Vi ricordate di Olek, l’artista polacca che lavora con l’uncinetto? Prima di Natale, l’eccentrica artista urbana si è decisa a portare un po’ di movimento nella zona di Wall Street. Il mitico toro in bronzo che da oltre 21 anni campeggiava nella piazza di fronte alla borsa americana (Bowling Green Park), ha deciso di indossare un maglioncino, anzi una vera e propria tuta! Il Charging Bull, meglio conosciuto come Wall Street Bull è un’opera che lo scultore italo-americano Arturo Di Modica, piazzò illegalmente nella zona ed in seguito venne comprata dall’amministrazione della Grande Mela.
In meno di quattro ore il toro è stato ricoperto di filati color porpora, magenta, verde acqua marina e nero. Una volta completato il pezzo sul profilo Facebook di Crocheted Olek è apparso un aggiornamento di stato: “Happy Bullish…”, che si traduce come “Buoni Rialzi…”
La bravata è stata rapidamente rimossa da un custode del parco armato di forbici e forse anche Olek (con la lacrimuccia agli occhi) non si è opposta, per evitare possibili conseguenze legali. Ma è stato un vero peccato, perché chissà come sarebbe apparso il toro in contrasto con il bianco della città sommersa dalla neve di questi giorni.
Olek colpisce ancora e fa il cappotto al toro di Wall Street



Questa mostra farà sicuramente piacere alle Pink Girls e a chi segue i loro post sull’arte della maglia e dell’uncinetto, anche perché il progetto ha coinvolto il Knit Café della Triennale che loro stesse avevano segnalato tempo fa.
Triennale Design Museum presenta dal 24 febbraio al 29 marzo “Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa”, una mostra che si propone come punto di riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e della società, e al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi.
Il tutto nasce dall’esperienza condotta negli ultimi due anni dal gruppo do-knit-yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) che insieme alla Triennale hanno fondato l’appuntamento settimanale del già citato Knit Café, che ha visto la partecipazione di molti appassionati del lavoro a maglia. Attraverso questo luogo i knitters si sono incontrati, hanno allacciato nuove relazioni, hanno realizzato piccoli progetti e soprattutto hanno partecipato alla realizzazione del Family Dress, un grande lavoro che consiste in un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con piccoli pezzi tutti diversi per forma, materiale, tecnica di lavoro, colore e che è diventato simbolo del Knitting Made in Italy.
Questo ha portato ad una riflessione più ampia dove arte, design e creatività di massa potessere intrecciarsi e che è sfociata nella mostra.
Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa - Triennale Design Museum - Milano



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Ancora un esempio di crochet art, l’arte dell’uncinetto espressa come tradizione femminile, che negli ultimi anni ha avuto un revival globale. Tra le artiste che si cimentano con il lavoro manuale, la portoghese Joana Vasconcelos e’ una delle piu’ eclettiche e riesce a creare dei pizzi di cotone di grandi dimensioni che disegnano diverse forme di scultura. Il merletto per l’artista non viene vissuto infatti come materiale, ma come disegno.
Il pizzo sta avendo un grande momento di fortuna anche nella moda, cosa che rende le opere della Vasconcelos attuali ma tradizionali allo stesso tempo. Il pizzo ricorda i centrini delle nonne, qualcosa che sa di familiare, ma anche di vecchio e kitsch. Utilizzandolo come disegno o come installazione che vive lo spazio come fosse un’opera di architettura, l’artista aggiunge un elemento di contemporaneita’.
Continua a leggere: Joana Vasconcelos, la crochet art come disegno
Come molti artisti in questo momento, Sarah Illenberger riproduce il senso macabro che piace nell’arte contemporanea, ma a differenza dei suoi colleghi crea lavori morbidi e caldi.
Il suo cervello, il suo cuore, e il suo intestino non grondano sangue, non pulsano, sono realizzati in maglia mohair che al limite può dare fastidio per via dei pelucchi che lascia ovunque.
Amante dei ferri e originale art director che lavora per diverse riviste di moda, l’artista non è sfuggita alle Pink Lady.
A proposito di lavori a maglia, ecco un progetto bellissimo realizzato da Esmé Valk nel 2000. Le televisioni rivestite in lana, riproducono le immagini di programmi televisivi mandati in onda di notte: Oprah Winfrey, una televendita e un film porno (per l’Italia io aggiungerei anche quella di una cartomante).
Il titolo del lavoro “Are you lonesome tonight?”, fa riferimento ad un fatto di cronaca, da cui l’artista ha tratto ispirazione. Descrive la situazione di un uomo, la cui cassetta delle lettere stracolma di posta non letta è rimasta così per molto tempo perché nessun vicino sapeva che in quella casa abitava qualcuno, dato che l’uomo non usciva mai di casa e teneva le serrande chiuse. Quando le autorità sono entrate nella casa (suppongo per l’odore) hanno trovato il corpo decomposto dell’inquilino seduto su di una sedia. Sulle ginocchia aveva una guida della tv aperta, la cui data faceva riferimento all’anno prima.
Non si può neanche dire meglio soli che male accompagnati.
Via | Valentina Tanni
Il cucito, i lavori a maglia o ad uncinetto, sono stati strumenti attraverso i quali molte artiste hanno creato lavori per esprimere un messaggio e la loro arte.
Mi sembra di notare che l’interesse verso questi strumenti stia assumendo forme sempre più raffinate e originali. Quasi irriconoscibili i mondi microbiologici all’uncinetto di Emily Barletta, molto più esplicite le carcasse di animali da macello di Tamara Kostianovsky.
Il soggetto è chiaro ma la cosa interessante è il materiale con il quale sono creati questi lavori, ovvero patchwork di abiti usati dalla stessa artista. La serie di “Actus Reus” è particolarmente provocatoria e nell’allestimento della mostra alla Black and White Gallery di New York anche grottesca. Gli animali sono appesi a dei ganci nelle sale della galleria, come fossero in un macello. In altri lavori l’immagine è meno violenta, ma in generale le opere realizzate dall’artista comportano l’uso di elementi corporali. Qui i vestiti in altri lavori i suoi capelli.
Continua a leggere: Patchwork di abiti usati per le carcasse di Tamara Kostianovsky

Esperta di fiber arts, Emily Barletta è un artista di Brooklin, che con l’ uncinetto realizza riproduzioni di mondi microbiologici, organi, vene, sangue e batteri. I colori sgargianti e le textures luminose però, non cedono il passo al senso del macabro e al primo sguardo, fanno sembrare le opere dei curiosi elementi vegetali o sottomarini.
Naturalmente inserita nel variopinto filone delle arti trasversali, che tanto successo hanno avuto negli ultimi anni, Emily è ben distante dai rudimenti di ricamo appresi nella sua infanzia. Il bello dell’uncinetto-crochet è l’estendersi del lavoro a macchia d’olio senza nessuno schema di riferimento. Una casualità che certo non annoia e mi piace molto la sua idea del non-planning. Lei lavora fili e decorazioni secondo l’istinto e l’umore, li ripone, e solo in un secondo tempo li assembla. A questo punto, dopo mesi o addirittura anni, il lavoro è finito e non si può tornare indietro.

Chiude il 29 Aprile prossimo Crossing Wonderland, la personale allestita nella Galleria Deschler di Berlino della cilena Patricia Waller, l’artista dell’uncinetto.
Già, uncinetto: però non si tratta di centrini, tendine e copriletti fatti a mano da una nonnina paziente bensì di una serie di “sculture” di filo dotate di un forte senso dello humour, soprattutto humour nero.
È un uncinetto spesso macabro e sempre ironico quello di Patricia Waller, che si diverte a strapazzare il mondo delle favole o semplicemente ad interpretare - con una buona dose di cinismo e di realismo - recondite paure e tabù molto comuni.
“Accidents”, “Twins”, “How to kill you first love”, “Handycap” mettono a dura prova gli animi più sensibili (e benpensanti), mentre lavori come “Eat Art” (nella foto: bistecca e patate all’uncinetto) raccontano la quotidianità della vità tirandone fuori il lato surreale e ridicolo. Buona parte dei suoi lavori sono visibili sul sito dell’artista, mentre sono disponibili le immagini delle opere più recenti sul sito della Galleria.