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Tutti gli articoli con tag tape art

Translucent tape art, le incursioni urbane di Max Zorn

pubblicato da Lorenzo Mazza

E’ già un po’ di tempo che su queste pagine non parliamo di tape art. Una tecnica relativamente nuova, sperimentata da singoli artisti dislocati in varie parti del mondo. Vi ricordate ad esempio dell’australiano Buff Diss o del tedesco El Bocho? L’arte che fa uso del nastro adesivo è molto spesso effimera e trova quindi nelle strade un luogo privilegiato d’espressione. La colla dello scotch è infatti molto sensibile agli agenti atmosferici e ciascun lavoro è destinato a mutare forma e scomparire.

Oggi voglio presentarvi Max Zorn, street artist di Amsterdam che utilizza lo scoth da pacchi per dare vita ai suoi lavori che applica ai lampioni in giro per la capitale olandese. Lui la chiama translucent tape art, lavora con il suo bisturi su più livelli di scotch, disposti l’uno sull’altro perpendicolarmente. Con questa tecnica emergono luci e ombre, lo spessore dei suoi ritratti prende forma. C’è La ragazza con il turbante di Jan Vermeer e un sacco di fotogrammi e citazioni provenienti dal mondo del cinema e dell’arte.

L’idea gli è venuta guardando un amico progettista di automobili, che per i suoi disegni utilizzava lo scotch. Si è così attrezzato con delle lastre di plexiglas e poi ha cominciato a scalare i lampioni. A questo link trovate ua mappa di tutti i suoi interventi.

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Berlin Report 01: la tape-art di El Bocho a Wedding

pubblicato da Lorenzo Mazza


Cominciamo oggi questo reportage a puntate dalle strade di Berlino. Se seguite Artsblog saprete che siamo decisamente appassionati di street art e c’è da dire che la capitale tedesca offre molte prospettive al riguardo. Dai vecchi, enormi e bellissimi murales degli anni ‘90, che raccontano la storia politica del presente e rendono viva la memoria collettiva, agli stencil-lapide dedicati alle vittime del muro, passando per coloratissimi graffiti e numerosi campagne di attivismo politico attraverso l’arte urbana.

Il primo sito che mi ero appuntato di visitare è un enorme pezzo di tape-art dello street artist El Bocho. Perché? Anzitutto perché si tratta di un pezzo ‘outdoor’ realizzato col nastro adesivo, destinato, prima o poi, a scomparire. Poi perché El Bocho, uno degli artisti più produttivi e originali della scena berlinese, mi ha sempre incuriosito. Dal centro (Friedrichstrasse) prendo così la metropolitana viola (U6) direzione Alt-Tegel e scendo dopo poche fermate a Wedding. Bastano pochi metri per trovare lo Stadt-Bat, le piscine comunali dove, nel luglio del 2009, si è svolta Urban Affairs Extended, che ha portato l’arte urbana trasformando uno spazio pubblico in una galleria.

Per l’occasione El Bocho ha dato vita al più grande pezzo di tape-art mai realizzato finora. La foto che vedete qui sopra (come quelle nella galleria più sotto) sono state scattate il giorno dell’inaugurazione, il 4 luglio 2009. Io arrivo un anno e quattro mesi dopo e mi trovo di fronte un grande spettacolo, a distanza di dieci metri, sul lato opposto della strada, il pezzo mantiene intatta tutta la sua bellezza. Ha la perfezione di una stampa e il fascino di un lavoro artigianale, di carta. I capelli della ragazza si ingrandiscono fino a diventare la texture dell’intera facciata, su cui campeggia la scritta “And then we take Berlin” (Così ci prendiamo Berlino), ironica e pacifico segnale di una piccola, grande vittoria dell’arte… [Continua]

Photo: Alexander Hüsing (azrael74) via Flickr

Berlin Report 01: la tape-art di El Bocho a Wedding
Berlin Report 01: la tape-art di El Bocho a WeddingBerlin Report 01: la tape-art di El Bocho a WeddingBerlin Report 01: la tape-art di El Bocho a Wedding

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Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.

Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.

1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?

Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!

2) Chi sono i tuoi eroi?

Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.

3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?

Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.

Buff Diss - Tape Arts
Buff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape Arts

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No Curves - Italian tape art

pubblicato da Lorenzo Mazza

Proprio poco tempo fa vi abbiamo parlato di Buff Diss, artista australiano che si esprime con lo scotch, realizzando dei lavori davvero impressionanti.

Scopriamo oggi una voce interessante su questo versante nel panorama italiano. Il video che vi presentiamo documenta Be Human la Tape Art Performance di No Curves che si è tenuta lo scorso giugno a Pitti Immagine Uomo alla Fortezza Da Basso di Firenze.

Otto ore di lavoro con forbici e nastro adesivo, sintetizzate e compresse in questo video di soli due minuti con la colonna sonora dei Juanitos. Sul loro MySpace i No Curves dichiarano “We believe in angles and straight lines”, angoli e linee diritte, uno stile geometrico senza curve davvero inconfondibile. Avremo modo di riparlarne presto.

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No Curves espone in un ex rifugio bellico

pubblicato da Manuel

No Curves, immagine dalla mostra Bunkerhaus

A Milano fino al 28 Ottobre 2007 è possibile visitare la mostra intitolata Bunkerhaus, allestita allo spazio Seminato Mercadante: un ex rifugio bellico ora rinnovato; un’esposizione di street art di cui hanno parlato anche Repubblica e Corriere della Sera ( e questo è il termometro di quanto la street art a Milano sia oggi tenuta in considerazione, ma dovrebbe far riflettere anche sul pericolo museificazione-mummificazione ).

La mostra Bunkerhaus è “abitata” dalle figure del dittatore, dei gerarchi e dei soldati che rimandano agli stati totalitari, ma i riferimenti ad un ipotetico regime si ritrovano anche in alcuni temi, come quello del fanatismo, dell’utilizzo delle immagini e delle simbologie ed anche in alcuni gesti rituali.

L’ intenzione, come si legge dal sito di No Curves è quella di

riflettere con autoironia sul rischio di tutti i manifesti, artistici e politici. L’ideologia spinta all’eccesso genera mostri: qui la glorificazione estetica della linea retta contro “le impure curve” è metafora di tutte le aberrazioni dittatoriali del secolo passato.

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