
Una nuova mostra alla Royal Academy di Londra, Building the Revolution: Soviet Art and Architecture, 1915 to 1935 esamina l’avanguardia nell’architettura russa, ispirata alla pittura costruttivista che incarnava l’energia e l’ottimismo del nuovo stato socialista sovietico. La mostra è aperta dal 29 Ottobre 2011 al 22 Gennaio 2012.
La spinta a creare una nuova società socialista in Russia incoraggiò il tentativo di individuare una sintesi tra arte radicale e architettura. Questa reciprocità creativa si riflette nelle idee architettoniche e nei progetti di artisti come Kazimir Malevic, Vladimir Tatlin, Liubov Popova, El Lizzitsky, Ivan Kluin e Gustav Klucis, e nei disegni di architetti come Konstantin Melnikov, Moisei Ginsburg, Ilia Golosov ei fratelli Vesnin, così come Le Corbusier e Erich Mendelsohn, gli architetti europei che furono arruolati per contribuire a plasmare la nuova utopia.
La mostra accosta fotografie di grandi dimensioni degli edifici con i relativi disegni e dipinti di stampo costruttivista, fotografie d’epoca e periodici. Molte delle opere non sono mai state mostrate al pubblico inglese. In concomitanza con la mostra, è stata installata nel cortile Annenberg della Royal Academy una ricostruzione del monumento di Vladimir Tatlin per la Terza Internazionale, conosciuto come Torre di Tatlin, appositamente commissionato da Jeremy Dixon di Dixon Jones Architects. Una mostra di supporto nello Spazio Architettura (23 settembre - 29 gennaio 2012) esplora la visione e la concezione simbolica della Torre di Tatlin e svela l’affascinante processo intrapreso per la sua ricostruzione speciale alla Royal Academy.

Dopo aver vissuto venticinque anni in California, David Hockney ritorna in Inghilterra, dove decide di reinventare la sua pittura ripartendo da zero, lavorando en plein air in tutte le stagioni e in tutte le condizioni atmosferiche. Un film segue la realizzazione del Bigger Trees Near Waters, il più grande quadro mai dipinto all’aperto, composto da 54 tele, poi donato alla Tate Gallery di Londra.
La nuova opera di David Hockney, dopo sette anni di lavoro, sarà esposta in una grande mostra alla Royal Academy di Londra. “Mi è venuto in mente che avrei potuto salvare il cinema”, ha detto con una certa modestia Hockney definendo il progetto di esporre i suoi film-paesaggio, in cui nove telecamere vengono adoperate per creare grandi immagini in movimento su più schermi. In questo modo l’artista ha elaborato ulteriormente la sua cifra artistica, quella della scomposizione in quadri - in fotogrammi se vogliamo - molto ricorrente nei suoi dipinti.
Il film mostra lo stesso paesaggio in ciascuna delle quattro stagioni ed è stato girato quando viveva a Bridlington, catturando la bellezza dei paesaggi dello Yorkshire orientale. In mostra ci saranno circa 150 opere, che comprendono dipinti, disegni, sketchbooks e disegni realizzati sul suo iPad. Hockney è riuscito a rendere l’est dello Yorkshire un suo paesaggio, proprio come Constable fece con il Suffolk. “Nessuno ha diretto David in quello che stava preparando per questa mostra”, ha detto il co-curatore Mark Livingstone. “Aveva la galleria a sua disposizione e ha fatto il lavoro che voleva fare.” Ed ha aggiunto: “Penso che i dipinti che ha realizzato dal 2005 rappresentino il corpus di opere più impressionante che abbia mai fatto nella sua vita.” A Bigger Picture sarà alla Royal Academy tra il 21 gennaio e il 9 aprile.
A giorni, il 25 settembre, si apre alla Royal Academy of Arts di Londra, una mostra che raccoglie dei veri e propri tesori d’arte, che provengono dal museo di Belle Arti e da quello Nazionale di Budapest.
In Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele, sono incluse circa 200 opere tra disegni, sculture e dipinti, che vanno dal periodo rinascimentale ai capolavori del Novecento, che appartenevano alla collezione privata della famiglia Esterházy, poi acquistata nel 1871 dallo stato.
Le opere, disposte secondo ordine cronologico ma con sezioni tematiche, includono lavori di Leonardo, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. Il quadro più atteso è la Madonna Esterházy, dipinto da Raffaello nel 1508 (rubato nel 1983, e ritrovato insieme ad altri capolavori più tardi in Grecia, in un convento abbandonato).
La mostra chiude il 12 dicembre.
Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele - Royal Academy of Arts





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E’ una visione insolita quella proposta dalla Royal Academy di Londra, sul pittore Sargent.
Il museo ha raccolto circa 80 lavori (tra dipinti, disegni e acquarelli), realizzati dall’artista in età giovanile, tra il 1874 e il 1879, dove protagonista è il mare. Il mare dei viaggi intrapresi dall’artista in Normandia, nell’isola di Capri e in altri luoghi del mediterraneo. Una prospettiva diversa che mostra un lato meno noto del pittore, più famoso per i ritratti a carattere psicologico fatti a protagoniste dell’aristocrazia e della buona società (il più noto è Ritratto di Madame X), che non per i paesaggi.
La mostra Sargent and the Sea si può visitare fino al 26 settembre, e include anche acquarelli dipinti a Venezia che corrispondono invece ai primi del Novecento.
Non ero mai stata alla Summer Exhibition che ogni anno si tiene alla Royal Academy di Londra, tra giugno e agosto.
Un’istituzione per gli inglesi, che si ripete ormai da 242 anni (!) con successo, e che vista l’attenzione alle tradizioni di questo paese, potrebbe andare avanti per altre centinaia di anni.
E’ una strana combinazione di opere d’arte, che include generi diversi (fotografia, pittura e scultura principalmente, pochi video), e nomi diversi (Tracey Emin, David Hockney, Yinka Shonibare, e artisti molto, ma molto meno noti), aperta al pubblico, dove quasi tutto quello che è in mostra è in vendita. Ogni artista può partecipare, inviando una propria opera. La selezione è chiaramente dura, visto che quest’anno delle oltre 11 mila richieste di partecipazione, ne sono state selezionate 1267.
Summer Exhibition Royal Academy 2010




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Una grande mostra di quest’inverno, alla Royal Academy di Londra, che avrebbe dovuto ospitare, fra l’altro, diversi dipinti di proprietà del Principe del Liechtenstein, molto probabilmente dovrà fare a meno di essi, per una complicata querelle legale.
In particolare un dipinto è al centro della disputa fra il Principe e le autorità britanniche: “L’Infante Don Diego” di Sanchez Coello. Nel 2006 il Principe lo acquistò a Londra presso un mercante d’arte per quasi 3 milioni di euro. Le autorità negarono il permesso per l’esportazione del dipinto ripetutamente, a partire dal 2007, fino a contribuire indirettamente, grazie ai continui ritardi, alla ricerca di un altro acquirente per il quadro, in modo che l’opera restasse in Inghilterra.
Il mistero sul perché del divieto di esportare il dipinto nel Liechtenstein o in Austria è ancora molto fitto. Le fonti ufficiali britanniche negano che il problema sia originato in alcun modo dalla persona del Principe o del precedente proprietario. Resta il fatto che ora, pur essendo riconosciuta proprietà Liechtenstein, il quadro non si può spostare dal suolo inglese. E che non andrà nemmeno in mostra.