
Forse non tutti sanno che l’attrice americana Demi Moore è anche una collezionista d’arte. Proprio in questi giorni ha annunciato la messa in vendita di un dipinto ad olio di William Bouguereau, pittore realista francese molto apprezzato negli States, dal titolo Frère et Soeur (Fratello e sorella) e di un altro pezzo del pittore belga Alfred Stevens, Mere et Ses Enfants (La Madre e suoi figli).
Entrambi i dipinti dovrebbero fruttargli insieme circa 1,7 milioni di dollari, più di un milione di euro. La Moore li comprò nel 1995, pagando 178mila dollari per il Bouguereau e 200mila per il Stevens. Tra i due è soprattutto il lavoro delle francese ad aver vertiginosamente scalato le classifiche delle quotazioni, da solo dovrebbe fruttare circa 1,5 milioni di dollari all’asta prevista da Sotheby’s a New York il 4 novembre.
Dieci volte di più del prezzo pagato dalla Moore, che però dice di venderlo non per fare una speculazione, ma perché il nuovo assetto degli arredi in casa non lo contempla. Dobbiamo crederle?
Serata speciale per le vendite all’asta a Londra. Nell’Evening Art Sale di Sotheby’s di ieri sera (134 milioni di euro di incasso complessivo) sono stati realizzati tre nuovi world auction record per Manet, Derain e Bonnard.
Autoritratto con una tavolozza di Edouard Manet ha realizzato £ 22.400.000 (27 milioni di euro). Era stato messo in vendita da uno dei più ricchi magnati del mondo hedge fund, Steve Cohen, che lo aveva acquistato quando aveva iniziato a collezionare arte dieci anni fa. Nel corso degli anni, il dipinto è passato di proprietà fra alcuni dei più noti collezionisti del mondo, a cominciare dall’industriale francese Auguste Pellerin.
Un altro record all’asta è arrivato per André Derain, che con Arbres à Collioure ha totalizzato 16,3 milioni di euro - il doppio del record precedente e soprattutto la cifra più alta mai spesa per un dipinto fauve.
Infine, più di 7 milioni di euro per Pierre Bonnard, Le Petit Déjeuner, Radiateur e notevoli anche i 5,9 milioni di euro per un disegno di Henri Matisse, Etude pour Nu rosa.
Nella collana Sotheby’s Private View ecco il video della Contemporary Art Evening Auction. 32,6 milioni di dollari per un ritratto di Andy Warhol del 1986 (record assoluto in un asta), 31,4 milioni per un’opera di Mark Rothko (Senza titolo del 1961) e cifre da capogiro, che hanno sfondato i record, per Brice Marden, Maurizio Cattelan, Richard Serra, Juan Munoz e Richard Tuttle. Questi i risultati dell’asta di arte contemporanea battuta due giorni fa nella serata da Sotheby’s a New York. 190 milioni di dollari realizzati, contro una stima di pre-vendita che si aggirava tra i 114 e i 162 milioni.
Sono andati bene anche i “classici” Pollock, De Kooning, Mitchell, insieme alle sorprese dei più giovani Cattelan e Wool. C’è stato anche un buon interesse per la scultura di Serra, Bourgeois, Koons, Flavin, Judd, Kapoor e Munoz, tra gli altri.

Proprio la settimana scorsa vi avevo parlato dei segnali di ripresa che provengono dal mercato dell’arte. Dopo un anno e mezzo di acque stagnanti sembra che le condizioni possano tornare ad essere favorevoli, lo dimostra la buona riuscita delle aste in tutto il mondo.
La notizia è che starebbero per andare in scena alcune Auctions of Rare Art, aste che offrono pezzi unici e piuttosto richiesti. Si parla di maestri dell’arte moderna come Jasper Johns e Mark Rothko, per i quali i collezionisti si daranno battaglia da Sotheby’s e da Christie’s. La prima vendita di un’opera rara riguarda la Bandiera americana di Johns (nella foto), che è entrata nella collezione privata di Steven A. Cohen alla “modica” cifra di 110.000.000 dollari. Alcune copie più piccole, quasi miniature, appartenenti alla collezione dello scrittore Michael Crichton, sono state vendute per più di 10 milioni di dollari.
I collezionisti sono molto attirati anche dal ritorno di celebri opere di autori come Pablo Picasso e Andy Warhol, gli investimenti forse più sicuri.
Un collezionista californiano ha sborsato una cifra davvero considerevole, più di 1 milione di dollari, per una fotografia firmata di Edward Weston, dal titolo Nautilus Shell. La stampa era stata acquistata per 10 dollari nel 1927 da un giovane fotografo di nome Bernice Lovett alla San Francisco East West Galleries. Oggi è stata venduta all’asta da Sotheby’s a New York per la bellezza di 1.082.500 dollari.
Le stime di prevendita si aggiravano tra i 300.000 e i 500.000 e possiamo dire che sono state più che raddoppiate. Edward Weston è oggi considerato uno dei grandi maestri della fotografia modernista e i suoi scatti sono forse i più cari al mondo.
La sua Nude (1925), era stata venduta per 1.609.000 dollari nell’ aprile del 2008. Nel frattempo i collezionisti attendono con fervore la grande asta Polaroid, di cui vi abbiamo parlato qui.

Dopo il successo della prima asta di arte contemporanea turca, da Sotheby’s nel marzo 2009, che ha realizzato quasi 2 milioni di euro e attirato l’interesse degli addetti ai lavori su scala internazionale, Sotheby’s Londra fa il bis, giovedì 15 aprile 2010.
Sebbene in un recente servizio televisivo su Eurovision, molti artisti turchi si lamentassero della mancanza di occasioni di visibilità e di confronto, l’immagine pubblica della Turchia sulla scena contemporanea è uscita rafforzata dopo la Biennale di Istanbul dell’anno scorso.
Questa seconda asta da Sotheby’s si concentrerà sulle ultime generazioni, presentando opere di alta qualità ad un prezzo accessibile. Un esempio su tutti è l’Untitled del 1956 di Nejad Melih Devrim, che parte da una base d’ata di 50.000/70.000 euro. Poi c’è un altro senza titolo di Fahrelnissa Zeid, offerto tra i 400.000 e i 600.000 euro.

Dopo essere morta e resuscitata nel breve arco di un mese (vi ricordate che nel febbraio 2008 la Polaroid Corporation aveva annunciato la cessazione della produzione di pellicole istantanee, per poi rilanciarla nel marzo successivo grazie a un nuovo supporto tecnologico), la Polaroid si appresta ad essere celebrata in una grande asta pubblica da Sotheby’s.
Il 21 e 22 giugno a New York andrà all’asta una raccolta di oltre 1.200 opere, realizzate con la leggendaria tecnologia che ha annullato la distanza tra momento di ispirazione e creazione. Va in vendita la collezione che lo stesso Edwin Land, inventore e fondatore della Polaroid, cominciò negli anni ‘30 del secolo corso.
Opere di alcuni dei fotografi più importanti della seconda metà del ventesimo secolo tra cui Peter Beard, Chuck Close, William Wegman, David Levinthal, Robert Frank, David Hockney, Harry Callahan (nella foto in alto la sua Chicago, stimata tra i 70.000 e i 100.000 dollari?) Robert Mapplethorpe e addirittura 400 scatti di Ansel Adams. Poi anche scatti di Andy Warhol, come il ritratto di Farrah Fawcett, stimato tra i 5.000 e i 7.000 dollari, ma che può raggiungere cifre molto più alte.
L’intera collezione dovrebbe realizzare una cifra compresa tra i 7.5/11.5 milioni di dollari.

Sta cambiando qualcosa nel microclima economico legato alle grandi vendite di arte contemporanea? A giudicare dai resoconti delle ultime aste, si direbbe proprio di sì. E quasi sempre i successi sono legati a nomi italiani.
La scorsa sera da Sotheby’s Londra opere di Lucio Fontana hanno contribuito per larga parte al risultato eccezionale di un totale di 54 milioni di sterline. Un record per la casa d’aste: il secondo miglior risultato di sempre per un’asta di febbraio.
Niente male neanche il risultato “personale” di un autoritratto “con l’occhio nero” di Lucian Freud, venduto per 2.8 milioni di sterline, dipinto nel 1978 dopo che l’artista fu aggredito da un tassista.
Una grande anteprima per la città di Milano. Nei giorni 1 e 2 dicembre a Palazzo Broggi sarà presentata la collezione privata tedesca di opere di maestri italiani del Novecento, la Sammlung Lenz Schönberg Collection, che è stata assemblata dalla coppia di collezionisti Mr and Mrs Lenz. La collezione, soprannominata ‘Zero Art‘, perché raccoglie esponenti del movimento europeo Zero, sarà poi in asta a Londra da Sotheby’s nel febbraio 2010.
Un grande sforzo collezionistico che racchiude circa 50 opere e che si è spalmato nel corso di cinquant’anni include lavori del primo dopoguerra di Yves Klein, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Günther Uecker, Roman Opalka e Victor Vasarely e che dovrebbe realizzare un eccesso di circa 12 milioni di sterline.
Nel panorama degli anni Cinquanta, dominato dalla frattura Realismo / Astrattismo, il Gruppo Zero cercò di costruire a livello concettuale uno spazio per la comunicazione libera, ripartendo appunto da zero. Sperimentare nuovi materiali e nuove modalità espressive proseguendo nel solco di quanto tracciato da futuristi e dada e dialogando con quelle tendenze nascenti come il Nouveau Realisme, la Nova Tendencija, l’Arte cinetica, l’Arte visuale, l’Arte gestaltica, l’Arte immersiva, il Neocostruttivismo, l’Op art, Fluxus.
La collezione di Mr and Mrs Gerhard Lenz è forse la più significativa raccolta proveniente da questo momento storico poco conosciuto ma sicuramente importante per il suo apporto a livello di crescita e consapevolezza collettiva degli artisti che vi presero parte e vi gravitarono intorno.

Per almeno 400 anni questo Rubens (questa Rubens: è una bellissima donna spagnola) è stata in mani private. Molto gelose, a dire il vero, visto che prima di oggi nessuno ha potuto dare un’occhiata a questo “Ritratto di giovane donna”, dipinto da Rubens con probabilità per il duca di Mantova nel 17esimo secolo.
Il lavoro, di ragguardevoli dimensioni e condizioni di conservazione pressoché perfette, è venuto finalmente a galla da quando è stato posto in vendita per mezzo di Sotheby’s, stimato fino a 7 milioni di euro.
Quello che più colpisce è che questo ritratto, nel corso del tempo, non è stato affatto vittima di attribuzioni sbagliate. E’ un capolavoro che è sempre (o quasi) stato attribuito al suo autore. Solo, nessuno dei proprietari che si sono avvicendati nella sua storia lo hanno mai fa