
Dal 18 al 26 novembre prossimo si svolgerà in Slovenia, a Maribor, la 17esima edizione del MFRU Festival.
Tutto dedicato alle arti digitali e interattive qusto evento ci parla della grande attenzione e del fermento che la scena digitale slovena produce. È infatti in questa piccola nazione che sorgono realtà importantissime per la cultura dei nuovi media come Aksioma - Institute for Contemporary Arts, diretto e promosso dal celebre Janez Janša. Non è inoltre un caso che questa citta, che conta sì e no 120.000 abitanti, è stata candidata con successo fra le Capitali della Cultura in Europa per il 2012.
Fra tanto, tantissimo est, due presenze italiane a Maribor che abbiamo già conosciuto su questo sito: l’ottima Sonia Cillari, che continua a lavorare brillantemente all’estero (molto meno in Italia purtroppo) e il REFF (qualche lettore forse si ricorderanno di questa perforance globale che a preso il via quasi due anni fa proprio in queste pagine e che continua a vivere). L’ultima notizia è che ci sarò anche io, quidi, facendo i dovuti scongiuri contro funesti malori di stagione, aggiornamenti e reportage a breve.
Dopo “If you are close to me”, ecco il secondo lavoro di Sonia Cillari che vi presento oggi: “As an artist, I need to rest“.
Il titolo è suggestivo quanto l’opera, una performance molto impegnativa anche dal punto di vista fisico in cui l’artista dà vita ad una creatura digitale attratura attraverso il suo respiro, Piuma, come ha deciso di chiamarla. Come ci mostra il video, la Cillari è sdraiata sul pavimento. Un tubo attaccato alla sua narice sinistra è il collegamento fra lei e la creatura, un vero e proprio condotto energetico in cui la materia bio-analogica del suo fiato nutre, plasma e si converte in materia digitale: nel corso della performance circa 14.000 elementi digitali si formano grazie alla modulazione del respiro, e l’artista riesce a donare a Piuma più di sei “stati di essere”. Il livello di diossido di carbonio si rivela sullo schermo grazie a pigmenti di colore, fino al nero quando la concentrazione è molto elevata nell’aria inalata. Le due creature, l’artista (umana) e Piuma (digitale) letteralmente lottano e si fronteggiano in una tensione reciproca, ed è questo forse l’aspetto più straordinario e toccante dell’opera: nel sonoro è persino possibile sentire la fatica del respiro, e per mantenere l’equilibrio ed evitare il rischio di iperventilazione la Cillari deve applicare un rigoroso e cosciente uso dell’atto respiratorio.
“As an Artist, I need to rest realizza una vera simbiosi”, una metafora dell’interdipendenza fra l’opera e l’artista dove l’opera oppone una vera e propria (r)esistenza al suo creatore.
Recentemente ho avuto il piacere si scoprire lo splendido lavoro di Sonia Cillari.
Oggi vi presento If you are close toi me/Se mi sei vicino, una performance/installazione particolarmnete interessante. O meglio un ambiente inter-reattivo. Il focus dell’opera è la possibilità di usare il corpo come interfaccia. L’elemento principale i questo ambiente è un pavimebto-sensore all’interno del quale una performer diventa una vera e propria antenna. Il luogo dell’esplorazione è il confine delimitato dalla pelle: una fascia di interazione sensibile in cui il corpo si estende. Quando un partecipante si avvicina o tocca questo corpo-antenna, i movimenti vendono captati come eattività elettromagnetica e trasformati in elementi aufio-visivi, proiettati in real-time su pareti: un organismo connesso e vivo che muta in base alle fluttuazioni elettromagnetiche.
Consigglio di guardare il video (bellissimo), anche per apprezzare le scelte estetiche dell’artista, di cui in questi giorni vi presenterò un altro lavoro.