
Ricordate lo scandalo della “rana crocifissa”, l’opera di Martin Kippenberger esposta al Museion di Bolzano, che lo scorso agosto ha provocato addirittura le proteste del Papa? Ebbene, la direttrice Corinne Diserens, che aveva strenuamente difeso la scelta di esporre l’opera, è stata licenziata ieri.
La motivazione ufficiale? Nel comunicato del consiglio della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea, riportato oggi dal Corriere della Sera, si legge: “La decisione è stata presa in seguito alla difficile situazione finanziaria determinata dalle ingenti spese impegnate senza l’autorizzazione degli organi collegiali e senza la necessaria copertura finanziaria”. Si parla di un buco di 500 mila euro e di mancata erogazione degli stipendi al personale.
I sostenitori della ex direttrice (tra cui soprattutto i Verdi) ritengono, invece, che il licenziamento dipenda esclusivamente dalla polemica suscitata dall’esposizione della rana, che avrebbe fatto perdere circa dodicimila voti al Südtirol Volkspartei. Più recentemente, tra l’altro, un’altra scelta della Diserens è stata fortemente discussa: quella di esporre un’opera raffigurante una bandiera con una pseudo-svastica nella rassegna Sonic Youth, visitabile al Museion fino al 4 gennaio 2009.
Stabilito che, per i lettori di Artsblog, l’artista vivente più sopravvalutato è Damien Hirst (il quale supera di poco Maurizio Cattelan), che l’opera più scandalosa dell’arte occidentale è la Merda d’artista di Manzoni (seconda l’Origine del mondo di Courbet), che quella più rappresentativa del XX secolo è Guernica di Pablo Picasso e che le donne più belle e sensuali sono quelle dipinte da Botticelli, vorrei lanciare un nuovo sondaggio su una questione che mi frulla da un po’ di tempo nella testa.
Qual è l’opera più inquietante della storia? Mi riferisco al quadro o alla stampa o alla scultura che secondo voi ha saputo identificare la più oscura delle paure umane e l’ha rappresentata, in assoluto, nel modo migliore. Visto anche l’approssimarsi di Halloween, mi sembra di essere in tema…
Anche questa volta propongo un elenco del tutto discrezionale. Se avete altre opere in mente, ricordatele (e votatele) nei commenti. Per accedere al sondaggio e alla galleria delle opere cliccate sul continua.
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La rassegna itinerante “Art & Entrepreneurship” di Credit Suisse, dopo varie capitali tocca Milano, dove il 23 ottobre viene presentata al Superstudiopiù dal critico più seguito del momento Philippe Daverio.
Si tratta di una mostra che raccoglie 19 artisti internazionali che presentano oltre 40 opere ispirate all’imprenditorialità. Cinque i valori chiave a cui gli autori si sono dovuti attenere nella loro opera creativa e cioè: visione, conoscenza, network, famiglia e responsabilità sociale. Temi che sono emersi da un sondaggio condotto a livello mondiale da Credit Suisse tra gli imprenditori.
Partita da Dubai la rassegna ha toccato New York, Berlino, Mosca e Ginevra. Dopo Milano arriverà a Londra alla Phillips de Pury Auction House per l’asta benefica finale del 23 novembre. Sul sito è possibile vedere le opere in vendita, il cui ricavato andrà in parte agli artisti e in parte in aiuto di “Room to Read”, onlus a supporto della formazione scolastica nei paesi in via di sviluppo.
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Nel 2003, quando fu inaugurato il monumento dedicato a Bettino Craxi, collocato proprio di fronte al palazzo del Municipio di Aulla (MS), divampò la polemica. Allora era sindaco Lucio Barani. Ora, l’attuale primo cittadino, Roberto Simoncini, pare proprio non tollerare quella statua e propone di metterla all’asta.
L’iniziativa polemica di Barani era stata accompagnata, tra l’altro, dall’affissione di un cartello che definiva Aulla “comune dedipietrizzato”, avviso ora rimosso, in seguito al cambiamento dell’amministrazione comunale.
Sulla statua di Craxi, invece, l’attuale sindaco precisa che, essendo tutta in marmo bianco di Carrara, essa ha “un valore economico non indifferente. La si può mettere all’asta, tanto più che la figura di Bettino Craxi è stata rivalutata e anch’io - ha dichiarato Simoncini - credo che sia stato uno statista cui rendere omaggio”. Non tutti però sono d’accordo sulla vendita del monumento, anche chi non era favorevole alla sua installazione (fonti: La Repubblica e Il Tirreno). Voi cosa ne pensate?

Il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha dichiarato, qualche giorno fa, che impiegherà lo strumento del decreto-legge, tra l’altro, per introdurre sanzioni contro coloro che deturpano con bombolette spray i muri delle città: “sporcare i luoghi pubblici – ha detto – deve diventare un reato”.
L’incontenibile Sgarbi protesta: un provvedimento del genere potrebbe andare bene soltanto per i palazzi costruiti prima del 1960, edifici che non dovrebbero assolutamente essere toccati, ma quelli degli anni successivi rappresenterebbero “l’Italia deturpata dalla speculazione economica ed edilizia” e l’intervento dei graffitari avrebbe semmai il merito di renderli più gradevoli. Pertanto, secondo il sindaco di Salemi (il quale ricorda, tra l’altro, le origini di artisti come Basquiat e Keith Haring), i Comuni dovrebbero addirittura stipulare dei concordati con gli artisti di strada, i quali dovrebbero essere pagati “per bonificare i luoghi dell’orrore suburbano” (fonte: Il corriere della sera). Cosa ne pensate?
Qualche anno fa un sondaggio commissionato dalla società inglese Gordon’s, che coinvolse circa 500 esperti, decretò che l’opera più rappresentativa del ‘900 era La fontana (ovvero il famoso orinatoio) di Duchamp. Nessun’altra opera avrebbe inciso tanto sulle tendenze artistiche del XX secolo. Fu così che la provocatoria opera del maestro francese ottenne il Premio Turner.
Così, mentre Courbet, con la sua Origine del mondo, e Manzoni, con la sua Merda d’artista, si contendono il titolo dell’opera più scandalosa dell’arte occidentale e Hirst e Cattelan quello di artista vivente più sopravvalutato, rilancio la sfida, indicando le stesse opere finaliste del sondaggio del 2004 (le foto sono tratte dal sito del Corriere della sera).
L’opera più rappresentativa del XX secolo
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La satira è cattiva. A volte anche troppo. Ma in fondo, se non è crudele, dirà qualcuno, non è vera satira.
La vignetta del disegnatore Mauro Biani, pubblicata oggi su L’Unita’, ritrae una ex guardia giurata in mobilità che, decidendo di seguire a modo suo l’invito del ministro Brunetta a non fare il fannullone, gli annuncia una visita non molto pacifica. La posa del personaggio è la stessa del killer autore, circa una settimana fa, di una strage in una scuola finlandese, il quale si era precedentemente ripreso in un video divulgato su youtube.
La vignetta ha suscitato accese polemiche. Proprio Brunetta, qualche tempo fa, com’è noto, aveva premiato la vignetta più simpatica che ne ritraeva le gesta. Oggi, però, non sembra gradire molto. E il capogruppo del PdL alla Camera, Gasparri, afferma che, benchè la satira sia sacrosanta, “non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata oggi nell’inserto satirico allegato all’Unità”. Cosa ne pensate?

La pubblicità, con il suo potere persuasivo, produce miti e leggende a catena di montaggio. Ma cosa resterà, tra qualche secolo, dell’arte contemporanea? Quali geni oggi realmente incompresi verranno glorificati dalle generazioni future? E quali “geni” oggi tanto sponsorizzati verrano del tutto dimenticati o studiati solo come fenomeni di costume?
In attesa di saperlo (per chi ci sarà), lancio un sondaggino per i lettori di Artsblog.

Scoppia una “bomba” alla mostra delle opere del Correggio inaugurata oggi a Parma nelle sale della Galleria Nazionale in Pilotta e all’interno del Teatro Farnese.
Vittorio Sgarbi ha dichiarato che tra le opere in mostra ci sarebbe anche un falso, realizzato da un artista padano vivente: “Mi dispiace per il Comitato scientifico - ha detto -. Doveva stare più attento. In fondo non era difficile individuare il falso. Alla mostra erano esposte due tele molto simili. E il Correggio non ha mai fatto doppioni”.
Tra qualche giorno il critico dovrebbe svelare il nome dell’artista.