
Let there be gray! - Lascia che ci sia grigio! In questo e molti altri divertenti slogan che appaiono nei suoi lavori, c’è racchiusa buona parte dell’ironia della sua poetica. Tim the Young è un artista tedesco, nato nel 1972 a Bad Oeynhausen, cittadina termale nel North Rhine-Westphalia. Cresciuto a Minden, oggi vive a Bielefeld. All’età di sedici anni ha tagliato i primi stencil, una passione che l’ha nettamente folgorato a partire dal 2002, anno in cui la sua produzione artistica ha cominciato a divenire più costante e concreta.
Si parte dai primi lavori, più fotografici e narrativi, legati a un’iconografia pop-surrealista, che si nutre della mitologia del cinema, della moda, del glamour, realizzati sia su tela che sui 33 giti in vinile. Si passa alla divertente serie di ads vintage del 2005, ispirata alle vecchie pubblicità di saponette, chewing-gum, sigarette, ansiolitici. Il nome del brand viene ogni volta sostituito dai claim dell’artista, che inneggiano ad amore, giustizia, rispetto, onestà. Sembra quasi che le merci si ribellino, al destino crudele che le vuole portatrici solo di un messaggio vuoto ed commerciale.
Nel 2007 l’ultima trasformazione, Tim the Young diventa grigio. All is gray, Happy Gray! Gli ombrelli sono prodotti per un domani… grigio, così come la sua tecnica di colorazione è in scala di grigi. Cani, piccioni, topi, elefanti e bombolette…tutto contribuisce alla causa per un domani più grigio. Quasi una propaganda dal basso, dove persino la statua di un angelo in preghiera tiene in mano la mascherina di uno stencil. Nella galleria di immagini che vi proponiamo trovate una breve rassegna di oltre sette anni della produzione del “Giovane”, ben documentata sul suo sito ufficiale.
Inaugura venerdì 12 marzo alla CO2 Gallery in via Borgo Vittorio 12/b a Roma Sten & Lex solo show. Per la seconda volta il direttore Giorgio Galotti ha deciso di puntare sulla street art, presentando una personale che esplora la rivoluzione del lavoro collaborativo di due artisti, la loro decisione di creare un’unica entità artistica.
A vedere dalle preview presenti sul loro Flickr, c’è da giurare che i due presenteranno diverse nuove produzioni, per quello che può essere considerato il loro debutto ufficiale in galleria. Un display predisposto per riportare l’equilibrio presente tra il linguaggio poetico e quello narrativo nelle loro opere.
Dopo un periodo di ricerca storica negli archivi fotografici dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, nuove possibilità stilistiche si sono affacciate nelle mente di Sten&Lex. Vecchie tecniche fotografiche ri-attualizzate alla luce dello stencil e il poster, strumenti principe dell’espressività combinata dei due. Ogni progetto è il tentativo di un nuovo processo di simbiosi, poco sintetica e molto irriducibile a due singolarità. Ne esce fuori un lavoro da ‘designer urbani’, che, prima di produrre i loro primi prototipi, inventano, sperimentano, ricercano. C’è traccia dell’intero processo di creazione in ogni opera ed ogni prototipo è diverso. Qui non si fa propaganda ma invenzione.

Doveva arrivare uno street artist greco per farci riscoprire il fascino del disegno su muro. Spesso, niente spray o stencil per Andreas Kasapis: solo colori semplici di matite e pennarelli. Meno resistenti al tempo, ma con dei soggetti così struggenti (come la “boat woman” dal naso blu, di qui sopra) il fatto che possano essere soggetti ad alterazioni nel tempo, li rende ancora più affascinanti.
Non che Andreas non indulga - anche spesso - in tecniche più consolidate e tradizionali per la street art, e quando lo fa non perde la sua intensità e il suo piglio elegiaco.
Anzi, forse dove tocca il culmine della sua giovane produzione sono proprio le volte in cui incolla i suoi disegni contorti e irregolari alle fredde e dritte pareti che incontra nel suo girovagare per Atene.
Continua a leggere: La street art elegiaca del greco Andreas Kanapis

Se state a Roma forse vi sarà capitato di imbattervi nei suoi lavori per strada. Poster, sticker, stencil ed il protagonista è sempre lui, il celebre bambino volto testimonial della Kinder, che con il suo sorrisone ha accompagnato molti momenti dolci e felici nelle vite dei bambini nati negli anni’80.
Nel 1981, in Russia è nato anche Uno. Primogenito di una famiglia di antichi tipografi moscoviti di origine italiana, all’età di 14 anni si è trasferito in Germania con la famiglia e partecipando ad un provino per una pubblicità, ha conosciuto Günter Euringer, il volto delle barrette Kinder. Folgorato da quella visione Uno si è appassionato al situazionismo e si è dedicato alla street art, riproponendo in maniera quasi ossessiva il personaggio del bambino kinder.
Un’iconografia ripetitiva che non veicola nessun particolare messaggio, ma parla dell’effimero, dell’invasione del nonsense nel panorama urbano, sotto forma di un personaggio già carico di significato, ma non per questo meno capace di assumersi una serie di stati d’animo e di comunicare il proprio stupore, il proprio delirio, il proprio sconcerto di fronte a situazioni paradossali e stravaganti. Uno è lì, si occupa di “ogni cosa che abbia a che fare con la carta e la sua manipolazione, con la strada e l’effimero, con il perenne e incessante bisogno di vagare di notte bruciati dal fuoco”.
Help thy neighbor - Aiuta il tuo vicino è uno stencil dell’artista americano Above. Realizzato a fianco di un cartello che indica che Haiti dista appena 90 km, raffigura un bambino cubano con in una mano una bandiera di Haiti e nell’altra un kit di pronto soccorso. Col giubbotto salvagente, un ciambellone nero e un bel sorriso stampato sulla fronte è in procinto di andare a dare una mano di là dal mare ai cugini haitini.
Il video, con musiche di Denots, è pubblicato su Vimeo e accompagnato dalla nota di Above: Please GET INVOLVED and help donate to send aid and resources to the people of Haiti.

Dove va lascia traccia. Prima dell’arrivo alla premiere di Exit through the gift shop al Sundance Film Festival 2010, Banksy ha lasciato qualche ricordino del suo passaggio. Opere firmate da - o in stile - Banksy sono saltate fuori a Park City, Salt Lake City e altre località dello Utah.
Lucia Bisbee, proprietaria del bar Java coffee Cow sulla Main Street di Park City, lo scorso martedì mattina, alzandosi come tutti i giorni per aprire il locale, si è vista apparire uno stencil di Banksy che raffigura un cameraman intento fotografare una rosa mentre la sradica. Da allora il bar ha aumentato notevolmente il numero dei clienti e molte persone sono arrivate solo per vedere il pezzo.
Ma sono diversi altri gli edifici ‘colpiti’ da Banksy. Il Palazzo Mercantile e la storica Osguthorpe Barn lungo la Highway 224. Anche a Salt Lake City sono apparsi micro-interventi firmati Banksy su alcuni cartelloni pubblicitari tant’è che molti si chiedono se sia tutto opera dell’artista di Bristol o ci sia anche lo zampion di qualche fanatico del plagio.

Con i suoi negozi e le sue architetture antiche Bruxelles non è certo una città adatta ad ospitare lavori di street art. In una fredda giornata di gennaio mi sono incamminato per le vie del centro storico alla ricerca di graffiti, stencil e piccoli interventi di arte urbana.
Come vedete nella galleria, il “bottino” è magro, ma divertente. C’è chi riproduce lo stile di Banksy e si firma Tanksy, chi, preoccupato dai fiumi di spazzatura e di sporcizia che invadono le strade della capitale belga, ha deciso di inventare un nuovo ‘divieto’.
Ci sono poi alcuni murales legali e come al solito qualcuno che si è azzardato a taggare proprio sopra la facciata di un vecchio caffé liberty.

Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.
Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.
* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?
Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Visto che parliamo spesso di stencil, non poteva mancare una galleria id immagini di stencil e graffiti dedicati alla Gioconda. Il capovolavoro di Leonardo è una delle opere più clonate e rielaborate della storia dell’arte. Non poteva mancare nemmeno la Gioconda-soldato di Banksy e quella che mostra il fondoschiena… di cui non so dirvi l’autore. Tra l’altro proprio quella Gioconda gialla che vedete in galleria di Banksy aveva fatto parlar di sé qualche anno fa perché era stata venduta per 50.000 sterline. Un prezzo che successivamente sarebbe stato ampiamente superato.
Nella cultura postmoderna le immagini vanno in pasto alle moltitudini che le rielaborano e le fanno proprie. Così accade per questi stencil. Alcuni sono interessanti opere d’arte, per dirla meglio variazioni sul tema di Mona Lisa, dietro cui si vede la mano di un autore. Altri semplicemente stencil, infinitamente replicabili e in qualche modo “anonimi”.
Proprio ieri un enorme Mona Lisa in un tondo (17,5 metri di diametro e un grandezza pari a 50 volte l’originale), è apparsa nel pavimento di un centro commerciale a Wrexham, nel Galles del Nord. Buona visione!
Continua a leggere: Mona Lisa graffiti: la gioconda e la street art

Roma si prepara ad accogliere una mostra fotografica sulla Stencil art parigina. La location è lo spazio Stone66 di via di Pietralata, 166, il giorno di apertura il 28 novembre alle 17. Francesco Cicconardi, fotografo con trascorsi in biologia, presenta Standstill!?, una ricognizione all’interno del quartiere latino di Parigi alla scoperta degli stencil più famosi.
Gli scatti di Cicconardi dialogheranno con le installazioni sonore realizzate da Federico Parri per un allestimento lampo dalla durata di due giorni, un appuntamento ‘mordi e fuggi’, rapido proprio come la tecnica stessa dello stencil.
Standstill?! riassume in sedici scatti la storia dello stencil francese a partire dagli anni ’80. Jef Aérosol, Blek le Rat, Miss.Tic, Jérô e Mesnager, ci riportano alla funzionalità e all’estetica essenziale di questa tecnica, che permette di dipingere luoghi difficilmente accessibile e soprattutto crea lavori fatti per rimanere.