Karen Casey - GLOBAL MIND PROJECT: Spectacle of the Mind from Leonardo Electronic Almanac on Vimeo.
Global Mind Project è un’interfaccia software e una performance che ha coinvolto quattro performer di fama internazionale: Jill Orr, Stelarc, Domenico De Clario.
Il tutto si svolge a Melbourne (Australia) circa un anno fa con la direzione artistica di Karen Casey, alla realizzazione dell’innterfaccia lavora invece Harry Sokol. Il risultato, come potete osservare nel video, è notevolissimo. Cerchiamo di capirci meglio qualcosa insieme. Il progetto lega la dimensione magica, in cui tipicamente vengono meno le distinzioni fra le sfere del vivente e del non-vivente, e quella scientifica, che rende questo confine una zona sempre più ibrida portandoci a nuove esperienze di un corpo tecnologicamente esteso. Per lo spettacolo, realizzato in uno spazio pubblico (Federation Square), sul grande schermo come potete vedere si formano in continuazione immagini: il flusso di dati è generato dal cervello dei performer. Una complessa strumentazione e l’interfaccia software consentono infatti di catturare le onde celebrali umane e di manipolarle.
In scena dunque non solo gli artisti, ma anche la loro mente (o meglio una rappresentazione generativa della loro attività celebrale), regalandoci un doppio livello di lettura di questo spettacolo.
Anche quest’anno mi sono diretta a Torino perl’appuntamentamento annuale del Piemonte Share Festival con la new media art italiana e internazionale, e torno indietro con un raffreddore prossimo alla febbre. ma non importa, ne è valsa la pena.
Parti da quello che è stato per me il momento più bizzarro del Festival: toccare il terzo orecchio di STELARC. Ospite clou di questa edizione dedicata all’errore (”smart mystake”, titolo riuscitissimo), il performer si è esibito in un talk in cui abbiamo ripercorso insieme a lui le fasi della sua carriera, a partire dal suo “corpo architettonico”. Fra video e foto, lo abbiamo visto appeso a ganci e fili che gli trapassano la carne, in bilico su una piazza di Città del Messico, trasformare il suo stomaco in un “luogo” espositivo atto a ospitare una particolare scultura, azionare complessi esoscheletri, fare azionare il suo corpo da utenti in remoto per oltre 4 ore, impiantarsi un terzo orecchio sul breccio, una protesi carilaginea creata con la sua stessa materia biologica. Confesso di aver passato metà della conferenza lottando con l’orrore autentico di guardare quel corpo appeso pronto (per me) a lacerarsi in ogni istante…
Ma torniamo al mio personale incontro. La conferenza si è svolta presso il Museo delle Scienze il 6 novembre, molto pubblico, poco tempo per interazioni dirette. Per fortuna la cena con gli artisti e gli organizzatori del festival mi ha dato occasione di avvicinare questo straordinario performer. E non ho resistito: gli ho chiesto gentilmente di poter toccare quell’orecchio spinta da insano feticismo. STELARC non ha fatto una piega: piuttosto divertito, si è arrotolato la manica del maglione e mi ha lasciato giocare con il suo stravagante organo, rispondendo a qualche domanda che sul momento mi è venuto spontaneo porre.
Nel seguito le risposte e qualche riflessione sul suo lavoro.
[Nel video: documentazione dell’innesto del terzo orecchio]
Continua a leggere: Ho toccato l'orecchio di STELARC. Reportage dal Piemonte Share Festival [PART 1]

Dal 2 al 7 novembre, a Torino, al via la sesta edizione del Piemonte Share Festival, uno dei principali e più avanzati eventi in Italia per la scelta artistica e la riflessione culturale sulla new media art. Anche quest’anno il tema è intrigante e gioca con il pubblico su un tema particolare: l’errore. Lo capiamo subito dal titolo che ammica linguisticamente: Smart Mystake. Ma anche (sm)Art Mystake, l’arte dell’errore, come suggerisce l’immagine guida del Festival dove la gomma di una matita cancella sla “s” e la “m”: ottima la scelta grafica, minimale e pop al tempo stesso.
Location principale del Festival sarà ancora il Museo Regionale delle Scienze in pieno centro storico, con performance, conferenze, mostre screening e exhibit. Insieme ai sei finalisti del concorso, quest’anno lo special project a sorpresa de Les Liens Invisible, “Reality Is Out There”. Sul tema dell’errore come opportunità di scoperta nella storia dell’uomo (dalle disfunzioni, alla trasmissione dei dati, fino a quello biologico) si confrontaranno ospiti molto diversi per formazione e ambito di ricerca: il californiamo Kim Cascone musicista e teorico, il performer australiano Stelark, il curatore della galleria Kapelica di Lubiana Jurij Krpan, keynote speaker dell’evento, insieme a Nicolas Nova, Tatiana Bazzichelli, Geoff Cox, Cristophe Bruno, Mario Calabresi, Anna Masera, David Orban, Max Casacci, Wu-Ming 1, Edoardo Boncinelli, Caden Mason, Antonio Caronia, Siegfried Zielinski, Marco Aime, Alex Giordano. Bruce Sterling, storico amico dello Share, chiuderà l’edizione con una sua lecture.
Questo un assaggio del programma: per seguirne le evoluzioni e i warm-up tenete d’occhio il sito. Il tutto si inserirà nella settimana dell’arte contemporanea torinese, fra Artissima e altri eventi, anche con interessanti connessioni come nella scorsa edizione.