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Tutti gli articoli con tag street art

Street Art internazionale a Gaeta fino a Giugno per l'evento "Memorie Urbane"

pubblicato da Eleonora Santonocito

Memorie Urbane

Quando alla raffinatezza dell’arte antica si aggiunge l’energia dell’arte contemporanea, nascono progetti interessanti come quello che vedrà protagonista dal 25 Aprile al 17 Giugno la città di Gaeta. Tutto comincerà dall’apertura di una piccola galleria temporanea la Memorie Con-temporary Gallery voluta da Davide Rossillo, dell’associazione culturale Turismo Creativo, che ospiterà grandi nomi della street art come Banksy, Obey, Space Invader,Ben Eine e tanti altri.

Le opere si sposteranno di qualche chilometro: protagoniste a Gennaio della mostra alla 999 Contemporary Gallery di Testaccio, Vandalism Vol.1, si avrà, adesso, la possibilità di vederle inserite in un progetto di ampio respiro. Infatti l’associazione culturale sta organizzando per il primo anno un evento di due mesi dedicato alla street art suddiviso in 5 fasi dove gli spazi cittadini verranno esaltati dai “pezzi” di artisti come il collettivo Sbagliato (già da mercoledì), Escif, Agostino Iacurci, Sten e Lex e Teresa Orazio e che regaleranno alla città un nuovo museo a “cielo aperto”. Promettente anche la locandina di questa prima edizione (che speriamo possa avere un seguito anche nei prossimi anni), nonchè logo dell’evento, creato dal famoso fumettista Miguel Angel Martìn

La street art che sempre più coinvolge un vasto pubblico di interessati e appassionati può essere il modo migliore per dare un nuovo impulso creativo alle città e offrire uno sguardo nuovo nel panorama contemporaneo sempre più disposto a abolire i confini dell’arte.

Foto| Locandina Memorie Urbane, dal sito Memorie Festival

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RVA Street Art Festival

pubblicato da Anna Castiglioni

RVA street art festival

Si è svolto in questi giorni (da giovedì 12 a oggi 15 aprile) nella città di Richmond, in Virginia, la prima edizione del RVA Street Art Festival, un’intensa tre giorni di performances live di alcuni dei più celebri street artist del momento. Scopo dell’evento, che avrà scadenza biennale, è quella di avvicinare il maggior numero di persone all’arte urbana, creare opere per riqualificare alcuni quartieri periferici della città come il Canal Walk e lo Shockoe e attirare turisti. Sì, perché Richmond non è esattamente una località che offre grandi attrazioni dal punto di vista turistico, né una città particolarmente famosa, fatta eccezione per aver dato i natali a Edgar Allan Poe.

E così si sono inventati questo festival, in una location industriale e periferica ma perfetta per le decine di murales che gli artisti hanno elaborato live davanti a numerosi curiosi e appassionati. Il risultato finale sarà quello di una grande galleria all’aperto permanente, che vede molte collaborazioni tra street artist. Qualche nome? James “Dalek” Marshall, Jeff Soto, Hamilton Glass, Ed Trask. Il RVA Festival prevede anche eventi collaterali, come spettacoli di artisti di strada e concerti, mentre i visitatori hanno la possibilità di interagire con gli artisti - che a loro volta raccontano la loro arte in un continuo interscambio creativo - e non essere solo degli spettatori.

RVA Street Art Festival
RVA Street Art FestivalRVA Street Art FestivalRVA Street Art FestivalRVA Street Art Festival

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Le ossessioni di Stefan Sagmeister

pubblicato da Anna Castiglioni

stefan sagmeister

Obsessions Make My Life Worse and My Work Better, “rendere la mia vita peggiore e il mio lavoro migliore”, ecco le ossessioni di uno dei graphic designer contemporanei più importanti. La Sagmeister Inc., lo studio da lui stesso fondato e che collaborare con pochi e fidati professionisti, ha creato questa installazione urbana utilizzando 250 mila monete da un centesimo, realizzando un’opera di vera street art. Stefan Sagmeister, che negli ultimi anni si è dedicato soprattutto a progetti di design per cause sociali, artisti, per la musica e corporate design e che ha deciso di collaborare con la True Majority (un’organizzazione statunitense volta a promuovere, tra le varie iniziative, il reinvestimento dei soldi pubblici spesi per le guerre in istruzione), è noto soprattutto per aver creato le copertine degli album di Lou Reed, Aerosmith, David Byrne e Rolling Stones.

Celebri sono anche le sue prese di posizione molto provocatorie e i manifesti realizzati per l’AIGA (American Institute of Graphic Arts). Negli ultimi tempi pare essersi placato, tanto da essere protagonista proprio in questi giorni di una mostra dedicata alla felicità, “Happy Show”, in scena all’Institute of Contemporary Art di Philadelphia e che si sposterà poi al Museum of Contemporary Art di Los Angeles.

Sagmeister Inc.
Sagmeister Inc.Sagmeister Inc.Sagmeister Inc.Sagmeister Inc.

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Anche ad Aprile la Sotheby's "risplende" con le opere di Keith Haring

pubblicato da Eleonora Santonocito

Keith Haring

Dal 2 Aprile anche la casa Sotheby’s ha aperto l’evento Keith Haring: Shine On, dando la possibilità ai tanti collezionisti di acquistare fino al 23 del mese tele, sculture e opere ritrovate di Keith Haring. Una passione, quella per Keith Haring, che tradotta in cifre corrisponde a vendite del valore di 33.894,02 euro e che dimostra quanto negli ultimi anni la street art, pop art e graffitismo, abbiano raggiunto la massima affermazione.

Ma mentre nei mesi scorsi le aste più importanti di Parigi, Londra e New York registrano cifre da capogiro, qualche anno fa in Italia a Roma e Milano, si è pensato bene di cancellare le tracce di Keith, per rendere la città “più presentabile”. L’unico murales sopravvissuto lo possiamo ammirare a Pisa, dal titolo Tuttomondo, realizzato nel 1989. Keith Haring, che prima di morire a 31 anni, creò un’associazione con lo scopo di sostenere l’infanzia e combattere l’Aids (malattia di cui fu vittima), dimostra che questa forma d’arte così rivoluzionaria negli anni ‘80, rimane oggi la forma più diretta per esprimersi, mescolando impegno e sensibilità a energia e voglia di vivere.

Il “bambino radiante” di keith Haring, un bambino a quattro zampe che emana raggi dal corpo è ormai un simbolo inconfondibile non solo della capacità sintetica dei messaggi sociali di Keith, ma anche di un entusiasmo che nella pur breve vita ha espresso coerentemente. Si può dire che Keith Haring sia nato disegnando, acquisendo presto una tale velocità nel tratto che anche ad occhi chiusi, la sua creatività non avrebbe esitato. Le sue tele e i suoi murales simili a figurazioni precolombiane sono la dimostrazione di come si possano esprimere concetti forti, come la violenza, la malattia, il razzismo con la stessa leggerezza con cui lui ha affrontato la società americana consumistica e competitiva. Poco importa del resto, quando sono le pareti di una metropolitana a trasformarsi nel proprio laboratorio.

Keith Haring Keith Haring Keith Haring Keith Haring

Foto| Dal sito d’aste Sotheby’s.

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Lucamaleonte e il suo mondo di Naturalis mirabilia alla -1 Art Gallery

pubblicato da Eleonora Santonocito

Lucamaleonte

Sembra di entrare in un’ incisione di Escher visitando la nuova mostra inaugurata giovedi 29 Marzo a Roma alla Art Gallery al piano -1 della casa dell’architettura, a cura di Giorgio De Finis. La mostra intitolata Cabinet of Natural History crea un percorso sinuoso per il visitatore creando l”effetto sorpresa e un disorientamento che si traduce presto in meraviglia. A decorare le bianche pareti, di questo spazio, adibito da poco in galleria, ci sono gli stencil dello street artist Lucamaleonte che non si smentisce nella scelta iconografica:decine di animali conigli, leoni, orsi in bianco e nero che sembrano saltarci addosso dalle pareti, a cui fanno riferimento le incisioni e gli stencil esposti.

Lucamaleonte sa come mimetizzarsi al meglio. Tra l’arte dello stencil e i bestiari medievali ne passano di secoli. Eppure è come se l’artista, di formazione classica (ha frequentato la scuola di restauro) volesse unire due modi di vedere il mondo molto lontani nel tempo: quello analitico dei libri di anatomia e quello simbolico dei bestiari medievali. L’impressione che si ha è quella di una seicentesca wunderkammer dove si collezionano oggetti curiosi e dove si fantastica di viaggi antichi in terre disabitate.

Se di solito siamo abituati a vedere gli animali fantastici dell’artista doppiati simmetricamente, questa volta abbiamo solo una carrellata fluttuante nello spazio e nel tempo, che comunicano sentimenti lontani dalla rabbia, e che sono un tuffo di riconciliazione serena con la natura.

Lucamaleonte Lucamaleonte Lucamaleonte

Foto: | Mondo Bizzarro Gallery che ha collaborato alla mostra.

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Banksy vs King Robbo

pubblicato da Anna Castiglioni

bansky vs king robbo

Quella tra Banksy e King Robbo è una delle battaglie tra writer più famose, iniziata nel 2009 e terminata - forse - nel novembre scorso. Ma andiamo con ordine. Il murales incriminato è quello sulle sponde del Regent’s Canal, a Londra, creato nel 1985 da King Robbo, all’epoca re dell’hold school londinese; nel corso degli anni sopra al graffito sono apparse molte tag di altri street artist, fino a che Banksy non ha messo mano alla parete per trasformarla in modo radicale, sostenendo la tesi che non era a conoscenza della popolarità di Robbo. Che non l’ha presa molto bene, tanto da dare inizio ad una battaglia a suon di bombolette spray: appone nuovamente la sua firma, ma stavolta aggiungendo il “king”, mandando così un chiaro messaggio al writer che aveva osato deturpare la sua opera.

Per tutta risposta, Banksy, aggiunge un “fuc” davanti al “king”, tanto per chiarire le intenzioni; ritorna Robbo a cancellare il prefisso scomodo e a seguire uno sconosciuto a porre fine alla lotta, dipingendo la parete di nero. Ma non finisce qui. Robbo nel luglio 2010 torna sulla scena del crimine e riproduce Top Cat sopra una lapide in cui c’è il nome del suo avversario, la cui carriera - secondo Robbo - sarebbe morta e sepolta. La sfida all’ultimo graffito procede con un altro murales di Banksy nel gennaio 2011, ma Robbo dopo qualche mese va in coma a seguito di un incidente e non può replicare. Ecco allora che Banksy, nel novembre 2011, per omaggiare il suo rivale riproduce il murales originario in versione minimal. Con una candela che è però anche bombola infiammabile, segno (e speranza) che la battaglia è stata vinta da Robbo, ma la guerra è ancora aperta.

Bansky vs King Robbo
Bansky vs King RobboBansky vs King RobboBansky vs King RobboBansky vs King Robbo

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Murales al Quadraro

pubblicato da Daniele

Riqualificare le zone periferiche con l’arte contemporanea, passando per i murales. E’ una missione che molti visual artists compiono, attraverso acrilici, stencil e bombolette spray, ravvivando i muri spogli dei quartieri, ricontestualizzandoli e regalando agli abitanti del posto una nuova luce.

E Alice Pasquini, in arte Alicè, ha regalato qualche giorno fa allo storico quartiere del Quadraro, un enorme e colorato murales. Come soggetto, la donna, anzi le donne “forti e indipendenti”, come le definisce e raffigura la stessa artista. Ecco un video che la vede all’opera in via Anton Ludovico Antinori.

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Artcock, tavole viventi di antichi dipinti all'Animal Club di Roma

pubblicato da Eleonora Santonocito

Artcock

Qualche giorno fa ho deciso di presentare ad Artsblog questo gruppo di artisti stravaganti. Curiosa ho chiesto qualche informazione sulla mostra alla Alekano Gallery di Londra. Alle domande ha risposto Federico Artcock, (così si firma) a nome di tutti con entusiasmo e (ovviamente) umorismo. Si sono appena esibiti per l’evento 2Days of What? all’Animal Club di Roma e hanno in preparazione altri due progetti che per ora restano top-secret.

Artcock Artcock Artcock Artcock

Per chi non li conoscesse ve li introduco: Artcock è un gruppo formato da Federico Maria Tribbioli, Niccolò Berretta, Filippo Silli e Maurizio Montesi, che sembra vogliano sfuggire da definizioni precise. La loro arte è infatti contaminazione stravagante tra fotografia, video e pittura dove l’ironia si concilia con la necessità di essere street artist. La mostra di Londra può essere vista come vera riproduzione, o meglio tableau vivant ispirata all’arte del passato.Tutto nasce dalla passione per i grandi maestri in primis per Caravaggio, ma li sanno reinterpretare in chiave contemporanea per restituirci uno spettacolo spensierato.

Nati come street artist ufficialmente nel 2006, sono due i simboli per riconoscerli una tuta bianca con cui vestono i protagonisti delle loro opere che indica la neutralità reciproca di tutti i componenti e due pugni chiusi con la scritta Artcock. Due segni distintivi che si alternano a decorare le strade cittadine di Roma e che hanno utilizzato anche nel loro ultimo video, girato all’interno del teatro Valle nel 2011 e ispirato al quadro Burgtheater di Klimt

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I segnali stradali speciali di Clet Abraham

pubblicato da Daniele

Clet Abraham

Basta veramente poco - in questo caso un adesivo - per trasformare un oggetto anonimo, di uso comune, in una piccola e divertente “opera d’arte”. Sono gli omini di Clet Abraham, stiker urban artist di origini bretoni ma da anni artisticamente trapiantato in Italia - attualmente vive e lavora a Firenze - che consistono in semplici silhouette adesive applicate su segnali stradali. Piccole modifiche che spezzano la monotonia dello spazio urbano, offrendo allo spettatore nuovi, creativi e divertenti significati.

Una critica alla standardizzazione della società dunque, ma anche della religione: con i suoi crocefissi, Madonne, angeli e diavoli,infatti, Clet cerca di smuovere le coscienze, lanciando un allarme alle religioni che diventano sempre più “preconfezionate”, con una conseguente perdita di valori e identità.

Piccoli blitz urbani carichi di significati morali e sociali ma che, nella peggiore delle ipotesi, cercano quantomeno di strappare un sorriso al passante di turno.
Clet Abraham

Clet AbrahamClet AbrahamClet AbrahamClet Abraham

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JR e Liu Bolin insieme a New York, fotografia, street art e 'mimetismo' s'incontrano

pubblicato da Lorenzo Mazza

JR e Liu Bolin insieme a New York

Si sono incontrati in questi giorni a New York JR (1983) e Liu Bolin (1973). Per prima cosa il fotografo e street artist francese si è calato nei panni del “trasformista” cinese. Una volta messa su la Liu Bolin’s Uniform, i due si sono recati in un negozio di giocattoli e JR si è mimetizzato negli scaffali, lasciando ben visibile il caratteristico volto con gli occhiali. Subito dopo è stata la volta di Bolin, che si è letteralmente ‘perso’ nello sfondo (foto in galleria).

Oggi poi i due ne hanno combinata un’altra. JR ha realizzato una macro, un dettaglio della mano con uno scorcio del volto di Bolin. Ha stampato i poster e li ha affissi. Una alla volta poi, i due artisti si sono mimetizzati nel quadro fino a scomparire, mescolando tecniche, idee e stili.

Per vedere altre foto, potete far riferimento a questo articolo di Martha Cooper.

JR e Liu Bolin insieme a New York
JR e Liu Bolin insieme a New YorkJR e Liu Bolin insieme a New YorkJR e Liu Bolin insieme a New YorkJR e Liu Bolin insieme a New York

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