer, quando il team di street artist scopre il suo lavoro e gli comunica apprezzamento, proponendogli di organizzare una mostra.
Dopo gli interventi di Ozmo, i muri Absolut a Roma e Milano hanno ospitato due distinti lavori di Ron English, street artist e pittore frequentemente associato al movimento del pop-surrealism. L’attività di Ron English è quella del culture jammer, l’ibridatore, colui che scavalca i confini degli stili, delle epoche e delle scuole, per miscelare e ricombinare.
Nel video che vedete qui sopra è Guernica di Picasso ad essere stata rivisitata sul Muro del Frigorifero dell’ex Mattatoio di Testaccio. In un primo momento è nata X-Ray Guernica in cui si vedevano solo gli scheletri delle figure di Picasso. All’interno di un live-paintng aperto al pubblico, l’opera è stata poi colorata e completata.
Come dichiara nell’intervista, questa sarà forse stata la 60ima rivisitazione dell’opera di Picasso. A Milano invece, alle Colonne di San Lorenzo, è comparso Elvis/Elvis, ritratto che parte dallo stile warholiano, aggiungendo elementi ancora più contemporanei. Il video è l’occasione per ripercorrere alcune tappe della carriera artistica di Ron e per capire dove sta andando l’arte urbana.
Ron English è - senza dubbio alcuno - uno delle figure di spicco di quel mondo che sta a metà tra arte, grafica, street art e comunicazione pubblicitaria; che poi si chiama neo-pop. Cresciuto artisticamente con l’opera di Warhol negli occhi e nella testa, English ha dato vita ad alcune delle opere più divertenti, allusive e provocatorie degli ultimi venti anni; tutte realizzzate giocando con l’immaginario contemporaneo da Walt Diseny a Marylin Monroe fino al recente Abraham Obama.
Graficamente ineccepibile, English era l’artista perfetto per riempire il buco dei grandi muri su cui la Vodka Absolut - a Milano come a Roma - ospita e sovvenziona la realizzazione di gigantesche opere d’arte; e così dopo l’Atlante che sorregge un mondo fatto di pubblicità di Ozmo ecco arrivare a Milano l’Elvis Presley sdoppiato e dotato di terzo occhio; riuscitissimo mash-up tra la cultura pop e l’iconografia sacra indiana.
A Roma invece English ha preferito giocare con uno dei suoi quadri preferiti per sua stessa ammissione: la Guernica di Picasso, di cui English propone una sorta di Ecografia visto che nel suo disegno riusciamo a vedere lo scheletro delle figure in scena.

Apocalypse Wow! Un’eccezionale mostra al Macro Future di Roma (ex-Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani) apre i battenti questo sabato 7 novembre. Un percorso che prende le mosse dal lascito del surrealismo e della cultura pop, per affrontare le forme e le modalità espressive del neopop e dell’urban art. Un sottobosco legato alle arti applicate che ha sviluppato uno stile riconoscibile legato alle controculture e ai movimenti giovanili ed ha trovato riconoscimenti ufficiali soltanto negli ultimi mesi.
L’arte dell’advertising, tra locandine, manifesti e campagne virali, il mondo dei comics, i toys e tutto l’universo delle illustrazioni per vinili e delle pubblicazioni cartacee. Poi spot televisivi, prime pagine di giornali, collezioni di moda, prodotti di mercato ‘firmati’ da artisti più o meno noti (c’è anche Shepard Fairey, Obey), che portando i linguaggi della urban culture all’interno delle industrie culturali, hanno trovato momento di espressione e di confronto. La mostra Apocalypse Wow! - Apocalittici - pop surrealisti - creatori di mondi senza frontiere sarà visitabile fino al 31 gennaio 2010 ed è curata da Julie Kogler e Giorgio Calcara. Circa 80 opere le opere in mostra tra dipinti, sculture e installazioni.
Questi gli artisti in mostra: Alexone, Anthony Ausgang, Andras Bartos, Gary Baseman, Tim Biskup, Bo130, Victor Castillo, The Clayton Brothers, Desiderio, Stephan (Calma) Doitschinoff, Ron English, François Escalmel, Jeremy Fish, Flying Fortress, Doze Green, David Hochbaum, Boris Hoppek, Richard Kirk, Franco Losvizzero, Travis Louie, Ver Mar, Barry McGee, Tara McPherson, Microbo, Junko Mizuno, Aiko Nakagawa, Obey, Lisa Petrucci, Camille Rose Garcia, Kei Sawada, Todd Schorr, Jeff Soto, Kathy Staico Schorr, The London Police, Elio Varuna, Nicola Verlato, Eric White.