Non c’è che dire Frank De Ridder non è certo uno che tende a sprecare le parole. Quello che è sicuro però, allo stesso tempo e forse sulla medesima linea, è che i suoi quadri sono “ben più eloquenti”, a tratti persino sfacciati, ma di una di quelle sfacciataggini gentili e non pretenziose. Sono tele colorate, e fin qui ci arrivano tutti, sono fatte di tratti intensi e pieni, e anche per questa osservazione non serviva certo un genio, ma sono soprattutto “percorsi da scoprire”.
Ci pensavo ieri sera tardi (forse sarebbe più appropriato parlare di notte, visto che erano le due passate), guardare dei quadri prima di andare a dormire fa un certo effetto, non immediato, ma piuttosto evocativo. Sono scivolata nel sonno quasi senza rendermene conto e mentre attraversavo chissà quale landa sconosciuta ho visto una donna bellissima dai profili bluastri. Credo fosse un angelo, o almeno così mi è sembrato, anche se non saprei descrivere esattamente la sua funzione. Era immersa in una specie di giardino luminoso, pienissimo di pante e fiori senza però essere caotico. Era in carne, ma senza peso. Un effetto stranissimo!
Stamattina, faccia a faccia con le stesse immagini che hanno nutrito le mie “peregrinazioni oniriche” l’ho ritrovata. Spuntava da una massa cromatica (che avrebbe potuto tranquillamente rispecchiare uno di quegli immensi campi di tulipani nei dintorni di Amsterdam) ed aveva gli occhi pesanti. Nel mio sonno non riposava, era all’erta, come in attesa di un avvenimento cruciale. Che si sia avverato oppure no, non mi è dato saperlo, ma le sue palpebre dimorano stanche ed aperte alle porte del mondo del pittore che le ha gentilmente dipinte.
Via | frankderidder.info
L’Espagne entre deux siècles de Zuloaga à Picasso 1890-1920 è il titolo originale dell’esposizione visibile al Museo dell’Orangerie di Parigi fino al 7 gennaio 2012. La mostra, organizzata in partenariato con Le Nouvel Observateur, da uno spessore al trentennio che “traghettò” la Spagna nel XX secolo, lanciandola al centro delle scena artistica europea grazie all’indiscussa genialità di Picasso.
Un evento che ridona spessore ad un periodo spesso poco trattato della Storia dell’Arte realizzando un legame profondo tra la “pittura tradizionale” e il fervore delle avanguardie. Non a caso la rivista francese di settore Connaissance des Arts ha dedicato un numero speciale hors-série proprio a questa mostra allo scopo di completare il panorama dei principali artisti e tendenze che hanno “popolato” proprio gli anni in questione, tracciando un parallelo che va da Joaquin Sorolla y Bastida a Salvador Dali, passando per Picasso e Miró.
Perché se questi ultimi “dimorano eternamente noti”, nel monumento ideale dell’Arte, lo stessi non si può dire di coloro che fecero letteralmente “da cerniera”, permettendo il traghettamento nel nuovo secolo. Una generazione intera di pittori del calibro del già citato Zuloaga, di Casas, di Camarassa o di Rusiñol, una generazione fatta di assidui frequentatori della capitale francese e dei Salons che ha aperto la via ai giganti che le sono succeduti, pagando con l’oblio.
Continua a leggere: La Spagna tra due secoli in mostra a Parigi

Più di 60 gallerie spagnole e internazionali si ritroveranno per la nuova edizione di Art Madrid, che andrà in scena nel capoluogo castigliano dal 16 al 21 febbraio 2010. La quinta per l’esattezza che prenderà il via nel Pabellón de Cristal de la Casa de Campo de Madrid e darà ampio spazio ai paesi ispanofoni in occasione del bicentenario dell’indipendenza dei paesi latinoamericani.
Tra le iniziative in programma Young Art, dedicata ai giovani e la Colección Art Madrid de Obra Única sobre papel., che comprende opere originali non serigrafiche realizzate su carta negli ultimi 40 anni.

Comincia oggi a Barcellona in Spagna di Drap Art 09, il festival dedicato al riciclaggio artistico. Dal 17 Dicembre a 10 2010 Gennaio va in scena la sesta edizione del Festival Internacional de Reciclatge Artístic, per dirla in catalano. La manifestazione si terrà presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB), in piazza Joan Corominas, Pati de les Dones e Plaza dels Angels.
Drap-Art’09 si sviluppa su vari formati che rendono testimonianza della complessa dimensione del riciclaggio creativo: mostre collettive di opere d’arte e oggetti di design realizzati con materiali riciclabili, interventi nello spazio pubblico, spazi di riflessione e dibattito, un tradizionale mercato dell’arte e del design, workshop partecipativi, installazioni e video film.
Drap-Art’09 presenta artisti spagnoli e internazionali, musicisti, macchinisti, designer, docenti, registi. Anche quest’anno ci sarà il Premio Residu’Art, assegnato dal Gruppo Hera nelle categorie artista emergente ed artista affermato.

Avevano nascosto il fallo di Priapo. A rivelarlo è stata la restauratrice brasiliana Regina Pinto Moreira, professoressa di restauro artistico per 30 anni al Louvre, che per otto mesi, insieme a due esperti francesi, ha restaurato il dipinto di Nicolas Poussin dal titolo “Imeneo travestito da donna durante un’offerta a Priapo” (circa 1634-1638).
L’opera rappresenta il dio greco delle cerimonie nuziali Imeneo, nei panni di una donna, che danza con il dio della fertilità Priapo. L’organo genitale di quest’ultimo era stato precedentemente coperto. La Moreira ritiene che la “censura” sia avvenuta nel XVIII secolo, nella conservatrice Spagna cattolica, quando del dipinto entrò in possesso la famiglia reale spagnola.
Concluso il restuaro, l’opera verrà esposta il prossimo 8 settembre al Grand Museum of Art di San Paulo.
La foto è tratta dal Telegraph.

Per il suo 25° anniversario l’Istituto Messicano della Radio (IMER) ha organizzato una serie di iniziative culturali e artistiche in collaborazione con il Centro Culturale di Spagna dall’8 ottobre al 2 novembre. Il nucleo centrale dell’iniziativa è stato un concorso indetto dall’Istituto nel quale si richiedeva di raccontare attraverso immagini e testi i momenti e le caratteristiche salienti della radio messicana negli ultimi 25 anni. Il risultato è una bella mostra fotografica esposta in modo intelligente come un percorso lungo le pareti del Centro Culturale, che risalendo sui tre piani grazie ad angoli e geometrie offrono un ottima scenografia: in basso un servizio fotografico che ho realizzato sul posto (la radio, lo confesso, mi è sempre piaciuta: un media che accompagna gli automobilisti, i viaggiatori, voci che diventano care e un sapore antico, analogico, che gustiamo ancora…).
Le tre settimane di evento continuativo hanno visto una programmazione intelligente composta da trasmissioni dal vivo con speaker messicani quali Miguel Solis e Hugo Moreno, concerti live ambientati sulla terrazza, proiezioni di video e film tematici che hanno raccontato magistralmente storie di radio e, infine, un workshop formativo indirizzato a professionisti del settore, studenti di comunicazione e pubblico affine diretto da Mario Terres (produttore dell’IMER), Roberto Lòpez e Enrique Gil (produttori del del programma radiofonico Horizonte).
Nel complesso per gli appassinati del settore, ma anche per il pubblico generico, un’iniziativa interessante e accessibile: esposizioni ed eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

Sono appena rientrata da Città del Messico e non poteva mancare per i lettori di Artsblog un reportage sulle attività che mi hanno tenuto impegnata nel corso di questa intensa settimana messicana. Prima fra tutte il VII Incontro Internazionale sulla Rivitalizzazione dei Centri Storici (27-28-29 ottobre 2008), organizzato dall’ INAH dal Centro Culturale di Spagna in collaborazione con diverse istituzioni messicane e italiane, tra cui è doveroso ricordare l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata Italiana: abbiamo avuto l’occasione di partecipare come relatori insieme a Salvatore Iaconesi.
A seguire un reportage il più possibile dettagliato di questo congresso internazionale che ha affrontato in modo ampio e trasversale un tema attualissimo: “l’architettura di oggi tra la città storica e quella attuale”, riportandone il sottotitolo. A confrontarsi nei tre giorni nomi cruciali dell’architettura messicana, latino-americana, spagnola e italiana, tra cui Guillermo Vázquez de Consuegra (Spagna), Teodoro González de León (Messico), Felipe Leal (Messico), Mario Coyula (Cuba), Maria Elisa Costa (Brasile), Augusto Quijano (México) e un freschissimo e sorprendente Carlo Aymonino, figura centrale del neorealismo architettonico italiano, che ha innalzato il livello e la partecipazione generali dell’incontro.
Una piccola curiosità: con la nostra “architettura rel:attiva” eravamo gli unici “infiltrati”, passatemi il termine, non architetti e l’incontro-dibattito in questo contesto è stato senz’altro di reciproco stimolo. Un’esperienza notevole e molto costruttiva.

A Città del Messico sono stati ritrovati, nella casa un tempo abitata da un diplomatico messicano, mille negativi del famosissimo fotoreporter ungherese Robert Capa, tra cui quello della celebre foto che vedete qui sopra, raffigurante un miliziano colpito a morte durante la guerra civile spagnola.
Al centro di dibattiti circa la sua autenticità (per molti lo scatto era stato “costruito”), la foto ha da sempre fatto parlare di sè, anche per le circostanze misteriose in cui il suo negativo era scomparso, dopo essere stato dimenticato da Capa in una camera oscura di Parigi.
Ora che l’International Center of Photography di Manhattan ha recuperato il negativo e il New York Times ha ufficializzato due giorni fa la notizia, si spera di poter stabilire con certezza la veridicità dello scatto. Al di là di ciò, il ritrovamento rappresenta un evento straordinario per la critica e la storia della fotografia.
Via | La Repubblica

Dall’11 luglio, al museo di belle arti di Bilbao sarà in mostra un artista per ciascun anno di femminismo militante che si rispetti (45, per un totale di 69 opere - cifra dalla numerologia pure significativa di pari opportunità, sghignazzeranno i perversi).
Il nome dell’evento - “Kiss Kiss Bang Bang” - vorrebbe figurare linguisticamente l’intento di tutta la mostra, vale a dire evidenziare le contraddizioni e la grande immaginatività dietro il doppio ruolo della donna contemporanea, sempre più attiva e intraprendente (la componente Bang), pur ferma restando spesso nel suo ruolo di “riposo del guerriero”.
Dovrei aggiungere che tanto felice (e per di più, ovviamente, già usato al cinema) questo titolo non sia? A me il rapporto fra Kiss e Bang finisce per ricordare più che altro il rapporto fra preliminari e “svolgimento” del meno femminista degli incontri sessuali.
immagine | Guerrilla Girls, “Do Women Have to Be Naked to Get into the Met. Museum?” 1989.

La giuria del Mies van der Rohe 2007, il premio di architettura dell’unione europea, dopo aver visitato le sette opere finaliste, ha scelto il MUSAC, Museo d’Arte Contemporanea di Castilla y León, progettato dai giovani (48 e 49 anni) spagnoli Luis Mansilla e Emilio Tuñon.
L’edificio, che si articola su di un unico piano, più che un museo, è un centro d’arte contemporanea la cui caratteristica principale è la flessibilità funzionale degli spazi. E’ una trama di rombi le cui aggregazioni formano spazi espositivi ora all’aperto, ora al chiuso. L’interno viene scandito da una sequenza ordinatrice di oltre cinquecento travi prefabbricate in cemento armato, interrotta in certe occasioni, da ampi lucernari. Le concavità esterne, rivestite come sono di coloratissimi pannelli di vetro, sembrano attirare il pubblico ad una partecipazione attiva.
Tra i finalisti sconfitti, figurano grandi nomi dell’architettura europea “da bene”: Hadid, Chipperfield, Mateus, Unstudio.
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