
Ecco, m’immagino già il coro dei: ‘l’arte coi profilattici?!?’, ‘che schifo!’, ‘ecco la solita trovata per farsi pubblicità’, ’si è già visto!‘ Tutto vero, tutto vero…ma poi, forse, c’è dell’altro. L’idea di M.A. Alford, giovane fotografo e pittore ancora studente, è semplice. Poter sensibilizzare i compagni di classe all’uso del preservativo. Come? Con la creazione di un’opera d’arte fatta con 50 preservativi e una bambola.
Le giovani poco più che adolescenti alle prese con gravidanze inaspettate sono sempre di più e l’artista, al di là delle condanne, vuole far passare un messaggio per il cambiamento di mentalità. Nelle ore di educazione sessuale non se ne parla mai abbastanza
Nel frattempo in America le organizzazione più puritane gridano allo scandalo. L’etichetta di Condom art è comunque nata e sta facendo il giro del mondo, con la gioia di Alford.

A Smithfield, nello Utah, un insegnante ha convinto i suoi studenti a realizzare una replica da Guiness dei primati, utilizzando i cereali, del dipinto Notte Stellata di Van Gogh.
Quello che era un olio su tela di 73 x 92 cm realizzato nel 1889, è divenuto un gigantesco 22×27 metri realizzato con cereali da colazione, trenta volte la misura del capolavoro di Vincent Van Gogh. Crunchy, Crunchy Night è stata ribattezzata l’operazione dai 150 studenti, che hanno utilizzato più di due tonnellate di cereali colorati, tra blu, viola, rosso e verde, occupando la palestra della loro scuola.
La redazione si è già occupata nei giorni scorsi di come studenti, insegnanti, vignettisti in questi giorni di mobilitazione contro la riforma Gelmini abbiano rielaborato attraverso diverse forme e codici artistici il dissenso generalizzato che esprimono scuole e università (mi chiedo spesso: si tratta solo della scuola, o il dissenso ha origini più profonde? Ma domanda è complessa e non è questa la sede per affrontarla).
Vi parlo infatti di un’altra provocazione artistica, tutta autoprodotta, lanciata da pochissimo: www.pubblica.distruzione.org. Si tratta di un fake (falso) molto ben fatto del (quasi) omonimo sito www.pubblica.istruzione.it. Il gioco principale è linguistico, mescolando con arguzia satira, manipolazione dei media, produzione di immaginario: ad esempio, gli autori rimandano subito nella home all’istituzionale sito gemello. Ma con una piccola precisazione indirizzata ai lettori: “Vai al finto portale che abbiamo creato per tranquillizzare i nostalgici “…
La destabilizzazione non finisce qui: cliccando sui vari link, si viene rimandati a pagine che riportano contenuti ben diversi dagli originali, ribaltandone il significato originale, mentre diversi banner contenenti spot e campagne del ministero sono stati manipolati (la “dematerializzazione dei contratti” diventa così “dematerializzazione dei ricercatori e ancora “io studio. carta dello studente” si trasforma in “io studio all’estero. carta dello studente emigrante). E così via.
Se vi va, vi consiglio di farci un giro: oltre ad essere divertente, potrebbe rivelarsi molto… istruttivo. Nel frattempo ecco una piccola galleria con le immagini e i banner che mi sono piaciuti di più.
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Mentre cresce la protesta contro i provvedimenti del Governo riguardanti scuola e università, Repubblica XL invita i lettori più creativi a inviare disegni e vignette a tema (ma anche foto di striscioni e murales).
Pubblico venti realizzazioni tra le più votate (almeno per il momento).
La protesta della scuola e dell’università
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