
E’ un appuntamento che si ripete ormai da diversi anni, quello del Royal College of Art Secret, una mostra evento di cartoline realizzate da artisti di vari livelli, che vengono prima esposte in modo casuale e senza che si possa conoscere il nome dell’autore (la firma si trova sul retro della cartolina, quindi è tenuta segreta) e poi messe all’asta per essere vendute.
Tutti possono partecipare, ma dato che c’è una grande richiesta, è facile non riuscire ad avere quello che si vuole. Anche perché le opere d’arte hanno un costo basso, 45 sterline.
Una delle attrazioni dell’evento, ideato da uno studente nel 1994 per raccogliere fondi a favore dell’istituto, è la possibilità di avere qualcosa realizzato da un grande artista ad un prezzo accessibile. Solo che questo ultimo fattore lo si scopre solo una volta che si compra la cartolina. Quindi una scelta che si basa più sul gusto che non sul prestigio del nome (a parole, perché forse lo stile di alcuni di questi autori è riconoscibile).
La mostra si apre oggi, venerdì 12 novembre (online e offline), e si può visitare dal 14 al 19 (il 13 è chiusa). L’asta si svolge il 20 novembre e non si possono comprare più di 4 cartoline.
Ho letto che ci sarà fila, non penso proprio di accamparmi fuori dal college per fare la mia offerta, però certo, mi piacerebbe avere qualcosa di Tracey Emin, Grayson Perry, Yoko Ono, Jake Chapman, Olafur Eliasson, Yinka Shonibare, John Baldessari, Manolo Blahnik, Mary Quant, Sir Paul Smith, David Bailey, Mike Leigh, Ron Arad o qualcuno del genere.
Sul piano generale Show One del Royal College of Art mi è piaciuto, anche se nessuna delle opere della sezione arte mi ha così colpito. Nella sezione delle arti applicate invece (ceramica e gioielli), ho trovato più di una cosa dal gusto particolare. Tralasciando quelle che non rientrano nella materia di Artsblog, le ceramiche di Martha Todd, trovo che abbiano qualcosa di particolare. Sono oggetti di design dallo spirito concettuale, che catalizzano l’attenzione. Se non altro per le forme particolari e lo spirito cupo che le contraddistingue, con cenni surreali.
Il gusto macabro sta caratterizzando da diversi anni ormai gli umori contemporanei (dall’arte alla moda), con scheletri, teschi e figure sinistre. E sembra non passare di interesse.
L’artista lavora da tempo al tema, e per l’esposizione del RCA 2010, ha allestito una sezione con le sue bambole inquietanti. Interessata all’effetto che gli oggetti ripugnanti possono suscitare sul pubblico, in questa occasione vuole vedere come le due cose interagiscono. Infatti ha dotato le sue dolls, di occhi antichi di vetro, che mettono i brividi e di forme mostruose inquietanti. Paura…
Lavori di Martha Todd - Show One RCA 2010 - Londra




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Si è inaugurato ieri Show One, il primo dei 5 appuntamenti che il Royal College of Art di Londra dedica ai lavori finali degli studenti dei master in varie discipline.
Show One, 28 maggio - 6 giugno, contiene i settori dedicati alla fotografia, al video, al printmaking e alla ceramica.
Impossibile non notare l’insegna arancione che riporta il titolo Show a caratteri giganti, o non trovare l’entrata. Disegnata per attrarre visitatori, è essa stessa un’opera d’arte pop. L’appuntamento è rivolto tanto ad un pubblico generico di appassionati d’arte, quanto ad un pubblico selezionato di galleristi e collezionisti in cerca di gente nuova e idee fresche.
Quali sono queste idee, e soprattutto ci sono?
Show One Royal College of Art 2010




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Il Royal College of Art di Londra, negli ultimi anni è diventato un catalizzatore di talenti soprattutto nel campo della fotografia e delle arti visive. La Galleria Civica di Modena inaugura a Palazzo Santa Margherita il prossimo 20 aprile, una mostra dedicata a 18 giovani artisti, di provenienza internazionale, che hanno frequentato in passato l’importante scuola.
“In our world. New photography in Britain” descrive i vari percorsi dei singoli artisti, alcuni dei quali hanno già esposto in luoghi come la Tate Modern o il Centre Pompidou. Diversi mezzi espressivi, foto, video e film, contribuiscono a definire le “visioni” e le interpretazioni personali dell’ambiente in cui essi vivono: Londra e l’Inghilterra, sempre più al centro del panorama artistico contemporaneo.
Oltre a costituire un ottimo osservatorio su tendenze e sviluppi della ricerca fotografica, la mostra è anche un’ interessante occasione per riflettere sul tema della percezione. Oggetti e luoghi del quotidiano si caricano di simboli, rivelazioni e nuovi significati. A completare il tutto, il catalogo Skira, ricchissimo di immagini e dettagli biografici. E’ il primo di una nuova collana dedicata all’arte emergente nei paesi europei ed extra-europei.