Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag shepard fairey

Danneggiato un muro di Shepard Fairey, riporta alla luce Os Gemeos

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nel Lower East Side di New York c’è un grande murale di Shepard Fairey, all’altezza di Houston Street, realizzato soltanto pochi mesi fa, i primi di maggio. In questi giorni il pezzo ha subito un attacco ad opera di vandali.

Grandi parti del muro sono state rimosse, altre coperte da graffiti, strappate e disperse. A fianco di un buco campeggia la scritta “Bring back Keith Haring”, “Ridateci Keith Haring”. Odio verso uno street artist di successo, invidia, semplice vandalismo?

In realta i buchi nelle pannellature di legno del pezzo di Obey, hanno portato nuovamente alla luce il precedente lavoro di Os Gemeos (realizzato un anno fa all’interno di Deitch Projects), offrendo un punto di vista, esteticamente discutibile, ma sicuramente interessante.

Foto via DNAinfo

Danneggiato Shepard Fairey a New York
Danneggiato Shepard Fairey a New YorkDanneggiato Shepard Fairey a New YorkDanneggiato Shepard Fairey a New YorkDanneggiato Shepard Fairey a New YorkDanneggiato Shepard Fairey a New York

....
condividi 0 Commenti

Chi è Banksy? Un'intervista a Shepard Fairey

pubblicato da Lorenzo Mazza

Ve l’avevo promessa ed eccovela. Qui sopra trovate un estratto della lunga intervista che Shepard Fairey ha rilasciato a The Brian Lehrer Show sull’emittente radiofonica newyorchese WNYC. La prima domanda del giornalista è subito diretta: “tu conosci Banksy, chi è?”

“Un artista che ha prodotto un sacco di lavori per lo spazio pubblico e preferisce rimanenere nell’anonimato per due ragioni fondamentali: mantenere la libertà di fare ciò che gli pare e poter permettersi di non fare cose come questa (l’intervista nd – ride). Banksy controlla molto bene le modalità in cui il suo messaggio si propaga e credo che i giovani che hanno a cuore il cambiamento nel mondo siano in qualche modo rinfrancati dal suo modo di vedere le cose…

Banksy è importante perché denuncia molte questioni politiche con la sua arguzia, la sua furbizia e lo fa sulle strade dove i suoi messaggi sono accessibili, semplici e profondi, finiscono spesso per diventare popolari. Il lavoro di Banksy prende in considerazione questioni che abbiamo di fronte tutti i giorni e che i media ormai ci fanno digerire tranquillamente, la guerra, l’econopmia, il disprezzo per la vita umana. Li riporta alla luce sotto un’altra ottica e li rende assurdi, ti porta a pensare come mai in fin dei conti accettiamo passivamente tutto ciò.

Continua a leggere: Chi è Banksy? Un'intervista a Shepard Fairey

....
condividi 0 Commenti

Obama a New York per vedere l'ultimo muro di Shepard Fairey!

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è giunto a New York questa mattina. Sembra che nella sua agenda di impegni ci sia anche una visita al nuovo murale che Shepard Fairey a realizzato stanotte a Houston Street.

Obey è quindi l’ultimo artista a lavorare a Houston & Bowery. Il suo pezzo May Day si compone di wheat paste (colla liquida, utilizzata anche nella cartapesta) e aerosol mural called. Il pezzo è stato realizzato per promuovere la prossima mostra di Faireys da Deitch Projects, che partirà proprio il primo maggio.

L’artista ha inoltre concesso una lunga intervista, in cui non si è risparmiato di parlare proprio di Obama, dell’azione dei democratici e di un suo collega…niente meno che Banksy! Domanivi proporremo un estratto delle sue interessanti dichiarazioni.

Shepard Faireys - Houston StreetShepard Faireys - Houston StreetShepard Faireys - Houston StreetShepard Faireys - Houston Street

....
condividi 0 Commenti

Shepard Fairey e Keith Haring

pubblicato da michele

Shepard Fairey e Keith Haring

Il grande artista Shepard Fairey, autore del famoso manifesto dedicato a Obama, ha creato una maglietta dedicata a Keith Haring, in occasione dei vent’anni della scomparsa del grande maestro della pop art. L’ha creata in collaborazione con l’associazione Aids walk e la Keith Haring Foundation.

Lo scopo è quello di contribuire alla lotta contro l’Aids: la t-shirt realizzata da Farey (a partire da una foto di Patrick McMullan) è stata prodotta in edizione limitata e si può acquistare soltanto sul sito di Aids walk, al prezzo di 50 dollari.

....
condividi 0 Commenti

Shepard Fairey – Daylight a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Non sarà forse il numero uno delle vendite per la street art sul mercato dell’arte internazionale, ma ha molta voce in capitolo. Shepard Faireys prima di tutto ci mette la faccia e lavora alla luce del giorno, poi, a differenza di Banksy, le sue opere le potete comprare a partire da 35 dollari, direttamente sul suo sito.

La sua presenza non poteva mancare nella settimana che Milano dedica all’arte contemporanea e così Superstudiopiù ospita una sua personale, curata da Alberto Mattia Martini. Il progetto è partito da SMS Venice, l’iniziativa che aveva portato nel maggio 2009 Faireys a Venezia in Piazza San Marco.

Il vernissage in Via Tortona 27 a Milano è previsto per oggi lunedì 22 marzo alle 18. La mostra resterà aperta fino al 30 marzo in orario 16 – 20 all’interno delle iniziative di (in)Contemporary. Le foto nella galleria qui sotto non riguardano i lavori in mostra a Milano, ma sono rappresentative dell’ultima produzione dell’artista.

Shepard Faireys - New works
Shepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New worksShepard Faireys - New works

....
condividi 0 Commenti

Terza Edizione di (con)TemporaryArt, a Milano dal 22 al 30 marzo

pubblicato da penelope.di.pixel


Nella settimana di MiArt (26-29 marzo), (con)TemporaryArt è un interessante agglomerato di eventi “fuori salone” che vale la pena tenere d’occhio.

Arrivato alla sua terza edizione con un discreto successo di stampa e di pubblico (circa 14.000 le presenze nei due anni precedenti), (con)TemporaryArt si svolge nel quartiere Tortona e presso il polo espositivo del Superstudio Più, fra il 22 e il 30 marzo. Circa 20 i curatori coinvolti e 147 artisti italiani e internazionali, per un totale di 27 fra mostre ed eventi: mostre personali, collettive, installazioni, performance, musica live, party, incontri con gli artisti. Fra questi ricordo la personale di Shepard Fairey con la sua ormai celebre iconografia di Barack Obama, e l’esposizione di Banksy con opere provenienti dalla collezione di Andipa Gallery di Londra, ma consiglio di scorrere il programma per farsi un’idea complessiva.

Il progetto prevede inoltre la partecipazione dell’Università IULM, che in qualità di main partner rinnova il suo impegno nell’arte contemporanea, coinvolgendo tra l’altro i suoi studenti nel ruolo di art assistant e diversificando così la sua presenza, già consolidata al MiArt.

....
condividi 0 Commenti

Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nel corso dell’ultimo Sundance Film Festival, oltre all’attesissimo primo film di Banksy che ha occupato la scena, è stato presentato un bel documentario, Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, girato dalla regista americana Tamra Davis, moglie di Mike D dei Beastie Boys.

Il film contiene molto materiale inedito, con interviste a Basquiat ed ai suoi amici. La parte della grafica e della titolazione è stata curata dallo Studio No.1, dove il direttore creativo è nientemeno che Shepard Fairey. Le musiche di “Jean-Michael Basquiat: il bambino raggiante” (brutta questa traduzione letteraria che ho tentato!) sono di Adam Horovitz aka Ad-Rock & Mike Diamond aka Mike D, cioé i 2/3 dei Beastie Boys.

“This is a song for the genius child. Sing it softly, for the song is wild. Sing it softly as ever you can - Lest the song get out of hand. Nobody loves a genius child. Can you love an eagle,Tame or wild? Can you love an eagle, Wild or tame? Can you love a monster Of frightening name? Nobody loves a genius child. Kill him – and let his soul run wild”.

“Questa è una canzone per un bambino geniale. Cantala dolcemente, perché la canzone è selvaggia. Cantala più dolcemente di sempre - Per evitare che la canzone possa sfuggire di mano. Nessuno ama un bambino geniale. Puoi amare un’aquila, addomesticata o selvatica?
Puoi amare un’aquila, selvatica o addomesticata? Puoi amare un mostro di nome spaventoso? Nessuno ama un bambino geniale. Uccidilo - e lascia che la sua anima corra, selvaggia.”

Una poesia di Langston Hughes (tradotta dal sottoscritto), tratta dal clip di apertura di Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, che potete vedere qui.

....
condividi 0 Commenti

Shepard Fairey - Supply and Demand

pubblicato da Lorenzo Mazza

Nel mentre sembra ancora aperto il contenzioso legale con la Associated Press, che ha accusato Shepard Fairey di violazione del copyright, per aver creato il poster Hope di Obama a partire da una foto dell’Archivio AP, a Cincinnati in Ohio si è inaugurata in questi gioni una grande retrospettiva sui primi venti anni di carriera dell’artista.

Supply and Demand
- Domanda e offerta, al Cac - Contemporary Arts Center è divisa in due parti: le opere esposte all’interno e i progetti esterni. In galleria ci saranno circa 250 pezzi, a partire dai primi Andre the Giant Has a Posse, poster nati da una campagna virale del 1989 insieme a Ryan Lesser, Blaize Blouin, Alfred Hawkins e Mike Mongolavoro, compagni di studi alla Rhode Island School of Design, fino agli ultimi lavori realizzati le scorse settimane.

Per quanto riguarda i progetti esterni c’è solo l’imbarazzo della scelta all’interno di una vasta mappa, suoi murales sono presenti in tutta la regione del Greater Cincinnati e le visite sono state garantite, con il permesso dei proprietari dei singoli edifici. Se capitate negli States, c’è tempo fino al 22 agosto per visitare la prima retrospettiva di uno dei più grandi street artist.

Shepard Fairey - Supply and Demand
Shepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and DemandShepard Fairey - Supply and Demand

....
condividi 1 Commenti

Shepard Fairey ad Amsterdam

pubblicato da Lorenzo Mazza


Di ritorno dalle vacanze nei prossimi giorni avrò modo di condividere con voi le mie impressioni su un po’ di mostre che visitato in giro per l’Europa e magari anche alcune foto di posti come Lille, Bruxelles ed Amsterdam, tra street art ed arredo urbano.

Comincerei proprio dalle immagini che mi hanno accolto alla stazione dei treni della città olandese. Si tratta di un lavoro di Shepard Fairey, che ricopre una pannellatura esterna lunga circa una quindicina di metri. Questa zona di Amsterdam è un cantiere aperto e l’intervento a poster di Obey trova posto proprio davanti alla facciata principale dell’edificio principale della stazione.

Never trust your own eys. Believe what they say e camminando magari con una valigia in mano si entra nel ritmo di questa straordinaria composizione che è un po’ una sintesi del lavoro di Shepard Fairey. Comunicazione oropaghanda, il suo stile nell’affichage è quello della carta da parati con più strati diversi sovrapposti e quelli vecchi tornano fuori. Meccaniche di controllo e di potere messaggi antimilitaristi e molta spiritualità…questi sono i contenuti più diretti che mi ha suggerito questo lavoro. Naturalmente qualcuno si è già divertito a “spaccarlo” con una bella strisciata di verde…

Obey The Giant @ Amsterdam
Obey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ AmsterdamObey The Giant @ Amsterdam

....
condividi 0 Commenti

Graphic Roots of Revolution. Mostra-evento dedicata alla grafica politica

pubblicato da penelope.di.pixel


Dall’11 2009 dicembre al 20 gennaio 2010 a Roma la Galleria Love & Dissent in collaborazione con Art Attack Advertising e Free Hardware Foundation presenta la mostra evento Graphic Roots of Revolution.

Il tema non è nuovo alla galleria, dove l’anno scorso abbiamo seguito la mostra “Reproduce & Revolt“, intervistando l’artista Josh MacPhee. Filo conduttore dell’evento una frase che riporto per intero: “Tutta l’arte è politica, ma non tutta l’arte è un manifesto politico”.

Graphic Roots of Revolution si ispira infatti alla grafica politica: dai cartoni, ai graffiti, alla poster art una pratica diffusa in tutte le culture usata per comunicare in modo semplice e diretto l’adesione a un ideale, il conflitto, l’espessione identitaria e sociale. Una forma di arte e di espressione che vive e si manifesta in strada anche in reaqzione al progressivo ridursi dello spazio pubblico.

Continua a leggere: Graphic Roots of Revolution. Mostra-evento dedicata alla grafica politica

....
condividi 0 Commenti