
I racconti di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio, sono opere senza tempo, che continuano ad affascinare grandi e piccini dall’epoca della loro pubblicazione, oltre 150 anni fa. Alice in Wonderland alla Tate Liverpool è la prima mostra ad esplorare il modo in cui le storie di Lewis Carroll hanno influenzato le arti visive, ispirando generazioni di artisti.
Il punto di partenza della mostra è il manoscritto originale di Carroll, scritto nel 1864 come regalo per la piccola Alice Liddell. Le illustrazioni qui contenute, realizzate dall’autore stesso, dimostrano che le immagini avevano un ruolo centrale nella storia, contribuendo alla creazione di un mondo visivo che assume vita propria. Ai visitatori è offerta la rara opportunità di vedere foto e disegni del reverendo e matematico vittoriano, accanto alle famose illustrazioni di John Tenniel per la prima edizione del racconto.
Ma le storie di Carroll furono presto adottate da altri artisti come fonte di ispirazione. In particolare, i surrealisti dal 1930 in poi sono stati attratti dal fantastico mondo delle meraviglie, in cui sono sospese le leggi naturali. Dal 1960 al 1970, poi, le avventure di Alice hanno aiutato gli artisti concettuali ad esplorare il linguaggio e la sua relazione con la percezione, ispirando ulteriori proposte ed elaborazione nell’ambito dell’arte pop e psichedelica. Artisti che vanno da Salvador Dalí a René Magritte, da Peter Blake a Yayoi Kusama.
Una selezione interessante di arte contemporanea dimostra infine l’attualità artistica dei racconti di Carroll. Opere di Anna Gaskell, Annelies Strba e Torsten Lauschmann esplorano idee come il passaggio dall’infanzia all’età adulta attraverso i temi che fondano l’immaginario di Alice: il linguaggio, il significato e il non sense, la prospettiva e la percezione della realtà.

Si apre venerdì 27 maggio (h 18) al Castello Aragonese di Otranto, Dalì il Genio, un allestimento a cura di Alice Devecchi, che porta in Salento 60 lavori del maestro del surrealismo, proseguendo, dopo Mirò e Picasso, l’approfondimento sui grandi maestri spagnoli.
Tra le opere in mostra spiccano sei sculture originali in bronzo, tra le quali Elefante cosmico (120 x 90 x 350 cm), Perseo, Hombre Sobre Delfin, Trajano a Caballo, Mujer Desnuda, Mujer con Faldas, a cui si affiancano molte grafiche. Le incisioni originali de Il Castello di Otranto, le Fiabe Giapponesi, Tristano e Isotta e gli Amours Jaunes.
Una piccola grande mostra, in cui il maestro catalano viene accompagnato da alcuni artisti contemporanei. Nella sezione OltreDalì, a cura di Raffaela Zizzari, opere di Monica Righi, Pasquale Pitardi, Marino Ficola, Luigi Orione Amato, Gufram, Romano Alcide Rizzo e Massimo Pasca.
Di Salvador Dalì si dice da sempre tutto e il contrario di tutto, ma questa ancora non l’avevo sentita: leggo su The Jewish Daily la storia della serie di opere intitolate Aliyah, realizzate dall’artista più importante del surrealismo tra il 1967 e il 1968. Si tratta di opere minori, litografie, ma molto interessanti.
Furono commissionate a Dalì dalla Shorewood Publishers per il 20° anniversario della nascita di Israele, e dovevano rappresentare una colorata ed evocativa epica sionista: dopo un’esposizione all’Huntington Hartford Museum furono vendute, e oggi se le tengono strette anonimi privati.
La Shorewood però realizzò anche 250 stampe della serie Aliyah. Recentemente David Blumenthal ne ha curato un’esposizione, dividendole in quattro aree tematiche
“Esilio e speranza”, “Yishuv” ovvero l’insediamento ebraico in terra d’Israele, “Shoah”, e “Indipendenza”. Nella prima categoria è inserita un’immagine di Rachele spaventosa, scura, quasi astratta (…) Nell’ultima serie invece c’è una figura che allunga lee braccia verso un fondale cn una spirale a strisce blu e viola. Il primo verso dell’Hatikvah, l’inno nazionale israeliano, riempie lo spazio al di sopra del suo capo
Il punto A e il punto B dell’epica sionista che gli era stata commissionata. Ma forse qualcosa di più, una dichiarazione d’amore per Israele? Nel pezzo di Jillian Steinhauer si avanza anche questa ipotesi…
Il mercato dell’arte torna a infiammarsi con gli ottimi risultati di Francis Bacon e Salvador Dalì da Sotheby’s di Londra. Un trittico dell’artista inglese, Tre studi per un ritratto di Lucian Freud (1964), ha totalizzato oltre 27 milioni di euro, mentre un lavoro di Salvador Dalì, Ritratto di Paul Eluard (1929), è stato venduto per oltre quindici milioni (tre volte le stime di prevendita), superando ogni record d’asta per l’artista spagnolo..
Per Bacon si sono dati battaglia dieci collezionisti provenienti dai quattro continenti. Alla fine l’ha spuntata un mercante d’arte tedesco (Lachmann), che acquistava per conto di un acquirente russo. L’opera dà una visione intima dell’amico Freud, rappresentato con colori brillanti e molta intensità drammatica.
Il trittico di Bacon, veramente bello, faceva parte di una collezione privata e non tornava sotto i riflettori da oltre quaranta anni.
Ci sono voluti tre anni di lavori e 36 milioni di dollari per tirare su il nuovo museo dedicato a Salvador Dalì a St. Petersburg, in Florida. Il Dalì Museum, che contiene quasi cento opere del maestro – la più prestigiosa raccolta al di fuori del territorio spagnolo, apre i battenti proprio oggi alla presenza dell’Infanta Cristina.
I tipi di AOL Travel News (sito che dà consigli pe ri vostri viaggi) lo hanno indicato come “uno degli edifici da vedere prima di morire.” Il progetto è dell’architetto Yann Weymouth ed accoglie i visitatori già dall’esterno, per prepararli alle magie del surrealismo. Il rivestimento in vetro che sembra scoppiare e fuoriesce dal cemento del palazzo è stato battezzato Glass Enigma e si compone di oltre 900 pannelli di vetro triangolari, ognuno diverso dall’altro per forma e dimensione.
Nei giardinetti antistanti al museo, a due passi dal mare, non poteva mancare un tocco di kitch in puro stile americano. Un gruppo di scogli sono stati prelevati da Cadaqués, paese natale di Dalì e trasportati in aereo fino in Florida.

Gli olandesi se le inventano un po’ tutte per attirare visitatori nei musei e, come al solito, c’è da imparare. Qualche tempo fa vi avevamo parlato della Stanza ad Arles di Van Gogh, per seguire i lavori di restauro era stato costruito un blog apposito.
Oggi invece parliamo di Dalì. Il suo trittico Paesaggio con ragazza e corda per saltare, custodito nel Museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam, è in corso di restauro ed i lavori possono essere seguiti dal vivo dal pubblico fino a metà agosto 2010.
Se vi recate in Olanda siete dunque avvisati. Perdipiù il Boijmans Van Beuningen ha una collezione unica di dipinti di artisti surrealisti, nomi quali René Magritte, Max Ernst e Salvador Dalí appunto. Il cui dipinto in corso di restauro, realizzato nel 1936, venne danneggiato durante un raid aereo nella Seconda Guerra Mondiale.
Dopo il salto su ‘Continua’, trovate un interessante video dal titolo ‘Dalì in Rotterdam‘, realizzato per Arttube, il canale video del Museo di Rotterdam, buona visione!
Continua a leggere: Al museo di Rotterdam si segue dal vivo il restauro di Dalì

Ve ne avevamo già accennato qui. La compagnia di bandiera continua ad andare a picco ed anche per questo 2009 si prevede una perdita dal valore di un miliardo di euro. I vertici hanno così pensato che forse era il caso di disfarsi dell’imponente patrimonio artistico di opere d’arte contemporanea, in tutto 187.
I quadri sono quelli che venivano esposti sui Dc8 e nelle sedi di Roma, Milano, Parigi e New York. Verranno venduti con un’asta notturna gestita da Finarte stasera alle 21. Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giacomo Balla, quadri di Gino Severini appositamente commissionati e poi Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Mario Sironi, Fortunato Depero, Ottone Rosai, Massimo Campigli e sculture di Giacomo Manzu e Mario Ceroli.
Nel giugno scorso proprio un dipinto di Severini, La Danseuse era stato venduto da Sotheby per 21,4 milioni di euro, divenendo l’opera futurista che ha raggiunto la cifra più alta in una pubblica asta. Nel frattempo proprio in questi giorni il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi consegnerà Alitalia nelle mani della cordata italiana del CAI, che ridurrà notevolmente l’impatto occupazionale della compagnia e la fonderà con AirOne.

Questa è facile facile… Quasi una prova di velocità.
Per quale film Salvador Dalì realizzò la scenografia di un inquietante sogno rivelatore?
La risposta tra sette giorni.

Il disegno è la sincerità nell’arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto.
Salvador Dalì