In 600 nudi a Miami Beach, nell’Hotel Sagamore, per Spencer Tunick.
Hotel Sagamore, Miami Beach - Spencer Tunick



Continua a leggere: Rosa e verde per i nudi di Spencer Tunick a Miami Beach
Ancora Spencer Tunick e ancora una folla di esibizionisti nudi per l’arte e questa volta per l’ambiente.
E’ accaduto sul ghiacciaio di Aletsch, Svizzera, dove 600 volontari sono stati fotografati in una campagna lanciata da Greenpeace per sensibilizzarci verso il problema del surriscaldamento della terra. La scelta dell’organizzazione ambientalista per Tunick è azzeccata perché fa notizia, ma quanti si fermeranno a pensare al clima vedendo le immagini?
Non so voi, ma mi sono anche un pò stufata di vedere queste manifestazioni di Tunick, che se erano interessanti inizialmente, ora cominciano a ripetersi troppo spesso in uno stesso anno. L’evento ha superato l’arte (e mi chiedo come abbiano resistito sul ghiaccio i volontari).
Per chi avesse perso un approfondimento sull’artista vi ricordo Permalink e l’esperienza di Eugenio.
Via | AGI news

Spencer Tunick sta per farne un’altra delle sue. Dopo Città del Messico o “nudi al parcheggio” di Amsterdam, il 18 e il 19 di questo agosto, gli occhi del mondo vestito (perché quello svestito, sarà sul posto, data la mole dell’installazione di questa volta) saranno puntati sulla Svizzera, e precisamente su un ghiacciaio originale svizzero, non ancora specificato.
L’evento sarà organizzato da Greenpeace Suisse, ed è disponibile un form online da compilare per richiedere di parteciparvi.
Come immaginerete, se conoscete il vecchio Spencer, si tratterà di star nudi qualche ora in mezzo al ghiaccio, ed entrare nella storia.
L’istallazione simbolizza la vulnerabilità del ghiacchiaio e la fragilità del corpo umano.
Ci auguriamo che siano tutti ubriachi prima ancora di giungere a destinazione, e privi di coltellini svizzeri.
via | Reuters
Spencer Tunick sta preparando un’installazione a Città del Messico prevista per il 28 e il 29 aprile. Sul sito dell’installazione oltre a qualche dettaglio logistico si trova il modulo di iscrizione (si sa mai che non vi troviate da quelle parti). Per chi non conosce questo fotografo newyorkese potete farvi un idea su wikipedia (io ad esempio non sapevo fosse stato arrestato diverse volte durante il lavoro).
Per quanto riguarda il mio giudizio, invece, secondo me Tunick è nel complesso un bravo artista. Volendo lo si potrebbe criticare perché commerciale (i media sono perennemente in caccia di scuse per mettere immagini di nudo in mostra, e l’arte è un ottimo alibi), ma personalmente non mi scandalizza che un artista cerchi di sfruttare i media, anzi.
Piuttosto trovo un po’ più preoccupante il fatto che l’arte di Tunick sia a rischio ripetizione, un peccato che io giudico non veniale. L’idea di Tunick in fondo è una sola buona intuizione e portarla in giro per il mondo dagli Stati Uniti, all’Europa, al Sud America, ecc., ha un un vago sapore di collezionismo.