
Banksy sta infliggendo una dura lezione a Koons, mentre lo scontro tra Hirst e Cattelan è sempre più combattuto. Ed ecco un nuovo esaltante confronto: Mimmo Paladino contro Richard Prince.
Paladino, oltre alla mostra “Opera per l’Ara Pacis“, realizzata in collaborazione con Brian Eno, ha ottenuto ottimi risultati all’asta di Sotheby’s a New York del 2 aprile. A giugno, inoltre, è stato inaugurato il suo monumento “Porta di Lampedusa, Porta d’Europa”, in memoria dei migranti morti e dispersi in mare per raggiungere l’Italia. Da ricordare anche le suggestive mostre di Finalborgo (SV) e di Villa Pisani.
Prince, dopo aver disegnato le borse di Louis Vuitton, ha partecipato all’impegnativa mostra di Villa Manin “God&Goods” e ha ottenuto un ottimo risultato anche all’asta di beneficenza “Red” svoltasi da Sotheby’s a S. Valentino. Sempre a febbraio, alcune sue opere sono state vendute a prezzi importanti nell’asta di Phillips de Pury & Co. ed altre hanno ottenuto ragguardevoli risultati nell’asta che si è tenuta il 13 maggio da Christie’s. A confermare il crescente successo dell’Artista l’importante mostra di Londra, svoltasi tra giugno e settembre. Nella lista delle 100 persone più importanti del mondo dell’arte, redatta da ArtReview, Prince figura al diciannovesimo posto.

Il prossimo 12 novembre sarà battutto all’asta, da Sotheby’s, il dipinto di Francesco Hayez dal titolo “Il bacio”. Una sorta di icona pittorica del Risorgimento italiano. In realtà l’opera in vendita proviene da una collezione privata tedesca ed è solo una delle quattro versioni dello stesso soggetto che l’artista realizzò. La più celebre, infatti, è quella conservata a Milano nella Pinacoteca di Brera.
La differenza principale rispetto a quest’ultima versione è data dal fatto che nell’opera che verrà venduta a Londra la donna porta un abito bianco e non celeste. L’intento era quello di rappresentare uno dei colori della bandiera italiana.
La stima dell’opera? Ben 4/600mila sterline (circa 505/760mila euro). Sarà un’occasione per verificare le attuali condizioni del mercato dell’arte e la resistenza delle quotazioni delle opere italiane di qualità.

Per rimanere in tema di arte e crisi economica, una notizia che riguarda il mercato delle aste.
Sotheby’s ha ritirato dall’asta del 3 novembre il quadro di Picasso “Arlequin”, dipinto che avrebbe dovuto essere uno dei pezzi forti dell’importante serata che apre la stagione autunnale.
La decisione è stata improvvisa e ha generato non poche preoccupazioni. Le ragioni sembrano essere private, ma dato che l’opera vale circa 30 milioni di dollari, c’era il timore che non si riuscisse a raggiungere il prezzo d’asta. Da settimane infatti circolavano queste voci, vista la situazione dei mercati finanziari.
Il quadro era di proprietà del pittore surrealista Enrico Donati, che lo aveva comprato negli anni Quaranta per 12 mila dollari, catturato dalla vista del dipinto.
Via | nytimes

Qualche settimana fa avevo segnalato un bell’articolo riguardante le ripercussioni della crisi finanziaria sul mercato dell’arte di Paolo Manazza, pubblicato sull’inserto economico del Corriere della Sera.
Ieri l’esperto di economia dell’arte è tornato sull’argomento evidenziando i primi tangibili effetti della crisi stessa, che sembrerebbero confermare le sue previsioni: un ridimensionamento significativo delle quotazioni di un mercato da tempo “drogato” e la valorizzazione della qualità a discapito della pubblicità. Tre, in particolare, i fenomeni degni di nota.
Nel week-end del 17-19 ottobre si è registrato, nelle aste londinesi, innanzitutto un significativo incremento del numero di opere rimaste invendute (ben il 30 % nella Evening Sale d’arte contemporanea di Sotheby’s e il 45 % da Christie’s).

Con questa seconda giornata, si è conclusa l’asta Sotheby’s “Beautiful Inside My Head Forever” e gli esiti, come già preannunciato ieri, sono stati stellari. Con i 40.919.700 di sterline raccolti oggi, la somma totale raggiunta in due giorni ammonta a più di 111 milioni, quasi il doppio di quella prefissata (65 milioni). Un record per un’asta dedicata ad un solo artista, che batte il precedente realizzato nel 1993 con 88 lavori di Picasso.
Dei 223 lotti, ne sono stati venduti 118. “The Dream”, il cavallo simile all’unicorno è stato comprato per 2.337.250 di sterline. “Ascended”, valutato tra le 500 e le 700 mila sterline è andato per 2.281.250.

Visto che aspettavo con un certo interesse l’asta Sotheby’s “Beautiful Inside My Head Forever“, e ne ho parlato spesso, subito gli aggiornamenti sugli esiti della prima delle due serate che ha raggiunto la cifra record di 70.545.100 sterline.
E’ proprio lo squalo “The Kingdom”, accanto a cui posa Damien Hirst in questa immagine di Tom Fecht, uno dei pezzi di maggiore successo della prima giornata. E’ stato venduto per la cifra di 9.561.250 sterline ad un compratore al momento sconosciuto. Valutato tra i quattro e i sei milioni, come dimostra il risultato è andato ben oltre le cifre prospettate. Questo in una giornata in cui i mercati finanziari hanno subito una forte scossa dopo la bancarotta della Lehman Brothers Holdings Inc. e l’atmosfera mondiale è cupa.
A dimostrazione, ancora una volta, che il mercato dell’arte non dà segni particolari di crisi e segue dei processi tutti suoi, con personaggi che si muovono fuori dagli schemi, diversamente da altri momenti di crisi economica. Almeno in questo primo appuntamento non si parla di flop.
“The Black Sheep with the Golden Horn” è andata per 2.617.250 sterline, mentre “The Golden Calf” è stata venduta per 10.345.250. Quest’ultima era il pezzo più caro d’asta ed era stata valutata tra gli otto e i dodici milioni di sterline. E poi tanti pezzi minori.
Un evento storico nel suo genere, che segna un precedente e rafforza il potere dell’artista, che ha comunque preso un rischio. La serata deve essere stata elettrizzante.
Per le immagini di alcuni dei lavori, vi rimando al post d’anteprima precedente.

La domanda che in molti si pongono da mesi nel mondo dell’arte è: Damien Hirst riuscirà a vendere i 223 nuovi lotti dell’asta “Beautiful Inside My Head Forever” come sperato, oppure sarà un flop? In tanti gliela stanno tirando, ma Sotheby’s non si arrende e ha organizzato una festa di presentazione a pochi giorni dall’inizio (domani e dopodomani), a cui hanno partecipato diverse celebrity del presente e del passato (soprattutto inglesi). Alla festa c’erano Bono, Bryan Ferry, Kevin Spacey fino ad arrivare a Joan Collins.
Non solo vecchie glorie, tra gli invitati anche la starletta Lily Allen, già molto ricca prima di fare musica, a cui è bastato un disco per montarsi la testa. Non so se in questa occasione si sia ubriacata o abbia insultato le vecchie star presenti (attenti Bryan Ferry e Joan Collins), ma sembra sorridere serena. La Allen a quanto pare è una collezionista d’arte e dei lavori di Hirst.
Qui è ritratta sorridente con un bell’abito nero insieme alla vera star Damien Hirst. Deve essere l’occasione che la rende contenta, quindi Smile Lily, Smile, continua a frequentare il mondo dell’arte.
Via | Hellomagazine
Ieri Sotheby’s ha comunicato i dettagli (e le immagini) di “Beautiful Inside My Head Forever“, l’asta che vede in vendita 223 opere nuove dell’artista Damien Hirst e che Sotheby’s sta gestendo come un vero e proprio evento, visto la formula nuova e l’artista coinvolto.
“The Golden Calf” si conferma come l’opera più cara in offerta, a cui si aggiungono altri lavori sempre in formaldeide (”The Kingdom”, The Black Sheep with the Golden Horn”, “The Dream”, “The Incredible Journey”) da svariati milioni di sterline. Ma l’asta prevede anche pezzi più accessibili, come i disegni, il cui valore è stimato tra le 15 e le 20 mila sterline. Le date confermate sono quelle del 15 e 16 settembre, durante le quali si spera di raccogliere qualcosa come 65 milioni di sterline (circa 82 milioni di euro).
Alcuni lavori dell’asta Beautiful Inside My Head Forever - Sotheby’s



Continua a leggere: Asta Sotheby's di settembre: alcuni lavori di Damien Hirst

Le aste si stanno inseguendo a colpi di record, e dopo Christie’s con le ninfee di Monet, ieri è stato il momento di Sotheby’s.
La “Danseuse” di Gino Severini, olio su tela completato nel 1915, è stata venduta per circa 19 milioni di euro (stimata tra gli 8 e i 12 milioni), un record sia per l’autore sia per un quadro futurista mai venduto dalla casa d’asta a Londra. Nella stessa asta opere di Monet, Picasso, Munch, Cézanne che hanno raggiunto cifre elevate ma non paragonabili alla ballerina.
Sempre pronto all’azione, l’instancabile Damien Hirst torna a far parlare di sé per due fatti importanti per il mondo dell’arte.
Il primo riguarda una serie di nuovi lavori che arrivano sul mercato, realizzati dall’artista negli ultimi due anni. La cosa nuova è che sono stati messi direttamente in vendita presso Sotheby’s (che ha dato anche un titolo all’asta, “Beautiful Inside My Head Forever”) senza passare prima per gallerie e collezionisti. Il lotto più importante delle giornate del 15 e 16 settembre sarà “The Golden Calf”. Si tratta di una scultura monumentale, un toro in una vasca di formaldeide incoronato da un disco di oro massiccio e con le corna ricoperte d’oro. La valutazione d’asta oscilla tra gli 8 e i 12 milioni di sterline.
Potrebbe essere un azzardo, ma Hirst, che ama rischiare ed è stato incoraggiato dalle ottime vendite realizzate con Sotheby’s nel 2004, ha detto che oggi il mondo sta cambiando, questa è una sfida e lui è pronto ad attraversare nuove strade. Oltre al fatto che è un modo molto democratico di vendere arte.
The Golden Calf - Damien Hirst - © Damien Hirst. Photo Credit: Prudence Cumming
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