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Tutti gli articoli con tag tate modern

Un film sull'arte di Richter

pubblicato da Daniele

E’ ancora in corso e lo sarà fino all’8 gennaio 2012 presso la Tate Modern di Londra, Panorama, la più grande retrospettiva dedicata a Gerhard Richter. Contestualmente segnaliamo l’uscita di un interessantissimo documentario sul grande artista tedesco. Il film, diretto da Corinna Belz, si intitola Gerhard Richter Painting e segue l’artista al lavoro nel suo studio, poi nei colloqui con la gallerista newyorkese Marian Goodman e lo storico dell’arte Benjamin H. D. Buchloh.

L’interesse che suscita questo film non è certo nelle esternazioni dell’artista, sempre schivo e parsimonioso nell’uso delle parole, sostanzialmente incapace di approfondire il senso della sua arte (e per quello in fondo ci sono i critici). Il privilegio reso allo spettatore sta invece tutto nell’osservare l’artista nel vivo della creazione, e soprattuto il suo straordinario metodo di lavoro: la macchina da presa, con il senso della distanza e dell’inclinazione di un filmmaker che sa il fatto suo, ci mostra la funzione gestuale nell’uso del pennello, le grandi spatole formato tela che Richter fa scendere lentamente sul quadro, lasciando fuoriuscire squarci di colore sotto lo strato superficiale, creando sempre nuovi e imprevedibili paesaggi astratti, splendide epifanie dello sguardo.

Il film della Belz sarà presentato in anteprima durante la quarta edizione di Lo schermo dell’arte, il festival internazionale di film sull’arte contemporanea che si terrà al cinema Odeon di Firenze dal 21 al 24 novembre, a cura di Silvia Lucchese. Per chi fosse a Firenze in quei giorni, un’occasione da non perdere.

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Sunflower Seeds on Sunflower Seeds: l'opera in squat sui semi di Ai Weiwei

pubblicato da penelope.di.pixel


Quanche tempo fa abbiamo trattato sul blog l’ultimo lavoro di Ai Weiwei esposto alla Tete Modern di Londra, consistete nella riproduzione di 100 milioni di semi di girasole in porcellana.

Ebbene, qualcosa è successo “sopra” questa opera. Il 29 gennaio scorso il collettivo IOCOSE ha fatto una passeggiata nel distretto di Bankside a Londra, acquistando in un negozio un’innocua bustina di semi di girasole del valore di 1 poud. Con la suddetta bustina in mano, gli artisti si sono diretti alla Tate Modern e, confondendosi in mezzo ad un gruppo di turisti, hanno depositato i loro semi sull’opera di Ai Weiwei. Con almeno tre risultati: che i semi (quelli veri e quelli di porcellana) sono indistinguibili all’occhio gli uni dagli altri, che l’opera originale risulta apparentemente invariata, che un’altra nuova opera è di fatto ora esposta nella famosa galleria.

Gli artisti, che non passavano certo di là per caso, dopo il “lancio” dei semi hanno infatti ribattezzato l’opera “Sunflower Seeds on Sunflowers Seeds” davanti alla security alquanto confusa e al gruppo di visitatori, che hanno reagito in modo eterogeneo: dal divertimento, all’apperzzamente al rimprovero di un “gentleman”, come leggiamo nel comunicato comunicato ufficiale.

A questo link trovate maggiori informazioni e una bellissima photogallery sulla perfromance.

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Bloccato l'accesso ai 100 milioni di semi di Ai Weiwei a causa della polvere

pubblicato da margherita

Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern, Londra

Due giorni, solo due giorni è durato il divertimento con il mare di semi di girasole di Ai Weiwei. La Tate Modern, per ragioni di salute, ha deciso di bloccare l’accesso all’opera. L’installazione si potrà vedere dall’alto, ma non ci si potrà giocare. Non ci si potrà camminare sopra. Non la si potrà toccare o anche “assaporare”. In breve non si potrà interagire con Sunflower Seeds, secondo quanto disposto dall’artista (anche se Weiwei è d’accordo con il blocco). Questo con grande dispiacere di tutti, visto che la Turbine Hall sembrava veramente una spiaggia d’estate (senza dimenticare il danno all’opera, che così è tronca).

La ragione sarebbe nella polvere sollevata dai semi quando ci si cammina sopra. In effetti, avevo notato che l’aria era polverosa, ma non tanto da poterne soffrire. Evidentemente deve essere aumentata, visto che nel solo primo giorno, sono accorsi a vedere l’installazione 14 mila visitatori. C’è poi il problema del deperimento dell’opera. Visto il traffico e visto l’uso entusiastico dei semi che il pubblico ne ha fatto (a parte camminarci, alcuni ci hanno fatto castelli o si sono fatti ricoprire), si teme che si potrebbero danneggiare e non resistere per tutta la durata dell’esposizione.

Al momento la decisione sembra drastica, ma ci sono anche ipotesi di apertura con passaggio controllato. Si vedrà nei prossimi giorni.

Non è la prima volta che un lavoro della Unilever Series provoca problemi di sicurezza per la salute. Era successo con gli scivoli di Carsten Höller e con la frattura di Dorsis Salcedo. Ma il 2010 non sembra un anno fortunato per le opere pubbliche londinesi. Dopo le recinzioni alle sculture di Anish Kapoor, ora il divieto di accesso ai semi di Ai Weiwei.

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Alla Tate Modern sono arrivati i 100 milioni di semi di girasole di Ai Weiwei

pubblicato da margherita

Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)

E’ un mare di semi profondo, quello che Ai Weiwei ha installato alla Tate Modern (Unilever Series 10). Profondo e complesso.

Osservando Sunflower Seeds dal primo piano del museo, si fa fatica a distinguere la pavimentazione dall’opera stessa. Perché la Turbine Hall è tutto un grigio cenere. Scendendo si capisce perché le persone sono chinate o sedute (anche sotterrate, qualcuno ci ha provato) su questa massa grigia. A terra, sono stati distesi 100 milioni di semi di girasole. O meglio. Milioni di manufatti di porcellana realizzati a mano, che riproducono semi di girasole (e anche qui, qualcuno ha testato il prodotto, per verificarne l’origine. Non solo bambini piccoli, ma anche giovani adulti).

A parte la nota di divertimento che coinvolge tutti, come se si fosse in spiaggia, quella che può sembrare un’opera semplice, nasconde molti significati non apparenti.

Innanzitutto il recupero di una città in bancarotta, come quella di Jingdezhen, un tempo nota per la produzione di porcellana destinata alla corte imperiale. L’artista ha commissionato il lavoro a manodopera locale, retribuendola in modo adeguato e impiegandola per due anni. All’inizio molti non riuscivano a capire la ragione di un lavoro che non avesse scopi puramente commerciali. L’artista ha riportato vita, e ora loro sperano in un nuovo progetto.

Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)
Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)

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The Unilever Series: alla Tate Modern l'installazione di Ai Weiwei

pubblicato da margherita

Tate Modern - Turbine Hall - © Tate

Manca poco all’arrivo nella Turbine Hall, dell’undicesima installazione della Unilever Series, l’appuntamento stagionale della Tate Modern di Londra, ormai diventato uno degli eventi più interessanti per l’arte temporanea. Il 12 ottobre verrà svelato il “mistero”, quando l’opera di Ai Weiwei si rivelerà al pubblico.

In attesa, qualche notizia di questo creativo, che è in realtà molte cose. Artista, ma anche designer e grande attivista. Il suo impegno sociale si sta rivelando importante per il paese, espresso attraverso l’uso della rete e del moderno mezzo di informazione, il blog. Ai Weiwei è diventato infatti uno dei blogger più influenti della Cina e uno dei più pericolosi. Il suo impegno, ad esempio, per capire la verità sui bambini morti nelle scuole, nel terremoto del Sichuan nel maggio 2008, gli sta costando diversi scontri con le autorità politiche (come era accaduto al padre, poeta mandato in un campo di rieducazione durante la Rivoluzione Culturale).

E’ lui che ha disegnato per Herzog & de Meuron l’opera forse più significativa delle Olimpiadi del 2008, il Beijing National Stadium, quello che ha l’aspetto a forma di nido di uccello, tanto da essere rinominato Bird’s Nest.

Con queste premesse, c’è da aspettarsi un’opera significativa.

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Gauguin: alla Tate Modern di Londra, grande retrospettiva sull'artista

pubblicato da margherita

Paul Gauguin - Nevermore O Tahiti 1897 - Courtauld Gallery, London

Il 30 settembre apre alla Tate Modern Gauguin: Maker of Myth, una grande retrospettiva dedicata al maestro, assente (per manifestazioni di questo tipo), dal territorio inglese da oltre 50 anni.

Post-impressionista e precursore del Modernismo, Gauguin con il suo stile radicale cercò di distanziarsi dall’Impressionismo.

La mostra, che include oltre 100 opere provenienti da collezioni museali e private, è stata studiata per dare una visione diversa rispetto all’immagine tradizionale associata all’artista e alla sua vita bohémien. Rivelerà al pubblico di oggi, la strategia narrativa di Gauguin, esplorando i miti e le favole, temi centrali della sua creatività.

I dipinti includeranno le pitture ispirate alla Britannia (dove già era iniziata la sua ricerca intorno ai temi religiosi, alla fiabe e ai miti) e quelle ad Haiti. Particolare attenzione è stata dedicata ai suoi autoritratti. Questo per mettere in evidenza le capacità interpretative di Gauguin.

Nella mostra sono stati inclusi anche altri tipi di lavori, come gli acquarelli, le ceramiche, le sculture, le lettere illustrate, i quaderni di disegno, proprio per mettere in luce il processo creativo e di studio. Rimane aperta fino al 16 gennaio 2011.

Gauguin: Maker of Myth - Tate Modern di Londra

Paul Gauguin - Teha 'amana has many Parents 1893 - Art Institute of Chicago, USA © Art Institute of Chicago, USAPaul Gauguin - Self-portrait with Manao tu papau 1893 - © RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski © Paris Musée d'Orsay

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Le 5 mostre da vedere a Londra a pagamento quest'estate 2010

pubblicato da margherita

Le 5 mostre a pagamento da vedere  a Londra estate 2010

Quelle che fanno parte di questo secondo elenco sono invece le mostre a pagamento. Ma tra le tante viste, per me valgono il prezzo del biglietto.

    Un appuntamento claustrofobico che non si deve perdere è The Surreal House - Barbican (non per famiglie), fino al 12 settembre

    Altro evento immancabile è Neto (mentre tralascerei The New Décor, ma il biglietto è unico e include i due show) - Hayward Gallery (per famiglie, e se vi prenotate potete accedere al terrazzo con piscina per bambini), fino al 5 settembre

    La mia preferita tra le tante viste, inaspettatamente, è A Story of Deception di Francis Alÿs - Tate Modern, fino al 5 settembre

    Interessante, tema attuale e scottante, ma con alcuni ingressi vietati ai minori, Exposed - Tate Modern (non per famiglie), fino al 3 ottobre

    Una mostra classica ma lo stesso importante è Fra Angelico To Leonardo: Italian Renaissance Drawings, al British Museum, fino al 25 luglio

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Exposed: vedere ed essere visti. Alla Tate Modern una mostra per guardoni...

pubblicato da margherita

Camera 2007 - Thomas Demand - Courtesy Matthew Marks Gallery, New York and Spueth Magers Berlin London © Thomas Demand, VG Bild-Kunst, Bonn / DACS, Lonon -

Ero incerta se andare o meno a vedere la mostra, Exposed. Voyeurism Surveillance & the Camera, alla Tate Modern di Londra, poi la curiosità (o la guardona che è dentro di me?), ma soprattutto il fatto di essere lì per altre ragioni e mostre, mi hanno spinto ad entrare.

E’ effettivamente una mostra per guardoni, perché molte sono immagini rubate, scattate senza il consenso, alcune anche intime. Altre invece sono state riprese con il consenso eplicito del soggetto fotografato. Il che fa dello spettatore, un vero e proprio guardone che spia senza essere visto. La mostra sembra un grande buco della serratura, a cui contribuisce non solo il soggetto, ma anche l’allestimento scuro e in alcuni corridoi buio.

Le immagini sono tante, e alcune parti sono anche vietate ai minori, per il riferimento esplicitamente sessuale del tema. Interessante notare come la questione della privacy e dell’autorizzazione, sia cambiata nel corso del tempo e anche l’atteggiamento delle persone. Con gli anni Novanta è cresciuta l’attenzione con una minore propensione a farsi fotografare in pubblico.

Se questo è abbastanza per stimolare la curiosità, Exposed rimane aperta fino al 3 ottobre.

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Francis Alÿs, grande mostra alla Tate Modern

pubblicato da margherita

A Story of Deception - Francis Alÿs - Tate Modern

Non avevo mai visto uno dei suoi lavori, ma da ieri, Francis Alÿs è entrato nella mia lista di artisti preferiti.

Personaggio particolare, gran camminatore e narratore di storie, Alÿs nasce in Belgio come architetto, per trasferirsi poi a Messico City. E qui diventa artista d’azione. Perché i suoi lavori comprendono azione, che vedono lui stesso come protagonista o centinaia di partecipanti. Racconti epici, ambientati in grandi paesaggi naturali.

La mostra alla Tate di Londra, visibile fino al 5 settembre, è molto vasta. Comprende una quantità di lavori considerevole, inclusa una novità, e si concentra soprattutto sui video (da vedere uno per uno, dall’inizio alla fine). Qualche dipinto e scultura, ma molto meno interessanti rispetto ai corti.

I temi sono quelli dell’emigrazione, dei confini, dei problemi economici, politici e sociali di alcune regioni (vengono toccati paesi come il Messico, il Perù, Panama e Israele). Tutto trattato con una visione particolare a cui non sfugge l’ironia.

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Ultimo giorno di LFA 2010. Sito aperto per Transforming Tate Modern, anche in versione dolce...

pubblicato da margherita

LFA 2010: Transforming Tate Modern

Non è una ripetizione del post sulla Tate Modern di zucchero, piuttosto un’estensione. Ieri infatti si è chiusa la London Festival of Architecture 2010 e ho approfittato per vedere di persona le 80 mila zollette di zucchero che formavano la scultura di Brendan Jamison, la cui costruzione ha richiesto 5 mesi. Piuttosto impressionante l’opera, anche perché era disposta in modo da fare paragoni con la versione reale. Carina l’idea delle indicazioni. Per trovare l’ingresso, normalmente chiuso al pubblico, si doveva seguire una fila di zollette.

Non so cosa ne faranno di tutto quello zucchero Michele, ma alle 5 pm stavano smontando l’installazione. Da sotto era interessante vedere inscatolare i due pezzi realizzati e spolverare i tavoli sui cui erano disposte le mini costruzioni (oltre alle zollette c’era proprio zucchero in polvere).

In quanto alla Modern Tate, ieri era una giornata speciale per potersi affacciare e vedere il sito dove si sta lavorando all’allargamento del museo. Non una vera e propria visita al cantiere come speravo, piuttosto una visuale panoramica, di quello che andrà giù e il lavoro che si sta facendo alle fondamenta. Transforming Tate Modern è sempre seguito da Herzog & de Meuron, che hanno progettato di riportare in vita i vecchi serbatoi d’olio della centrale con l’aggiunta di nuovi spazi per mostre e performance (pensati in modo che si differenzino tra di loro, perché indirizzati ad eventi diversi). 5000 smq come nuovo spazio, dedicato anche all’apprendimento, che richiederà l’impiego di 500 mila mattoni.

LFA 2010: Sculpted in Sugar and Transforming Tate Modern
LFA 2010: Transforming Tate ModernLFA 2010: Transforming Tate ModernLFA 2010: Sculpted in Sugar al NEO BanksideLFA 2010: Sculpted in Sugar al NEO Bankside

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