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Tutti gli articoli con tag scultura

Il mondo recuperato di Ida Ekblad

pubblicato da Daniele


Riciclare e valorizzare i rifiuti è ormai sempre più una strada obbligata e anche molti artisti fanno la loro parte. Ida Ekblad è una di queste. Utilizzando quello che trova tra gli oggetti abbandonati sui bordi della strada e nei cassonetti o nelle discariche della città, questa giovane artista norvegese trasforma lamiere, tubi arrugginiti, telai di sedia in acciaio - e qualsiasi altra cosa su cui può mettere le mani - in contorte composizioni astratte. Spesso sorrette da una base in cemento grezzo, le sue opere riconfigurano i rifiuti esplorando una “vita dopo la morte” degli oggetti che hanno ultimato il loro ciclo produttivo e funzionale.

Una delle sue sculture, Loops, è costituita da strisce di metallo arrugginito in torsione, che fioriscono da una vasca in calcestruzzo quasi come una pianta in uno strano vaso. Organ Invention, invece, produce un unicorno stilizzato da travi in ​​acciaio verniciato sottratte da vecchi edifici e saldate insieme. L’artista di Oslo considera la sua personale discarica a scopi artistici “un meraviglioso e gigantesco mucchio di pezzi di metallo che rivela la nostra condizione di dimenticanza e l’assurdità del nostro mondo. Un concentrato di ferro esiliato dal regno minerale in una sorta di purgatorio intermedio, in attesa di trovare incarnazione in nuovi prodotti industriali o, nel mio caso, in sculture”.

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L'albero di Natale anticrisi ed eco-sostenibile

pubblicato da Anna Castiglioni

albero di natale

Dicono sarà un Natale molto parco, quello del 2011. La crisi c’è, si sente ed è reale, soprattutto in Europa. E allora prendono piede idee originali come quella dell’artista Jolanta Šmidtiene, che ha realizzato un albero di Natale totalmente eco-sostenibile, fatto da 40mila bottiglie di plastica verdi riciclate. Siamo a Kaunas, la seconda città della Lituania, famosa per essere stata soprannominata già a partire dal Ventesimo secolo la “piccola Parigi”.

Come tutta l’Europa, anche la Lituania ha subito massicci tagli finanziari, così il comune di Kaunas si è rivolto per il terzo anno consecutivo all’artista, che per quest’anno non ha voluto alcun supporto economico per realizzare l’opera. L’imponente installazione della Šmidtiene si trova nella piazza principale, è alto 13 metri e viene illuminato dall’interno dando un effetto verde smeraldo che lascia senza parole. Se è vero che la necessità aguzza l’ingegno, è altrettanto vero che l’arte fa di necessità virtù.

Albero di Natale a Kaunas
Albero di Natale a KaunasAlbero di Natale a KaunasAlbero di Natale a KaunasAlbero di Natale a Kaunas

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Sand Nativity 2011: il presepe di sabbia

pubblicato da Anna Castiglioni

presepe di sabbia

Sarà inaugurata l’8 dicembre a Jesolo l’imponente scultura di sabbia rappresentante la natività, dal titolo Sand Nativity 2011. Giunta oramai alla decima edizione è una delle rappresentazioni presepistiche più importanti d’Italia. Solo qualche numero per comprendere il lavoro di quest’opera: circa 1.500 tonnellate di sabbia lavorate da 9 artisti internazionali e uno spazio di 470 metri quadrati. Un presepe monumentale che, oltre a ricreare il classico scorcio natalizio, rappresenta come ogni anno le personalità universalmente riconosciute come “portatori di pace”. Le scorse edizioni hanno visto come protagonisti Papa Wojtyla e Roncalli, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi. Quest’anno l’omaggio va invece Sir Robert Baden-Powell, fondatore del movimento scoutistico.

Gli artisti chiamati a lavorare alla grande scultura sono Damon Farmer e Daniel Belcher, dagli Stati Uniti, degli olandesi Susanne Ruseler e Marielle Heessels, di Baldrick Buckle, dal Regno Unito, Radovan Zivny, dalla Repubblica Ceca, David Ducharme dal Canada, il russo Alexey Schictov e gli spagnoli Etual Ojeda e Pedro Mira. La rappresentazione sarà inoltre arricchita da alcuni pannelli dipinti a mano da Damon Farmer. La natività sarà esposta fino al 31 gennaio 2012, come nella migliore tradizione italiana del Natale.

Sand Nativity 2011
Sand Nativity 2011Sand Nativity 2011Sand Nativity 2011Sand Nativity 2011

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L'arte di Günter Grass in mostra a Capena

pubblicato da Daniele

Le opere di Gunter Grass
“Vedete, dice il disegno, di quante poche parole ho bisogno; ascoltate, dice la poesia, ciò che è scritto tra le linee”. Non molti sanno che Günter Grass, scrittore tedesco insignito del Premio Nobel per Il tamburo di latta, è anche un’ artista, talmente completo, da essersi dedicato con pari intensità alla pittura, alla grafica e alla scultura. In realtà, Grass ha una vera e propria formazione professionale nel campo, avendo studiato all’inizio della sua carriera per sette anni in due scuole d’arte (l’Accademia delle Arti di Düsseldorf e l’Accademia per le Arti Figurative di Berlino). E dal momento in cui ha iniziato a dedicarsi alla letteratura non ha mai smesso di considerare l’arte figurativa un elemento imprescindibile del suo processo creativo.

Una mostra gratuita all’Art Forum Würth di Capena, aperta fino al 7 gennaio, presenta cento lavori dell’autore, realizzati tra il 1952 e il 2000. Molti disegni ed acquerelli sono complementari ai suoi scritti oppure riportano intere parti testuali come parte integrante della composizione. In altri ancora si arriva addirittura alla creazione di un nuovo genere, quello dell’Aquadichte (Aquarell: acquerello, Gedichte: poesia). Opere centrali della mostra sono il ciclo di disegni ad inchiostro Mostrare la lingua (1987) e i cicli di acquerelli Reperti per non lettori (1997) e Il mio secolo (1997-99). A questi si aggiungono disegni realizzati con diverse tecniche: penna, matita, carboncino e inchiostro di seppia, sculture in bronzo, terracotta e ghisa. L’arte di Günter Grass è un viaggio negli immaginari del Novecento, secolo al quale l’autore è indissolubilmente legato per storia, passione e formazione. Su questo link un depliant in pdf molto dettagliato sulla mostra.

Le opere di Gunter Grass
Le opere di Gunter GrassLe opere di Gunter GrassLe opere di Gunter GrassLe opere di Gunter Grass

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Il San Girolamo che potrebbe essere di Leonardo

pubblicato da Daniele

Sebbene Leonardo da Vinci considerasse la pittura superiore alla scultura, si cimentò in entrambi i campi. Ma finora, a parte gli studi, il più celebre dei quali è quello per il grandioso monumento equestre a Federico Sforza, nessuna opera materiale è mai stata individuata. Molte le attribuzioni, ma nessuna di esse trova concordi gli esegeti dell’arte rinascimentale e dell’opera del maestro.

La scoperta, dunque, se confermata, potrebbe essere epocale: dai depositi del Victoria & Albert Museum di Londra è rispuntata una straordinaria terracotta raffigurante San Girolamo, che lo studioso italiano Edoardo Villata attribuisce ora a Leonardo. La scultura fu indicata per lungo tempo come opera del Verrocchio, prima che nel 1964 Sir John Pope-Hennessy la declassasse a lavoro di un seguace dello stesso Verrocchio. Infine fu attribuita a uno scultore fiorentino, Giovan Francesco Rustici, che di Leonardo fu un imitatore.

Ora Villalata oppone la sua interpretazione a quella di storici prestigiosi, molti dei quali viventi. Ma a suo dire, sono molti gli elementi a sostegno della tesi: l’estrema raffinatezza formale, la posizione della mano destra del Santo, che ricorda quella della Dama con l’ermellino (a sua volta dipinta non dal vero, ma da un modello plastico), il panneggio, l’assenza di elementi michelangioleschi (presenti in tutte le opere dell’epoca). Le affermazioni di Villalata faranno discutere, ma la scelta di pubblicare la sua relazione sul prossimo numero della prestigiosa Raccolta Vinciana da parte del comitato scientifico, per ora depone a suo favore.

Via | Sole24ore

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I libri scolpiti di Brian Dettmer

pubblicato da Daniele

I libri impossibili di Brian Dettmer
E’ straordinario il lavoro di Brian Dettmer, artista americano che ha fatto del riciclo il suo principio guida. L’idea di utilizzare vecchi libri, guide mediche ed enciclopedie illustrate per ricavarne sculture non sarebbe fruttuosa se non fosse sorretta da grandi capacità tecniche e manuali, e questo giovane artista ne ha da vendere. Dettmer incolla e distorce i volumi, li intaglia per tirarne fuori l’anima, il colore e il cuore tipografico in forme sempre nuove. Ne vien fuori una galleria di oggetti meravigliosi che fanno pensare a degli strani “carillon letterari” e ricordano i libri illeggibili di Munari.

Ma non mancano le rielaborazioni di altri media in disuso. Ad esempio, fondendo insieme delle vecchie audiocassette e modellandole come fossero ceramica, Dettmer ha ottenuto un teschio: tutto sommato il simbolo di come gli oggetti “morti” possano rivivere in forme nuove e passare da un utilità pratica ad una estetica. Il compito dell’arte è in fondo proprio questo: plasmare la materia inerte per infondergli spirito.

I libri impossibili di Brian Dettmer
I libri impossibili di Brian DettmerI libri impossibili di Brian DettmerI libri impossibili di Brian DettmerI libri impossibili di Brian Dettmer

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Le sculture di Theo Jensen, alla ricerca del 'soffio vitale'

pubblicato da Lorenzo Mazza

Sculture cinetiche, progettate per muoversi con il vento e attraverso una serie di intricati meccanismi. Si tratta del lavoro di Theo Jansen, artista olandese che qui su Artsblog avevamo già incontrato.

Approfittando di questo servizio della BBC vi riproponiamo uno sguardo introduttivo sul suo lavoro. Il video ci mostra i suoi intricati assemblaggi di tubi di pvc e vele di nylon, che vanno a formare queste stravaganti sculture viventi. Jensen procede nella sua ricerca, con la speranza che un giorno i suoi animali possano trovare il loro ’soffio vitale’ con la spinta delle brezze marine e vivere da sole, autonomamente, sulle spiagge d’Olanda.

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Libia, i crimini di Gheddafi in una mostra a Bengasi

pubblicato da Lorenzo Mazza


Vi ricordate di Kais al-Hilali, lo street artist libico ucciso dai sostenitori del regime? La presa di Tripoli da parte dei ribelli alleati per la liberazione della Libia, ha avuto un ruolo importante dal punto di vista simbolico. Dopo quarantuno anni di regime oppressivo, che ha censurato la creatività considerandola inutile, anche gli artisti stanno cominciando a rialzare la testa. Ne è testimonianza una mostra in corso dal 18 luglio scorso a Bengasi, una collettiva dal titolo i Crimini di Kadafi.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso una statua alta oltre tre metri dal titolo Pattumiera della Storia. Circondato da topi e spazzatura, il leader libico è rinchiuso in una gabbia.

Manco a farlo apposta, la mostra si svolge sul lungomare di Bengasi, in una villa in stile italiano dove il defunto re Idris di Libia ha annunciato l’indipendenza nel 1951. L’edificio è stato dipinto di rosso ed è diventato la la nuova sede permanente del Museo dei Crimini di Gheddafi. Perché nessuno dimentichi la ferocia e la barbarie di un tiranno azzoppato, ma ancora in piedi.

Photo via Los Angeles Time.

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Lorenzo Quinn alla 54esima Biennale di Venezia

pubblicato da Anna Castiglioni

This is not the game- Lorenzo Quinn

Un’opera di straordinario impatto sociale e tremendamente attuale quella presentata alla Biennale di Venezia dall’eclettico artista italiano Lorenzo Quinn, classe ’66, che stupisce con una rappresentazione/interpretazione della guerra assolutamente innovativa e dinamica. La lettura dell’opera è immediata e semplice: i potenti del mondo - raffigurati da due enormi mani - che sovrastano e manovrano soldati e carri armati come fossero giocattoli. Lo scultore racconta la genesi di This is not the game:

“Nell’osservare mio figlio che giocava sulla terrazza con dei soldatini e un carro armato di plastica, mi sono reso conto che i bambini cercano di emulare ciò che vedono nella vita quotidiana e che, purtroppo, le immagini di carri armati e di soldati dominano i mezzi di informazione, sono una presenza fin troppo comune.
La guerra è diventata paurosamente familiare e quasi lascia indifferente chi non vi è coinvolto e la può guardare dal comfort del proprio salotto.
Vedo i leader mondiali usare i loro eserciti come fossero giocattoli che possono manovrare e distruggere con la stessa noncuranza di un ragazzino. Ma questo non è un gioco, queste sono persone vere e vere armi, e il risultato è tutt’altro che un gioco.”

E questo è puro realismo simbolico, che lascia storditi per la cruda verità e che ci obbliga a passare e fermarci. Non è un caso che la scultura sia stata installata nel bel mezzo della laguna, in sospensione: simbolo della città, il mare fa parte della quotidianità per i suoi abitanti, tanto che quasi non ci fanno più caso. Come la guerra per la maggior parte di noi, purtroppo.

Lorenzo Quinn- This is the game
Lorenzo Quinn- This is the gameLorenzo Quinn- This is the gameLorenzo Quinn- This is the game

[Via | Lorenzo Quinn]

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Padiglione Italia nel Mondo - Barcellona

pubblicato da Lorenzo Mazza

Lasciamo per un attimo da parte le polemiche che hanno accompagnato l’apertura del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia e vediamo di capire come si sviluppa il Padiglione Italia nel Mondo. La piattaforma internazionale dedicata all’arte contemporanea italiana nel mondo, è stata voluta sempre dallo stesso Vittorio Sgarbi, nel 150esimo anniversario del nostro paese. Si tratta di un progetto del MAE - Ministero degli Affari Esteri, in cui gli 89 Istituti Italiani di Cultura nel mondo ospitano altrettante mostre di artisti italiani che operano in quei contesti.

Nel video che vedete qui sopra, realizzato da Michele Bajona e Federico Ferrario per l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, i protagonisti sono Antonio Violano (scultura), TVBOY (street art), Daniel Arvizu (fotografia e video), Benedetta Tagliabue (architettura).

Interessante mi sembra soprattutto il taglio documentaristico che gli autori hanno scelto. Il video, seppur nella sua brevità, chiama in causa molti fattori: il rapporto individuale con la produttività artistica, lo spazio e i materiali con cui gli artisti operano, la dimensione creativa in cui ciascuno si immerge.

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