E’ stata inaugurata ieri 24 settembre a Palazzo Magnani (Reggio Emilia) la prima antologica italiana dedicata all’originale artista giapponese Shimamoto: “Shozo Shimamoto. Opere 1950-2011. Oriente e Occidente”, dal 25 settembre all’8 gennaio, a cura di Achille Bonito Oliva. Il fondatore del Gruppo Gutai dipinge sparando colore con cannoni o scaraventando bottiglie sulla tela. E a 83 anni inaugura l’evento lanciando colore da una gru.
“Quando affermo che l’arte è stupire, la gente resta sorpresa. C’è la tendenza a pensare all’arte come un qualcosa di esteticamente bello, frutto di un lavoro delicato, ma questo è piuttosto quel che direi del mondo dell’artigianato. L’arte, oppure il gesto artistico, consistono al contrario nello stupire lo spettatore. Ovviamente stupire non significa sorprendere con gesti inconsulti e chiassosi”.
Per quanto possa stupire, il nome del gruppo da lui guidato, Gutai, significa proprio “concretezza”, in contrapposizione all’astrattismo che sembra comporre le opere del performer giapponese. E in effetti non c’è alcuna improvvisazione o gesto inconsulto nei suoi lavori, a dispetto delle apparenze; c’è semmai una creatività libera e innovativa, ma sempre calcolata e mai casuale. La sperimentazione artistica di Shimamoto nasce negli anni ‘50, tant’è che è considerato un rivoluzionario pioniere della sperimentazione artistica nel Sol Levante. Sue sono infatti le opere realizzate col “Bottle Crash”, ovvero con bottiglie piene di colore gettate contro la tela o l’invenzione del “Cannon Works”, le tele ottenute dall’accidentale disposizione del colore sulla tela sparato da un cannone, seguito dalla tecnica del cut-up, il taglio della pittura. Oltre ottanta i dipinti in mostra a Palazzo Magnani, sculture e video installazioni che ripercorrono la sua carriera.
Via | La Repubblica

Agrigento e la Valle dei Templi diventano protagonisti nel mondo dell’arte contemporanea. Comincia giovedì 18 marzo all’interno del Tempio della Concordia, Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus, ideata da Luigi Zichichi e curata da Rosalia Camerata Scovazzo e Teresa Emanuele. Uno scenario unico quello di Agrigento, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, che si apre al contemporaneo per farsi conoscere ulteriormente.
La mostra, realizzata dalla casa editrice Il Cigno Gg, insieme al Mibac e al Macro, presenta artisti italiani ed internazionali. Le loro opere saranno vendute all’asta da Christie’s e il ricavato aiuterà i lavori di restauro e anastilosi del Telamone (scultura maschile in calcarenite del V secolo a.C.) del Tempio di Zeus. Proprio da qui parte il percorso espositivo, con la Bianca di Messina, il Fauno di Manzù, la Grande Figura Seduta di Greco e il gruppo mitologico dei russi AES+F.
Nel giardino della Villa Aurea i crani di Daniel Spoerri e il braccio di Aaron Young, dentro lavori di Afro, Ceccobelli, Guccione, Mitoraj, Nitsch, Shimamoto e molti altri. L’allestimento, unico nel suo genere, rimarrà visitabile fino al 3 ottobre 2010. Per domani mercoledì 17 marzo (h 12:00) è prevista la conferenza di presentazione al Macro di Roma.