A conclusione di un anno all’insegna dell’incontro con il continente nero, venerdì 31 dicembre 2010 la città di Genova offre L’Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane. Un percorso davvero ricco, che presenta circa 350 pezzi, molti dei quali mai esposti al pubblico.
Sono maschere, sculture, oggetti rituali, bastoni, strumenti e feticci provenienti dall’Africa subsahariana, Liberia, Mali, Congo, Costa d’Avorio, Camerun. Un progetto nato dall’incontro tra alcuni antropologi (Ivan Bargna, Giovanna Parodi da Passano, Marc Augé) ed un artista, (Stefano Arienti), che ci conduce dalle collezioni private italiane, indietro fino all’utilizzo originario che le singole culture fanno di ciascun oggetto.
Due le sedi espositive, Palazzo Ducale e Castello D’Albertis, per una mostra molto attesa. Preceduta da incontri e laboratori preparatori, promette di offrire un’esperienza altamente immersiva, con l’allestimento d’autore. Il bianco delle mura, il rosso e il nero dei tappeti di Arienti. Fino al 31 maggio 2011 c’è un po’ più d’Africa a Genova.

Torna AMACI, la giornata dedicata all’arte coontemporanea a cui aderiscono circa mille spazi pubblici e privati che, per l’occasione, aprono gratuitamente al pubblico. Quindi per tutti gli amanti del genere segnarsi la data e curiosare sul sito per capire quali gallerie e musei sono raggiungibili e interessanti: 9 ottobre.
Ve ne avevamo parlato anche l’anno scorso ed era stato il maestro Ontani a firmare l’immagine-guida dell’evento. Quest’anno tocca a Stefano Arienti. Il titolo è Cristalli e, come vedete nella foto, rappresenta l’Italia attraverso un’insieme frantumato di vetro. Un chiaro richiamo ale 150° anniversario della Repubblica.
L’artista motiva la sua scelta con due argomentazioni principali: un richiamo alla fragilità e alla precarietà della nostra epoca con un immagine in bilico fra costruzione e distruzione; un tributo all’opera di Luciano Fabro “Italia Cosa Nostra” (1968), costituita da una sagoma dell’Italia in vetro sottile. Ora non so se avrei scelto la trasparenza per rappresentare l’Italia del 2010, credo di no. E non so se l’intento dell’artista vada oltre le parole dichiarate. Ma quello che vedo nell’opera, al di là di un giudizio di valore, è l’Italia letteralmente in frantumi.
La stessa che mi vedo intorno ogni giorno.
Dall’8 maggio al 22 agosto, il Mart di Rovereto apre le porte a un’importante mostra, “Linguaggi e Sperimentazioni“. Questo è il titolo della mostra, e non potevano essercene di più appropriati. Saranno circa ottanta le opere esposte, tra dipinti, fotografie, sculture, installazioni e video, tutti provenienti dalla AGI Verona Collection, 5 galleristi che si sono riuniti per promuovere giovani talenti.
Gli artisti esposti, a dire il vero, non sono completamente ignoti; anzi, ne figurano alcuni famosi anche oltreoceano. Un nome su tutti? Maurizio Cattelan. Molti esordienti e molti altri noti, dunque, ma praticamente sconosciuti quando vennero acquisiti dall’AGI. Un laboratorio-fucina che è destinato a sfornare ancora molti altri artisti.
Vi saranno le opere, tra gli altri, di Mario Airó, Stefano Arienti, Pierre Bismuth, Tom Burr, Django Hernandez, Jonathan Monk, Anri Sala, alcune delle quali destinate a far parte della collezione permanente. Una buona occasione per avere un’ampia panoramica dell’arte internazionale di oggi.
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Aprirà a Palazzo Ducale il 9 settembre, in concomitanza con Festivaletteratura, la personale di Stefano Arienti, “Arte in-percettibile”: il risultato dell’unione tra un luogo così bello, e difficile, e un’artista così poetico e dal grande impatto estetico sarà inevitabilmente speciale.
Carta, cartone, stoffa, corda, ciottoli, vetro, plastilina, disegno e pittura: Arienti da vent’anni elabora tecniche e procedure per testare le potenzialità dei materiali del quotidiano, e in questa mostra lo farà con 15 installazioni, alcune delle quali inedite, inserite sia in spazi noti, sia in parti del palazzo appena restaurate. Arienti, che nasce come studente di agraria, è davvero uno dei più interessanti artisti contemporanei italiani, capace di incantare e generare giudizi positivi sia in un pubblico eterogeneo sia nel mondo della critica.
Oltre alla mostra di Palazzo Ducale, segnaliamo che la (sempre speciale) Galleria Corraini ospiterà “Stefano Arienti e Giovanni Ferrario. La danza delle polveri”. Da non perdere. Le immagini della gallery sono di Ferdinando Scianna, che ha seguito e seguirà gli interventi dell’artista in loco al fine di realizzare scatti per un volume di prossima pubblicazione. La mostra di Palazzo Ducale rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2010, e anticipiamo che Stefano Arienti sarà presente in mostra il 3 ottobre, in occasione della V Giornata del Contemporaneo.