
Il murale che vedete qui sopra era stato realizzato a Zamalek, sobborgo del Cairo sull’isola di Gezira, in onore di Tarek Abdel Latif Mohamed El Aqtash. Uscito di casa il 28 gennaio 2011, per unirsi alla protesta di Piazza Tahrir e reclamare un futuro migliore per i propri figli, Tarek è sparito nel nulla. Il suo nome non risulta nelle liste dei morti, dei feriti o degli arrestati. Il murale, realizzato da Ahmed Eid, Manon Aubel, Nina Hubinat, Chantal Husdson, Shaimaa Yehia e Peter Fares, su un muro di proprietà pubblica, è stato ricoperto, cancellato, come la storia dei molti giovani egiziani morti per rivendicare un pezzetto di libertà.
Nella notte di sabato e domenica, molti street artist del Cairo sono scesi in strada per ricordare Tarek e tutti i 25 martiri della rivoluzione di gennaio. Il Mad Graffiti Weekend è stata così una pronta risposta alla continua censura dal regime dei tribunali militari nei confronti dell’arte di strada realizzata per ricordare i martiri. Un altro murale ricoperto (e poi nuovamente realizzato), era stato quello che ritraeva il 18enne Islam Rafaat.
Tra gli organizzatori del meeting, l’artista e calligrafo Ganzeer e l’attivista Salma Saeed, che ha dichiarato: “Migliaia di civili sono stati ingiustamente imprigionati. I tribunali militari sono la forma più subdola e più grande di ingiustizia dopo la caduta di Mubarak. Quest’arte serve per chiedere la fine dei tribunali militari contro i civili”.
Via AlMasRyalyoum.
‘Mad Graffiti Weekend’, in Egitto si ricordano i martiri della rivoluzione






Il prossimo aprile il principe William convolerà a nozze con Kate Middleton nell’Abbazia di Westminster,. La coppia reale d’Inghilterra (visto che Carlo e Camilla non sono poi molto popolari) hanno ricevuto un regalo molto particolare, un murale ad opera dello street artist Rich Simmons.
Un pezzo realizzato in tecnica mista, stencil e spray a mano libera, apparso in questi giorni in zona Southbank, a Londra. La particolarità del graffito sta tutta nella rappresentazione in stile punk dei due. Novelli Sid & Nancy (Sid Vicious era il bassista dei Sex Pistols e Nancy Reid la sua compagna), portano chiodo, borchie al collo (lui), minigonna, cardigan leopardato, sigaretta e calze a rete (lei).
Simmons è un giovane street artist di 24 anni che si occupa di arteterapia e col suo pezzo ha voluto rendere omaggio ai due: “Loro sono una specie moderna di reali … con i piedi per terra - non sono tipi snob”, ha dichiarato.
L’idea è simpatica, ma niente di più. Mi chiedo se abbia davvero voluto rendere omaggio ai futuri regnanti o si sia piuttosto ritagliato un bello spazio di visibilità personale… voi che ne dite?
L’asta per vendere la sua identità è fallita, rimossa per l’ennesima volta da eBay. Ma il 2011 non poteva cominciare senza un nuovo pezzo di Banksy. Lo street artist di Bristol se ne è venuto fuori con qualcosa di molto ‘minimal’.
A Bridge Place, vicino Victoria Station, a Londra, su un muro sono apparsi dei piccoli spermatozoi neri, che convergono verso un elemento centrale…non si tratta di un ovocita, ma di uno Sprinkler Alarm, una sorta di valvola antincendio.
Dopo la comparsa delle foto del pezzo nella sezione Outdoors del sito ufficiale dell’artista gli utenti dei forum ddicti a Banksy si sono sbizzarriti per dare un’interpretazione allo Sperm Alarm. Alcuni sostengono che Banksy stia per diventare papà o che abbia reso omaggio ad un amico in odore di paternità.
C’è poi chi sostiene che Banksy abbia realizzato un simblico ‘passaggio di testimone’, spargendo il suo seme e facendo proliferare il suo pensiero. Non sono mancate anche le critiche di chi dice che questi piccoli esseri assomiglierebbero più a girino che a spermatozoi.

A Chichester, West Sussex, South-East England è apparso ieri mattina un singolare graffito a stencil. Rappresenta Babbo Natale con il dito medio alzato, intento a ‘mandare a quel paese’ un po’ tutti. Come a dire, in tempi di crisi economica, anche il buon vecchio barbuto se ne frega.
Il pezzo ha fatto la sua comparsa al County Hall, accompagnato dalla scitta Bah Humbug e molti hanno subito pensato a Banksy. In realtà si vede subito che a livello estetico lo stile non è il suo ed alcuni utenti dell’Observer, il quotidiano online che riporta la notizia, hanno lascito scritto nei commenti che il pezzo è troppo crudo e diretto per Banksy.
Poco male per gli amministratori della West Sussex County, che già ieri mattina avevano fatto cancellare il graffito, visto che non si poneva nemmeno il problema del suo valore.
Via The Observer
In questo video, recentemente realizzato dai tipi della web tv Kombini, Sten e Lex si raccontano. Il loro approccio all’arte di strada, la scelta di rimanere nell’anonimato, il rapporto con la città di Roma, uno strano incrocio tra una piccola metropoli ed un enorme paesone.
L’utilizzo dello stencil e la scelta di ’spingere’ verso la sperimentazione, il desiderio di rendere il proprio lavoro economicamente sostenibile, pur rimanendo intrinsecamente legato alla strada.

Pochoirs è il titolo della nuova serie di poster progettati da Murmure, designer e street artist francese. Sono manifesti creati perforando la carta, realizzati a partire dalla tecnica dello stencil. Quelli che vedete nella galleria fotografica, sono ritratti di estranei, in dimensione 80 x 120 cm, destinati alle pareti bianche delle gallerie, in cui spiccano in un’ombra molto fine e studiata per rivelare tonalità in scala di grigi e sottili ombre.
Ce ne sono anche altri pronti per essere attaccati in giro per le città, dando risalto alle mura sottostanti che li ospitano. Da alcune angolazioni, le immagini dei volti a perforazione sembrano quasi opere di arte astratta e soltanto se viste ad una certa distanza e da un certo angolo prendono forma.

In gergo tecnico si dice che questi pezzi sono stati ‘crossati’, ’sbarati’ o semplicemente vandalizzati, distrutti, per capirci meglio. È quanto accade ultimamente a numerosi lavori di Banksy. La guerra che la crew di Robbo (Team Robbo) gli ha scatenato contro, va avanti a colpi “bassi”, come questo ‘Paint it Black’ che vedete in galleria. Riprendendo il celebre pezzo dei Rolling Stones, Robbo copre gli stencil dello street artist di Bristol scrivendoci: “I see a Banksy and have got to paint it black” - “Ogni volta che vedo un Banksy devo dipingerlo di nero”.
Se date un’occhiata al Flickr di Team Robbo ve ne accorgerete da soli. Vandalism is art, un altro pezzo di Banksy apparso nel 2008 nell’East End di Londra, dove un pittore con cavalletto si concentra a realizzare scarabocchi sul muro, ha subito anche questo un defacement. Gli scarabocchi sono stati sostituiti con la ‘bocca-con-lingua’ dei Rolling Stones/King Robbo, che proclama: “Viva la Robbo!”.
Oltre a questi defacement più o meno ironici, volgari, salutari o semplicemente terribili (ognuno si farà la sua idea in proposito, visto che Robbo, della vecchia scuola, sostiene che Banksy non sia il Messia, ma solo un ‘naughty’, uno sporco uomo che pensa ai soldi), ci sono però dei pezzi che sono stati davvero malamente coperti. Come ‘I love NY’, dove a cominciare è stato Poster Boy di Smart Crew, sempre delicato anche nel chiedere la libertà dell’altro suo “collega” arrestato (Free Henry!), ma poi ad andare avanti sono sempre quelli del team Robbo.

La notizia che circolano false stampe di Banksy non giunge certo nuova e gli esperti consigliano di diffidare delle vendite estemporaneee online. Poche settimane fa in America, una coppia di truffatori che ha creato dei falsi a partire da opere d’arte di Banksy, ha subito un processo, ma ha evitato il carcere.
I sospetti su alcuni stampe vendute erano stati sollevati sul web, quand alcuni compratori truffati avevano cominciato a far circolare immagini dei pezzi. Parker Lee, 45 anni, e Grant Champkins-Howard, 44 anni, avevano venduto copie contrtaffatte (ma numerate) di un autentico attraverso eBay. Il giudice Suzan Matthews, che aveva condannato la coppia a 12 mesi, ha sospeso la pena.
La cosa sicuramente ancor più sorprendente riguarda i falsi pezzi di Banksy in strada (ricordate quello a Melbourne?). Ma del resto accadrà sempre più spesso, dal momento che in ogni città spuntano imitazioni e fake dello street artist di Bristol. Presso alcuni negozi online, come questo Stencil Studio, si possono comprare mascherine per realizzare i propri Banksy style stencil. Se non vi basta qui c’è anche un tutorial (un po’ veloce a dir la verità!) per realizzare da soli la vostra mascherina dello stencil di Banksy.

Immaginatevi se Leonardo o Van Gogh fossero andati in giro a lasciare le loro creazioni sulle mura di città sparse in tutto il mondo… certo, senza stencil avrebbero dovuto lavorare più lentamente, coi pennelli, ma vi rendete conto di quello che avrebbe fatto la gente per accapparrarsi i loro lavori !? Le bocche più fini mi perdonino il paragone, ma quello che sta accadendo ai pezzi di Banksy ha sempre più dell’incredibile. Siamo sempre a Detroit, teatro di un’altra recente asportazione di un pezzo su strada di Banksy.
Ai primi di maggio, una nota galleria di Detroit 555 Studio – Gallery, aveva fatto rimuovere un dipinto raffigurante un ragazzo incappucciato con pennello e secchio di vernice rossa, che ha appena scritto sul muro: I remember when all this was trees (Mi ricordo quando tutto cio che è qui erano alberi).
Dopo che la Bioresource Inc., la società che sostiene di possedere il fatiscente edificio della Packard Motor Car, ha citato in giudizio la galleria, la proprietà dell’impianto è stata oggetto di una lunga disputa legale. L’azione legale, firmata dal presidente Bioresource Romel Casab, oltre al muro, adesso incassato in una struttura d’acciaio, chiede anche un risarcimento in denaro.
I remember when all this was trees - Banksy

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Banksy o Faksy? I primi di maggio era stato rubato a Melbourne in Australia uno stencil che attribuito a Banksy. Il pezzo, raffigurante un topo con gli occhiali da sole, era collocato nell’esterno della villa di un magnate della biancheria intima.
La polizia ha avviato un’indagine ma per primo il gallerista ed esperto di street art Andy Mac ha espresso dubbi sull’autenticità del lavoro, apparso sul box dell’elettricità dell’uomo dell’underwear (Mitch Dowd) appena 18 mesi fa. Secondo Mac, Banksy non sarebbe più tornato in Australia dal 2002 o 2003.
Anche Ryan Brett, buon conoscitore del lavoro dello stencil artist di Bristol, ha detto che il pezzo sembrava soltanto una brutta copia, il lavoro di un dilettante, dove i dettagli non sono curati. A vedere l’immagine qui sopra, anch’io propendo per questa ipotesi, tanto più che in rete si possono comprare tranquillaemente delle mascherine per stencil attraverso cui realizzare il proprio Banksy.
Il furto del finto Banksy a Melbourne è avvenuto solo qualche settimana dopo che due spazzini avevano involontariamente dipinto sopra un vero stencil di Banksy, quello del topo paracadutista, chiedendo poi le scuse da parte delle autorità locali.