Hanno Karlhuber è un affermato pittore tedesco (è nato a Dresda nel 1946), che vive e lavora a Vienna. Nei suoi dipinti a tempera Karlhuber sembra recuperare leggende e simboli di antica tradizione, inserendoli in contesti onirici e surreali.
Propongo una galleria di sue opere, tratte dal sito personale dell’Artista.
Via | Finegarten.
I suoi Maestri sono grandi artisti americani esponenti della pittura realista (e, soprattutto, del realismo magico), come George Tooker, Paul Cadmus e Andrew Wyeth.
Si chiama Alex Garcia e vive a San Antonio, nel Texas. Dipinge soprattutto ritratti, con la tecnica della tempera ad uovo. Nel suo sito cita, tra le altre cose, una frase di Matthew Daub, che sembra sintetizzare il suo ideale artistico: le due cose che contano in un’opera d’arte sono il modo in cui essa è fatta e la sua capacità di colpire l’anima e l’immaginazione. Tecnica e anima.
Ho trovato i suoi quadri su Flickr e mi è parsa una buona idea sottoporli alla vosta attenzione.
Cercando qualche autore interessante in rete mi sono imbattutto nei quadri di Cristina Ghelfi, giovane e quotata artista torinese.
Le sue opere (delle quali riporto una selezione, tratta da Artantide.com), realizzate in pittura digitale, stampate su tela e perfezionate con successivi interventi in acrilico, rappresentano scenari urbani freddi, popolati da personaggi dagli sguardi persi nel vuoto, rivelatori di una profonda solitudine. I critici accostano la produzione della Ghelfi ad autori come Edward Hopper e Francis Bacon.
Al di là della solitudine, tuttavia, colpisce, delle figure ritratte dall’Artista, l’ assenza del minimo segno di solidarietà, la loro indifferenza alle relazioni umane. I personaggi della Ghelfi di rado incrociano gli sguardi. La stessa complicità riscontrabile tra alcuni di loro è sempre vista con gli occhi di chi è solo, escluso ed emarginato (come nell’opera Crowed del 1998). Indifferenti gli uni agli altri, camminano soli o l’uno accanto all’altro, incuranti della disperazione altrui, verso destinazioni ignote.
Di grande effetto le tavole a tempera del desinger Alessandro Porta. Veicoli fantascientifici che si stagliano su sfondi futuristici, contesti entro i quali potremmo ben presto trovarci a vivere.
Assunto giovanissimo al Centro Stile della più importante azienda automobilistica italiana, Porta ha seguito, per parecchi anni, la progettazione e il lavoro di design di veicoli quasi tutti, poi, effettivamente realizzati. Si è specializzato soprattutto nell’elaborazione di modelli di mezzi industrali, come treni, camion e trattori.
Ha aperto successivamente la ditta Form Design Center a Torino, con due soci, collaborando con i più famosi designer italiani. La sua attività attualmente riguarda i più vari prodotti commerciali: dalle imbarcazioni agli occhiali, da prodotti tecnologici (come macchine fotografiche, telefoni, televisori) ad oggetti di design e arredamento, come cucine. Ha progettato anche sci, carrozzine per disabili, portapacchi da auto, biciclette, ecc.; il tutto per grandissime aziende, sia italiane che straniere.
Tavole a tempera di Alessandro Porta
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