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Antroposfera, a Bologna arte e scienza si incontrano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Capita spesso di trovare bravi artisti che dipingono strani esseri, creature mutanti e sintetiche, frutto di strane e particolari ibridazioni della loro immaginazione. Ma cosa succede quando sono gli scienziati a dare il là alla mente dei creativi? Una mostra che apre oggi, giovedì 11 marzo alla Fondazione Marino Golinelli di Bologna, mette a fianco scienziati e artisti per decifrare, argomentare, creare, a partire dall’osservazione della vita animale. Un modello matematico a cui rifarsi o magari un meccanismo che l’artista reinterpreta ed utilizza. È Antroposfera, curata da Cristiana Perrella, che racconta, tra le altre cose, dello studio dei voli degli storni sopra Roma e del loro influenzare i nuovi gusti nella moda (Flocking, di Armin Linke).

La rassegna si inserisce nella quinta edizione de La Scienza in piazza e porterà a Bologna, nelle magnifiche sale di Palazzo Re Enzo, opere di artisti contemporanei ispiratisi alla ricerca degli scienziati. Ogni lavoro presenta un exhibit esplicativo interattivo, in linea con una mostra sperimentale, fatta di incontri, laboratori e conferenze. Poi ci sono gli astucci in larva di tricottero di Hubert Duprat, Biosphere 06 di Tomas Saraceno, l’Happy Fish di Nicola Toffolini.

Dalla sede di Palazzo Re Enzo si sposterà il 22 marzo 2010 per giungere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove proseguirà fino al 9 maggio, arricchendosi di opere provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: incisioni con animali fantastici realizzate tra il 1400 e il 1700, tra cui spiccano alcune preziose tavole di Albrecht Dürer.

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Tomas Saraceno alla Fondazione Remotti

pubblicato da Lorenzo Mazza


Tomas Saraceno, dopo l’ultima installazione ‘a tela di ragno’ alla Biennale di Venezia nel 2009 (Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the strands of a Spider’s Web) torna ad esplorare la ’strategia del ragno’. Lo farà dal 13 marzo al 13 giugno 2010 Alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti con From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars…

Il progetto è a cura di Francesca Pasini e fa parte di Space Elevator, operazione iniziata da Saraceno nella scorsa primavera in Argentina. Si collega al lavoro degli scienziati inglesi del Rothamsted Research Institute che hanno messo a punto un modello matematico per descrivere il fenomeno del volo degli aracnidi, chiamato ballooning.

Secondo questo modello è la turbolenza dell’aria che fa muovere i ragni in autunno e in primavera. I filamenti sospesi nella brezza cono ad utilizzare la propria forza aerodinamica permettendo ai ragni di ricoprire notevoli distanze. Prendendo spunto dai ragni, Saraceno ha ricreato il suo ballooning, facendo volare alcuni oggetti ricoperti di pellicola acrilica con l’elio. Adesso le bolle sono all’interno della Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti insieme al video Space Elevator II (2009) e alcune foto del progetto in Argentina.

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Nuove foto dalla Biennale di Venezia

pubblicato da Lorenzo Mazza

Biennale2009

Come promesso, iniziamo la settimana con una nuova galleria di immagini dalla 53a Biennale di Venezia. Come per la volta precedente, saremo guidati nella nostra visita virtuale da una fotoreporter d’eccezione, Shunzan.

Partiamo subito con Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, due degli artisti invitati da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice per il nuovo Padiglione Italia, sito alle Tese delle Vergini dell’Arsenale. Questa sezione, di cui avevamo già parlato qualche mese fa, parte da un chiaro omaggio a Marinetti nel centenario della nascita del futurismo. Si tratta di qualcosa di inconsueto per la Biennale, oltre alla selezione anche una proposta di adesione a un tema specifico. Collaudi è il titolo della mostra che raccoglie un buon numero di artisti italiani nati intorno agli anni ‘60 e che sta facendo molto discutere, tra polemiche e fervidi entusiasmi.

Per quanto riguarda le altre sezioni, sono rimasto molto colpito dalle installazioni eteree di Tomas Saraceno, fatte con corde elastiche. L’artista argentino classe ‘73 si era già fatto conoscere in Italia con un bel lavoro a Palazzo Ducale di Genova nel 2007. Pistoletto ci propone un altro tassello del suo lavoro di ricerca con le superfici specchianti, costruendo un ambiente di riflessi. Decisamente curioso l’ambiente realizzato da Cildo Meireles, artista brasiliano che lavora sulle connessioni tra colori e spazi a livello immersivo. Sul versante dell’arte ‘politica’ e partecipativa l’operazione dell’artista norvegese di origine zambiana Haloba Anawana, The Greater Advertising Market – Theme: Emancipation of the World Trade 2009.

Biennale di Venezia 2009 (II)
Aleksandra MirBertozzi & CasoniBertozzi & CasoniCildo Meireles

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