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Tutti gli articoli con tag solitudine

James Nachtwey a Seravezza. Report dalla mostra

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si va a vedere una mostra di James Nachtwey sapendo che non si va a fare una passeggiata. Ci sono stato proprio martedì scorso in compagnia di un amico. La location è il vecchio Palazzo Mediceo, che domina la cittadina di Seravezza, ai piedi delle Alpi Apuane, in Toscana. Il Mediceo nell’ultimo decennio è stato trasformato in un centro espositivo di grande qualità dedicato alla fotografia.

Le grandi sale del palazzo, in pietra grigia, accolgono morbidamente le foto di Nachtwey, integrando bene i numerosi bianchi e neri e dando risalto al colore, usato con più parsimonia. Se il bianco e nero in questo frangente ha un valore intrinseco, al di là delle potenzialità estetiche, è per il fatto che conferisce pari dignità a tanti e diversi dolori. Le vittime della guerra, della fame e dell’abbandono, raccontano le loro storie silenziose. Da principio un pugno alla stomaco, poi un annullamento dei sensi, un dolore che non può essere capito, non può essere compatito.

Se Nachtwey ce lo riporta, ce lo consegna, è per farne tesoro, perché gli altri non lo raccontano, ma queste sono le conseguenze delle decisioni che vengono prese a livello politico-economico. La denuncia sociale trova qui il suo compimento, non c’è bisogno di spiegare alcun antefatto o puntare il dito contro qualcuno di preciso. Siamo tutti coinvolti, anche se non direttamente responsabili. Quando la natura umana viene stravolta, usurpata, distrutta, è il nostro stesso animo che cigola.

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A1one, in Iran crescono fiori

pubblicato da Lorenzo Mazza

A1one

In un Iran assediato da un regime sempre più aggressivo e invadente crescono fiori. Sono i germogli della gente scesa in strada per resistere, contro l’oscuramento di internet e il monopolio dei mezzi di comunicazione. Tra di loro i fiori di A1one (Tanha - تنها) a Tehran nel Middleeast del paese. Sono i fiori di chi si alza in piedi per chiedere diritti, di chi non è interessato alla Politica dei palazzi, ma a quella che investe la gente, che si costruisce nelle dinamiche sociali.

Graffiti, wall painting, stencil spray, poster e stickers sono le armi di un ventisettenne eclettico artista che cerca di scalfire l’essenza monolitica della società islamica iraniana. A1one, un gioco di parole che richiama alla mente la solitudine di chi si è trovato ‘da solo’ a far graffiti in una delle più importanti capitali del Medio Oriente.

Un’arte nata dal bisogno di urlare, tutte le idee chiuse in testa a cui non si può dar voce. E’ proprio un urlo dal dentro quindi, che fuoriesce inesploso, come in ’scream from the inside’, lo stencil che raffigura una ragazza che non riesce a trattenersi e grida la rabbia di tutto quello che non ha avuto. Una sfida che non si rivolge soltanto ad un regime politico, ma anche ad un regime culturale e scopico. Nel mondo arabo infatti la musica, la danza e la poesia rivestono un ruolo molto importante, mentre la sperimentazione a livello visivo fatica ad essere compresa.
Questo il link di kolahstudio, lo studio di A1one a Tehran

A1one - Street art in Iran
A1one - Street art in IranA1one - Street art in IranA1one - Street art in IranA1one - Street art in IranA1one - Street art in IranA1one - Street art in Iran

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"Una stanza tutta per sé" - Collettiva al Castello di Rivoli

pubblicato da Barbara

houseball

Al Castello di Rivoli di Torino, dal 2 aprile 2008, una mostra ispirata al romanzo di Virginia Woolf dal titolo: “Una stanza tutta per sè”. Il progetto, realizzato grazie al contributo di Fondazione CRT, comprende quaranta installazioni che indagano il tema dello “studio d’artista”, inteso come luogo magico e solitario in cui fiorisce il talento creativo.

A partire dal sottotitolo: “il bello della solitudine”, questa mostra vuole rappresentare un punto di vista positivo rispetto a un tema così controverso. Le quaranta opere in esposizione sono realizzate da venti artisti protagonisti dell’arte contemporanea: Franz Ackermann, Marisa Merz, Pipillotti Rist, Olafur Eliasson, Giulio Paolini e molti altri. Bellissima la enorme stanza portatile “Houseball” di Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen.

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