
Arriva a Siena, nelle sale medievali dei Magazzini del Sale, il lavoro di Herbert Murrie. L’artista di Chicago, esponente dell’espressionismo astratto e dell’action painting, la tecnica pittorica performativa portata alla ribalta da Jackson Pollock, è da stamani mattina nella città toscana per la conferenza stampa di presentazione del progetto espositivo.
La mostra che apre ufficialmente i battenti da sabato 24 aprile a domenica 16 maggio 2010 è la prima personale italiana di Murrie. Ci saranno più di venti tele realizzate con smalti alchidici e resine polimeriche, tra il 2006 e il 2009. In Italia e in Europa Murrie c’è stato spesso come visitatore e opere come Sunrise, Sunset del 2008 o Yellow Fields with Twisted Oak del 2009, sono la testimonianza più viva del suo rapporto con il vecchio continente.
Dopo la presentazione ufficiale di ieri al Viminale, apre oggi venerdì 16 aprile la mostra I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. In mostra fino al 18 luglio trentanove tele di grande valore artistico, provenienti dal Fec - Fondo edifici di culto, una piattaforma che unisce oltre settecento edifici sacri che conservano grandi tesori artistici.
Sull’onda del grande interesse suscitato dalle recenti mostre romane su Caravaggio e sulla scia dell’allestimento fiorentino Caravaggio e i Caravaggeschi, Palazzo Ruspoli, sede della Fondazione Memmo di Roma (Via del Corso, 418), ospita una piccola ma intensa mappatura dei seguaci del Merisi. Roma, Napoli, Ancona, Bologna, Cosenza, Latina, Lucca, Pesaro Urbino, Rieti, Siena, Siracusa, queste le città in cui i caravaggeschi operavano.
Ha preceduto l’apertura della mostra l’interessante scoperta di alcune pergamene, che collegano le tele ai loro committenti. Durante la mostra sarà invece possibile vedere da vicino il restauro in corso di un’opera.

Dopo le installazioni luminose a Roma nel 2007, Jenny Holzer torna in Italia con un progetto pensato appositamente per la facciata del Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena.
Il progetto a cura di Lorenzo Fusi prevede delle enormi proiezioni allo xenon delle tipiche frasi provocatorie dell’artista americana, concentrate sui caratteri contraddittori e spesso ingiusti della società contemporanea.
Un’installazione impossibile da non notare e tutta da leggere, valorizzata dalla cornice storica della sede senese. Visibile fino al 24 maggio.
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Pittore, incisore, poeta e scrittore del ‘900. Studiò a Siena, a Firenze e a Roma (dove morì). Nel 1932, insieme ad altri due importanti artisti italiani, fu premiato in una mostra toscana d’incisione.
Dal 1928 al 1962 partecipò praticamente a tutte le edizioni della Biennale di Venezia, sia come pittore che come incisore. Di chi si tratta?
La risposta fra sette giorni.
Si è inaugurata a Siena, nel complesso museale Santa Maria della Scala anche detto SMS (ormai gli acronimi dei musei d’arte contemporanea sono fuori controllo GNAM, MACRO, MAXXI, MAMBO…), la mostra più importante mai realizzata in Italia di Gordon Matta-Clark.
Un artista veramente geniale una personalità interessantissima che i curatori hanno provato a inquadrare nella definizione di anarchitetto.
Prima opera esposta, di grande contemporaneità visti i tempi, il Garbage Wall (1970) un modulo base fatto di rifiuti per la costruzione di alloggi temporanei dei senzatetto.
Più in là il trabiccolo costruito con un ombrellone, due sedie, quattro ruote di bicicletta e una bombola di ossigeno, utilizzato da Matta-Clark in una performance in cui offriva ai passanti una boccata di aria pulita nel fulcro della grande mela, dalle parti della Grand Central Station.
E poi le foto dei famosi tagli operati negli edifici prossimi alla demolizione, i poetici mattoni di vetro, i suoi capelli e tanto altro.
Una mostra che stupisce.
A Siena, complesso di Santa Maria della Scala, fino al 19 ottobre.

Un’importante mostra monografica sullo scultore romano Mario Ceroli, curata da Achille Bonito Oliva e Omar Calabrese, sta per arrivare a Siena.
Dal 24 giugno fino al 7 settembre il Complesso Museale di Santa Maria della Scala ospita la mostra “Mario Ceroli. Le forme in movimento”, dove saranno esposti lavori di forte impatto visivo. Le sculture in azione si potranno osservare anche in altri spazi cittadini, come in Piazza del Duomo, nella Loggia della Mercanzia, a Rocca Salimbeni, nelle Logge del Papa, nel cortile di Palazzo Chigi e nella piazza di San Domenico.
Se la città che ospita la mostra, Siena, ha una passione per i cavalli e il movimento, altrettando si può dire dell’ artista, che si cimenta da tempo con l’idea di dare azione a ciò che è immobile, fisso. Ne è un esempio l’opera “Battaglia” che è la rappresentazione in legno di un gruppo di cavalli nell’atto di attaccare.
Oltre al legno, Ceroli utilizza materiali naturali e poveri come terra, vetro e ghiaccio.
Dal 21 giugno al 15 settembre arriva “SienaJazzEye”, la prima grande mostra dedicata alle copertine del jazz, oltre 500 pezzi firmati da artisti, fotografi, illustratori, che hanno fatto la storia illustrata del vinile a 33 e 45 giri. Ad ospitarla il Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena.
Tra gli autori, l’immancabile Andy Warhol e poi Guido Crepax, Michelangelo Pistoletto più fotografi come Giuseppe Pino e Roberto Masotti.
La mostra a cura di Enzo Gentile e Francesco Martinelli, è una ricerca iconografica mirata a raccontare l’evoluzione delle arti visive in genere, dalle prime copertine in carta neutra a quelle più complesse per contenuti e colori. Specchio di una società in cambiamento, come dimostra il caso della copertina di “We insist!” di Max Roach nella quale è possibile rintracciare temi sociali forti come l’apartheid. Ma di esempi simili ce ne sono molti che hanno come soggetto personaggi buffi alla Humpty Dumpty o movimenti artistici del Novecento. A questo proposito ci sono i tributi in copertina alle opere di Pollock, Matisse e De Chirico, che figurano accanto alla copertina di “The Congregation” di Johnny Griffin firmata proprio da Andy Warhol.
SienaJazzEye - Complesso Museale Santa Maria della Scala - Siena


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Dal Lindenau Museum di Altenburg, Turingia, arrivano al Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena lavori di maestri senesi e toscani, raccolti nella mostra curata da Miklòs Boskovits e Johannes Tripps “Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg”.
Le opere, che fanno parte della collezione del barone Bernhard August von Lindenau, appartengono al periodo gotico e rinascimentale e sono state raccolte durante la prima metà del XIX, per essere successivamente donate dal barone alla città.
Dal 15 marzo al 6 luglio sarà possibile vedere questa raccolta che comprende opere di Guido da Siena, Lippo Memmi, Pietro Lorenzetti, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Martino di Bartolomeo e Domenico Beccafumi. Contemporaneamente verrà ospitata anche la pala di Bartolo di Fredi raffigurante l’Adorazione dei Magi, finalmente ricongiunta alla predella originaria proveniente da Altenburg, ed altri capolavori di grande pregio fra cui una Crocifissione di Pietro Lorenzetti.
Altro avvenimento legato alla rassegna la pala di Guido da Siena con Storie di Cristo, proveniente da Badia Ardenga e la ricostruzione del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di S.Paolo a Ripa d’Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque musei diversi d’Europa.
Per la prima volta l’intera produzione pittorica di Luigi Mussini viene esposta a Siena, presso Santa Maria della Scala.
La mostra “Nel segno di Ingres“, a cura di Carlo Sisi ed Ettore Spalletti, include 122 opere, divise in sei sezioni, dell’artista e di un selezionato numero di pittori e scultori con cui Mussini venne in contatto, sullo sfondo e nel segno del genio artistico di Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Mostra nel segno di Ingres - Luigi Mussini


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