
Si è inaugurata la scorsa settimana The italian job alla Galo Art Gallery di Torino (Via Saluzzo 11/g) la prima personale del collettivo olandese The London Police, nato nel 1998 ad Amsterdam. Proprio nelle strade della capitale olandese Chaz e Bob hanno conosciuto Galo, l’italiano che presto sarebbe diventato il compagno di molti progetti artistici in giro per l’Europa.
Poster realizzati manualmente coi marker, murales a pennello e sticker dallo stile inconfondibile. I protagonisti sono i Lads (trad. ‘giovanetti’, ‘fattorini’) apparsi per le strade e nelle gallerie di oltre 35 nazioni al mondo.
A Torino The London Police hanno realizzato un murales in esterno proprio con Galo i primi di settembre, in occasione della Rivolution Street Jam a Rivoli. In galleria un altro pezzo realizzato a parete ed un buon numero di tele, alcune anche rompono col bianco e nero e contemplano l’uso del colore.

Il collettivo The London Police è stato fondato nel 1998 quando alcuni tipacci inglesi si sono trovati ad Amsterdam ed hanno cominciato a battezzare le sue strade. L’idea dei membri del gruppo era coniugare la voglia di viaggiare a quella di dipingere e quindi creare uno stile di vita che non si vedeva dai tempi di Re Salomone.
Come una vera confraternita religiosa The London Police ha cominciato a spedire i suoi adepti in giro per il mondo che riproducevano questi personaggi bambineschi, divenuti ben presto un forte segno di riconoscimento. Oggi, con più di 35 paesi visitati, abbandoni e rotture da parte di alcuni membri, la TLP crew è ritornata a unirsi. A 35 anni suonati, TLP preferisce lavori in qualche modo legali.
Adesivi e pennarelli, questi gli strumenti d’azione di TLP che sono arrivati a creare anche delle vere e proprie murate, come quella 20m x 8m a Berlino in Kreuzberg. E proprio il pennarello conferisce questo particolare taglio ai loro lavori, che raccontano le avventure dei Lads, dei ragazzetti tutti rotondi, che vivono serenamente e con felicità in uno scenario ipertecnologico e futuro…

Apocalypse Wow! Un’eccezionale mostra al Macro Future di Roma (ex-Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani) apre i battenti questo sabato 7 novembre. Un percorso che prende le mosse dal lascito del surrealismo e della cultura pop, per affrontare le forme e le modalità espressive del neopop e dell’urban art. Un sottobosco legato alle arti applicate che ha sviluppato uno stile riconoscibile legato alle controculture e ai movimenti giovanili ed ha trovato riconoscimenti ufficiali soltanto negli ultimi mesi.
L’arte dell’advertising, tra locandine, manifesti e campagne virali, il mondo dei comics, i toys e tutto l’universo delle illustrazioni per vinili e delle pubblicazioni cartacee. Poi spot televisivi, prime pagine di giornali, collezioni di moda, prodotti di mercato ‘firmati’ da artisti più o meno noti (c’è anche Shepard Fairey, Obey), che portando i linguaggi della urban culture all’interno delle industrie culturali, hanno trovato momento di espressione e di confronto. La mostra Apocalypse Wow! - Apocalittici - pop surrealisti - creatori di mondi senza frontiere sarà visitabile fino al 31 gennaio 2010 ed è curata da Julie Kogler e Giorgio Calcara. Circa 80 opere le opere in mostra tra dipinti, sculture e installazioni.
Questi gli artisti in mostra: Alexone, Anthony Ausgang, Andras Bartos, Gary Baseman, Tim Biskup, Bo130, Victor Castillo, The Clayton Brothers, Desiderio, Stephan (Calma) Doitschinoff, Ron English, François Escalmel, Jeremy Fish, Flying Fortress, Doze Green, David Hochbaum, Boris Hoppek, Richard Kirk, Franco Losvizzero, Travis Louie, Ver Mar, Barry McGee, Tara McPherson, Microbo, Junko Mizuno, Aiko Nakagawa, Obey, Lisa Petrucci, Camille Rose Garcia, Kei Sawada, Todd Schorr, Jeff Soto, Kathy Staico Schorr, The London Police, Elio Varuna, Nicola Verlato, Eric White.