
Gaetano Pesce (1939), architetto e designer di origini spezzine che lavora a New York, è protagonista di una singolare installazione inaugurata ieri al CRT – Teatro dell’Arte, adiacente alla Triennale di Milano. Il profilo di un’Italia rosso fuoco, scarnificata, appesa ad un crocifisso di legno, inchiodata ed immobilizzata, campeggia coi suoi 7 metri e mezzo d’altezza nella platea del teatro. Ai suoi piedi sassi, rifiuti, una serie di panche e banchi che ci riportano in una specie di chiesa.
L’opera, alla cui idea Pesce lavora fin dagli anni settanta (allora fu bloccata dal clima politico degli ‘anni di piombo’) sarà visitabile fino al 1 maggio 2011 (h 18 – 21). Pesce festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia rappresentando un paese in croce ed invitando i visitatori ad accendere un lume votivo, a ricominciare a credere nella dignità e nella forza del nostro paese.
Lo spazio scenico diventa così il luogo di una preghiera laica, una denuncia che vuole suscitare nuovo senso di amor proprio negli italiani.
Se qualcuno di voi capita da quelle parti nei giorni della Milano Design Week, ci dica cosa ne pensa. Io non ci potrò andare, ma sono curioso di scoprire se quest’installazione è efficace dal punto di vista realizzattivo, dei materiali e dell’ambiente che occupa.
Le sculture lignee di Alessandro Gedda sbarcano al Salone del Mobile di Milano, o meglio, al fuori salone. In via Ponte Vetero, quartiere Brera, saranno visibili due sue sculture-installazioni, create con la sua particolare tecnica: migliaia di tasselli di legno composti senza usufruire di una struttura portante.
Lo scultore si piega questa volta ai dettami del design: l’oggetto rappresentato, infatti, è una delle icone più note del marchio KitchenAid, il robot da cucina Artisan. Un cucchiaio, ugualmente composto di legno, ci ricorda di essere di fronte al “Cucchiaio di legno”, famoso ristorante milanese.
Ho sempre apprezzato lo stile di Alessandro Gedda (qui il suo sito, con un’ampia galleria), molto più nella scultura che nel design o nella sua attività pittorica. Questo mi pare un bel compromesso tra alcune sue passioni. E se potete, fate un salto in quel di Brera, questa scultura, alta circa due metri e mezzo, vi sorprenderà.
Da oggi e fino al 19 aprile, in occasione del Salone del Mobile di Milano, la zona di via tortona si riempie di eventi. Alla galleria Anfiteatro (via Savona 26), va in scena “Contaminations“, una mostra che vuole non a caso mischiare codici espressivi e artisti dal carattere molto differente.
Le pareti della galleria, coperte da opere di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Christo, Pat Edwards, Guido Airoldi, Alfredo Rapetti, faranno da cornice agli oggetti di Joe Velluto, di Matilde, al vintage di Transforme, al tavolo Margherita di Annabella Nassetti e tanti altri oggetti di design.
Insomma, un connubio alquanto strano e a suo modo affascinante. Di certo la scelta non manca, e ognuno avrà modo di decidere se fermarsi davanti a un quadro o a un oggetto: una decisione che può avere conseguenze ben più ampie di quelle di una semplice mostra: arte o design? Io, da parte mia, ho già scelto.
Continua a leggere: Milano Fuori Salone, "Contaminations" alla galleria Anfiteatro
Dal 15 al 17 aprile la prima milanese del Node Festival viene accolta dalla Fondazione Pomodoro, durante la settimana del Salone del mobile.
Il Node è un festival internazionale di musica elettronica e live media incentrato sull’incontro delle arti visive con la musica, il cinema e le nuove tecnologie, con l’obiettivo di portare in Italia una selezione di artisti della scena mondiale. Così nello spazio di via Solari, sede della Fondazione, il classico e il contemporaneo si incontrano, tra la tecnologia applicata al suono e il suono applicato alla tecnologia in una tre giorni in cui si susseguiranno: Johann Johannsson, Mount, Simon Scott, Tilman Ehrhorn + SuicaseKimbie, Alva Noto + Blixa Bargeld.
Il festival proseguirà il 4 e 5 giugno a Modena alla Galleria Civica, sede storica del Festival.
Dal 14 aprile al 14 maggio, in occasione del Salone del Mobile di Milano, la galleria Projectb di Milano (via Borgonuovo 3) porta a Milano per la prima volta una collezione di scacchiere d’artista. “The art of Chess“, questo il titolo della mostra, vede esposti i lavori di sette grandi (e discussi) artisti contemporanei: Jake and Dinos Chapman, Tracy Emin, Tom Friedman, Damien Hirst, Barbara Kruger, Alastair Mackie, Rachel Whiteread.
E ognuno ha sbizzarrito la sua fantasia: Alastair Mackie ha creato delle pedine che incapsulano insetti; Rachel Whiteread ha utilizzato arredi in miniatura della sua casa delle bambole; nella scacchiera dei fratelli Chapman le pedine sono mini sculture di alieni ; Damien Hirst si è ispirato alla sua pharmacy; in quella di Barbara Kruger a ogni mossa, la pedina pone delle domande al giocatore…
Continua a leggere: "The art of Chess": scacchiere d'artista al Fuori Salone di Milano
Una curiosa installazione di Roberto Cambi (ceramista, pittore e studio glass maker) sarà presente allo Spazio lombardiniventidue dal prossimo 14 aprile.
“Fantasmi urbani” è un lavoro composto da 150 fantasmi in ceramica, appesi e distribuiti nella corte e sulla balconata dell’edificio di via Lombardini 22, un’ex-stamperia oggi sede di un gruppo di architetti. I fantasmi sono di 4 dimensioni diverse, dai 45 ai 140 cm d’altezza, e ognuno di loro è diverso dagli altri. Cambi ha già esposto le sue creature in altre città, creando divertenti interazioni tra l’ambiente costruito e i suoi “ospiti” in ceramica.
I fantasmi sono anche muniti di luce interna per essere visibili durante le ore notturne, rendendo viva l’atmosfera della corte. L’idea del fantasma, collegato all’ignoto, al mistero e alla paura, costituisce anche lo spunto per un progetto più ampio che lo spazio lombardiniventidue dedicherà al tema della “paura”, attraverso un ciclo di tre conferenze aperte al pubblico. Se magari siete in giro per gli eventi collegati al Salone del mobile, passate all’inaugurazione: il 14 aprile, dalle 19.00 alle 24.00

Eccoci giunti alla seconda parte di questo special su Métamorphose con Francesco Catalano. Personaggio eclettico, creativo e curioso, Francesco è il direttore creativo di Novoceram, ma è anche fotogafo, interior designer e a breve autore di una pubblicazione, che al centro ha la sua ricerca sull’effimero, un tema che abbiamo incontrato più volte nel corso del reportage.
Ma ad un’intervista si può rispondere in tanti modi e questa non è solo il resoconto di un’attività professionale e artistica e l’esplorazione di un evento, ma anche il raccontarsi di una persona che ci regala uno spaccato di sé a molti livelli. A partire dall’immagine di un bambino di 12 anni che aspetta davanti al Salone del mobile cercando per terra un biglietto d’ingresso lasciato cadere da qualche passante, spinto dal desiderio di ammirare forme, oggetti, luci che sono già nei suoi sogni…
Voglio concludere questa piccola introduzione con una nota. E’ mia abitudine chiedere agli intervistati di mandarmi una foto (ma anche un’immagine, un oggetto, un paesaggio) che li rappresenti e così ho fatto con Francesco. Solo che stavolta - ed è la prima volta che mi capita - la foto è stata accompagnata da una densa descrizione che ne ha motivato la scelta e che vi riporto parzialmente sperando che non se la prenda, perché a mio vedere questo è un altro pezzo di intervista.
La foto, un particolare di un allestimento più ampio sulle 5 vie di fuga dalla paura dell’effimero, dunque rappresenta per lui tre cose. Primo, una riflessione sul potere degli oggetti quotidiani (”ultimamente sto ragionando molto sul potere evocativo degli oggetti quotidiani, e osservando la reazione dei visitatori dell’installazione mi sono accorto che quelli rappresentati in questa fotografia sono effettivamente riusciti ad esprimere al pubblico un concetto complesso come quello che intendevo raccontare, alimentando così il mio interesse per questo linguaggio“). Secondo, una soddisfazione (”Isabella Soscia, una delle più fertili ed attente studiose di marketing italiane, mi ha contattato dopo aver visitato l’esposizione chiedendomi l’immagine come copertina per il suo nuovo libro “Emozioni & Consumi“, appena pubblicato da Egea, permettendo così ad un’opera nata per essere effimera di trovare attraverso la propria immagine una nuova vita ed un nuovo pubblico, uscendo completamente dal contesto a cui era destinata… e questo per me è sempre stimolante“). Terzo, un segreto, ma i segreti per loro definizione non si raccontano…
Buona lettura.
Continua a leggere: Speciale Métamorphose/Novoceram - intervistando Francesco Catalano [PART 2]

Stiamo naturalmente parlando di balle di fieno, coperte di materiale plastico e dipinte da giovani artisti dell’aereosol art. Capita di trovare anche questo girando per gli eventi del fuorisalone di Milano, all’ Hotel Nhow in via Tortona 35, uno spazio che si trasforma radicalmente nelle giornate del Salone del Mobile.
L’allestimento è decisamente infelice, ma si è trattato d’altronde di un incontro non preventivato e quello che potrebbe sembrare solo un claim provocatorio, raccoglie dei lavori sicuramente variegati e pieni di colori.
Sull’identità dei writer sappiamo poco, conosciamo però gli ideatori del progetto e Fabrizio Pirovano di Pirodesign che ci dice:” Siamo qui per stimolare la fantasia artistica e dare risalto ad un elemento legato alla storia del nostro territorio pensandolo non più e non solo come ingombrante elemento paesaggistico di sostentamento per il bestiame ma eleggerlo a vero e proprio ‘raccolto’ di immagini ed emozioni.”
Buone balle a tutti allora.
Ecco una segnalazione tra le infinite proposte della settimana del Salone del Mobile, che tra pochi giorni invaderà la città con la sua ondata di eventi, mostre, feste, presentazioni… Apre il 18 aprile “La mano dell’architetto”, una mostra gratuita organizzata dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano: si tratta della fase espositiva di un progetto che ha preso avvio la scorsa estate, quando è stato richiesto a importanti studi di architettura di tutto il mondo di donare al FAI alcuni schizzi autografi come “omaggio” a Piero Portaluppi, grande architetto milanese autore di Villa Necchi Campiglio.
La villa, capolavoro razionalista dell’inizio degli anni Trenta nel cuore di Milano, è stata aperta al pubblico la scorsa estate dopo un complesso restauro. Una selezione dei disegni esposti costituirà la base di un’asta battuta da Sotheby’s che si terrà giovedì 14 maggio proprio presso la villa, i cui proventi verranno destinati alla dimora stessa per la sua manutenzione.
387 disegni autografi, esposti nelle tre sedi della mostra: Villa Necchi Campiglio, Triennale Bovisa e la sede della rivista Abitare. Gli schizzi, a soggetto e tecnica liberi, eterogenei per metodo, formato e linguaggio, provengono da 110 progettisti, tra i quali Tadao Ando, Renzo Piano, Alvaro Siza, Alessandro Mendini, Zaha Hadid, Riccardo Dalisi, Umberto Riva, Eduardo Souto de Moura, Massimiliano Fuksas…
Informazioni: FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano
Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14
Triennale Bovisa, via Lambruschini 31
Abitare, via Ventura 5
Milano