
Metabolismo, ovvero: il continuo processo di trasformazione degli organismi e delle cellule.
Un piccolo gruppo di architetti e designer giapponesi dallo sguardo visionario hanno adottato questo nome sognando un’architettura capace di crescere, riprodursi e trasformarsi in risposta all’ambiente. In una parola: un’architettura “metabolica”. Il movimento nasce intorno ai primi anni ‘60 nello studio di Kenzo Tange, dando vita a progetti futuristici e irrealizzabili quanto a idee e innovazioni che hanno avuto un seguito. Fra i suoi esponenti sono inoltre da ricordare: Kurokawa Kisho, Kikutake Kiyonori, Maki Fumihiko.
Fino al 15 dicembre 2012, il Mori Museum di Tokio ospiterà la mostra “Metbolism. La città del futuro“, una retrospettiva interamente dedicata alle visioni e al pensiero espressi da questo movimento, attraverso plastici, modelli e sketche, progetti che mai hanno visto la luce, che sono stati effettivamente costruiti (come il green campus della Republic Polytechnic di Singapore), o che sono purtroppo scomparsi (come la Makagin Capsule Tower di Tokio, che vedete nella foto in alto). Per chi è interessato, il sito del Museo offre una consistente documementazione sul Metabolismo, disponibile a questo link.
Il Meguro Parasite Museum di Tokio è un museo realmente unico nel suo genere l’unico museo. Interamente dedicato ai parassiti, vi ritroviamo scpiegazioni accurate sul rapporto parassita-corpo ospite ce si estende a tutte le creature della terra. Francamente lo trovo affascinante (il raporto parassitario è una relazione ecologica e psicologica che ci riguarda da vicino) e, nel perfetto stile che contraddistigue il design giapponese, l’allestimento e gli abienti sono curatissimi e molto belli, come potete vedere nella gallery.
Per rappresentare questo particolare museo ho scelto un video girato da Tom Grundy nel 2009: ci troverete non solo il Meguro Parasite Museum, ma anche uno stralcio di Tokyio: il Meido Café sito nel famoso quartiere Akihabara.
Con questo post inizia una serie di articoli tutti dedicati ad esplorare musei pubblici e privati che con caratteristiche particolari: ve vedremo diversi in agosto e se la cosa vi piace, continueremo nel corso dell’anno la nostra espolorazione.
Meguro Parassite Museum, Tokio







[Rubrica “Musei unici nel mondo“]
E’ riduttivo dire che il tema degli scatti di Nobuyoshi Araki è il corpo femminile: ci sono migliaia di artisti, fotografi, pittori, scultori che riproducono, più o meno fedelmente, corpi femminili. La vera protagonista dei suoi scatti, secondo me, è invece la corda: usata come strumento portavoce di proibiti desideri, si avvolge e racchiude i corpi giovani donne giapponesi trattenendole in uno dei momenti più intimi della vita.
Tokyo è il suo palcoscenico. L’amore e il sesso sono il suo copione. Dagli anni 80 le fotografie di Nobuyoshi Araki vengono esposte in tutto il mondo e nei più grandi musei. I suoi scatti hanno suscitato reazioni contrastanti: da alcuni definiti scandalistici e volgari, da altri poetici, da altri ancora erotici o pornografci. Ne abbiamo riassunto qualcuno nella nostra fotogallery Nobuyoshi Araki
Ciò che le rende particolari, secondo me, è il loro semplice rappresentare un aspetto particolare, e anche artistico, della sessualità: le sue donne, esaltate nella loro femminilità o degradate a semplice oggetto, sembrano esplorare i confini tra il bene e il male, tra il sacro e il profano, tra la realtà e la finzione.