Un facoltoso imprenditore milanese, da tempo cercava un quadro di Wassily Kandinsky per la sua collezione. Lo scorso anno era stato contattato da tre mercanti d’arte attivi sulla scena meneghina. Avevano un Kandinsky di 60 x 40 cm, un pezzo chiamato K19, che risaliva ai primi del ‘900 ed erano disposti a venderlo per 3 milioni di euro.
La tela sarebbe stata un ritrovamento recente, catalogato in un’esposizione del 2008 in una galleria di Mosca. Il collezionista però voleva vederci più chiaro, sebbene si trattasse di un’affare, tre milioni sono sempre tre milioni. Si è rivolto così ai Carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale che, dopo alcune indagini hanno sequestrato il pezzo e l’hanno sottoposto alle analisi del Centre Pompidou di Parigi. Il risultato? Un falso, che accurate ricerche hanno ipotizzato sia stato dipinto in Israele e sia passato, dopo Mosca, ad un collezionista tedesco.
Adesso l’indagine si sposta dunque sulla scena internazionale, con otto persone indagate per truffa.

É ancora tempo di truffe nel mercato dell’arte, ma questa volta il falso è stato scoperto prima che andasse in vendita. Si tratta di Snow birds di Andrew Wyeth, artista scomparso nel gennaio 2009. Il dipinto, una copia veramente ben fatta, stava per essere venduto a New York da Christie’s, per una cifra compresa tra i 200 e i 400 mila euro.
Il quadro girava da tempo sul mercato, ma un mercante d’arte all’inizio dell’estate aveva sollevato alcuni dubbi sull’autenticità. Oggi, dopo che una delle massime esperte di Wyeth, Mary Landa, ha dichiarato che il dipinto è sicuramente falso, la polizia l’ha posto sotto sequestro. Per il proprietario, in procinto appunto di mandarlo all’asta, al momento non c’è nessun risvolto penale.
Le indagini proseguono, visto che si tratta già del secondo falso del pittore realista statunitense scoperto quest’anno. Gli uomini dell’FBI sono all’erta, succede sempre che vengano immessi sul mercato dei falsi nel momento in cui un pittore muore.

Ormai, con la crisi galoppante, ognuno si arrangia come può e le truffe d’arte sembrano tornate di moda. A Woodland Hills, un distretto di Los Angeles, un uomo che vendeva falsi d’arte in tv è stato condannato a cinque anni di carcere, con l’accusa di aver raggirato clienti per 20 milioni di dollari.
Con la sua organizzazione, la Fine Art Treasures Gallery, James Mobley, 63enne, si procurava falsi Picasso, Dalì, Chagall e molti altri maestri, che vendeva durante le trasmissioni notturne di venerdì e sabato su DirecTV e The Dish Network. Per sostenere la truffa, erano anche stati forgiati falsi certificati di autenticità, che raccontavano di inesistenti passaggi di proprietà.
La notizia è stata diramata dall’FBI, che adesso ha il compito di avvertire più di diecimila clienti raggirati.

Un gallerista e mercante d’arte statunitense, di nome Lawrence Salander, è stato condannato da 6 a 18 anni di prigione, per una frode che ammonta a 120 milioni di dollari e che ha colpito circa trenta dei suoi clienti. Tra questi vi sono celebri nomi come Robert De Niro (attraverso l’agenzia del padre), John McEnroe e altri collezionisti.
Qual è stato il reato di cui Salander si è macchiato? Semplice, vendeva quadri che non li appartenevano, intascandone in toto i ricavi. Pezzi di Picasso, Monet, Cézanne, che gli fruttavano una fortuna da reinvestire nelle sue passioni personali, come lo stadio da baseball privato che si era fatto costruire vicino casa.
Via The New York Times.