Lola Dupré è un’artista scozzese che realizza ritratti surreali di vip e personaggi noti del mondo politico. Si può parlare di satira applicata all’arte o si tratta di semplici caricature? La caricatura si limita, per definizione, ad accentuare i difetti o i dettagli della persona in modo grottesco, nel caso della Dupré i dettagli del volto, ad esempio, sono abnormi e i personaggi in questione sembrano deformi. In alcuni ritratti sembrano addirittura esplodere o, come nel caso della Regina Elisabetta, diventare ciclopi. Barack Obama è rappresentato con quattro occhi e due nasi, Berlusconi con una testa dalle dimensioni improbabili. Nemmeno il Papa si è salvato. L’arte di Lola Dupré è una esplicita critica della società contemporanea.
L’artista inglese non ha riguardi per nessuno e sta spopolando in tutto il mondo. Sì, perché la sua arte è raffinata e sottile e non risparmia nemmeno le icone cinematografiche o geni come Einstein. Le opere sono realizzate con colla, carta, forbici, pazienza e tanta creatività. Non c’è traccia di digitale, nessun ritocco con photoshop o illustrator: la Dupré scarica le immagini da internet, le ingrandisce fino ad arrivare al formato ideale e poi le lavora come un mosaico. L’arte che torna alle origini e alla manualità, un mix tra collage e dipinto, che ricorda molto i laboratori artigianali di qualche decennio fa.

La satira è cattiva. A volte anche troppo. Ma in fondo, se non è crudele, dirà qualcuno, non è vera satira.
La vignetta del disegnatore Mauro Biani, pubblicata oggi su L’Unita’, ritrae una ex guardia giurata in mobilità che, decidendo di seguire a modo suo l’invito del ministro Brunetta a non fare il fannullone, gli annuncia una visita non molto pacifica. La posa del personaggio è la stessa del killer autore, circa una settimana fa, di una strage in una scuola finlandese, il quale si era precedentemente ripreso in un video divulgato su youtube.
La vignetta ha suscitato accese polemiche. Proprio Brunetta, qualche tempo fa, com’è noto, aveva premiato la vignetta più simpatica che ne ritraeva le gesta. Oggi, però, non sembra gradire molto. E il capogruppo del PdL alla Camera, Gasparri, afferma che, benchè la satira sia sacrosanta, “non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata oggi nell’inserto satirico allegato all’Unità”. Cosa ne pensate?
Ancora satira, ma di genere diverso rispetto a Brunetta, quella proposta nella mostra “Fengci Manhua. La satira contemporanea in Cina”, fino al 5 ottobre al Museo della satira e della caricatura di Forte dei Marmi, fatta coincidere nel periodo olimpiadi e poco dopo, visto il ruolo del continente nel 2008.
Il tema trattato è sempre quello politico, visto da 30 artisti cinesi, anche molto critico da punto di vista visivo. Un genere d’arte che ha storia relativamente recente in Cina e che con internet ha subito una diffusione veloce.
Via | Repubblica
Fengci Manhua. La satira contemporanea in Cina - Museo della satira e della caricatura - Forte dei Marmi
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Il collage cinofilo che vedete nell’immagine che posto, si intitola “Best in show”, ed è opera di Micheal Dikinson, un artista britannico che lavora in Turchia.
In poche parole, la scena rappresentata è quella di un concorso di bellezza canino, parodia della politica estera del presidente americano George W. Bush, che prende parte all’esposizione, a mio avviso, più sottoforma di giudice che di padrone. Bush sta evidentemente premiando un cane (”il migliore della mostra”, come recita il titolo) - dotato delle fattezze di Tayyip Erdoğan, il primo ministro turco - non tanto per la sua bellezza, quanto per il fatto che ha appena defecato sul tappeto rosso che stava percorrendo.
Per questa vignetta Micheal Dickinson ora rischia fino a tre anni di carcere, e vi invito per questo a dire la vostra su questo tristissimo caso qui, nei commenti, ma soprattutto a firmare anche voi alla petizione online che lo sostiene.