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Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

pubblicato da nabis in: Street Art Interviste Artisti NEWS


Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.

Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.

1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?

Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!

2) Chi sono i tuoi eroi?

Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.

3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?

Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.

Buff Diss - Tape Arts
Buff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape Arts

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No Curves - Italian tape art

pubblicato da nabis in: Performance

Proprio poco tempo fa vi abbiamo parlato di Buff Diss, artista australiano che si esprime con lo scotch, realizzando dei lavori davvero impressionanti.

Scopriamo oggi una voce interessante su questo versante nel panorama italiano. Il video che vi presentiamo documenta Be Human la Tape Art Performance di No Curves che si è tenuta lo scorso giugno a Pitti Immagine Uomo alla Fortezza Da Basso di Firenze.

Otto ore di lavoro con forbici e nastro adesivo, sintetizzate e compresse in questo video di soli due minuti con la colonna sonora dei Juanitos. Sul loro MySpace i No Curves dichiarano “We believe in angles and straight lines”, angoli e linee diritte, uno stile geometrico senza curve davvero inconfondibile. Avremo modo di riparlarne presto.

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No Curves espone in un ex rifugio bellico

pubblicato da Manuel in: Street Art Gallerie Artisti

No Curves, immagine dalla mostra Bunkerhaus

A Milano fino al 28 Ottobre 2007 è possibile visitare la mostra intitolata Bunkerhaus, allestita allo spazio Seminato Mercadante: un ex rifugio bellico ora rinnovato; un’esposizione di street art di cui hanno parlato anche Repubblica e Corriere della Sera ( e questo è il termometro di quanto la street art a Milano sia oggi tenuta in considerazione, ma dovrebbe far riflettere anche sul pericolo museificazione-mummificazione ).

La mostra Bunkerhaus è “abitata” dalle figure del dittatore, dei gerarchi e dei soldati che rimandano agli stati totalitari, ma i riferimenti ad un ipotetico regime si ritrovano anche in alcuni temi, come quello del fanatismo, dell’utilizzo delle immagini e delle simbologie ed anche in alcuni gesti rituali.

L’ intenzione, come si legge dal sito di No Curves è quella di

riflettere con autoironia sul rischio di tutti i manifesti, artistici e politici. L’ideologia spinta all’eccesso genera mostri: qui la glorificazione estetica della linea retta contro “le impure curve” è metafora di tutte le aberrazioni dittatoriali del secolo passato.

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