
Prende il via venerdì 21 maggio 2010 (h 18:30) a Viareggio, negli spazi del Laboratorio 21, Slam! Arte urbana in laboratorio. Una ‘jam session’ di tre giorni, dedicata a pittura, disegno, installazione, video e poesia. Etnik, Massimo Pasca, Skivo, Emanuele Kabu, Oma, Teo Moneyless, Zed1 e Studio Superficie, otto autori tra writing, street art, illustrazione e design. L’ambiente è quello di un laboratorio di scultura e scenografia, che per l’occasione si trasforma in galleria e palcoscenico.
La mostra è una collettiva di artisti selezionati a partire dal loro rapporto con la città. Autori che hanno vissuto sulla propria pelle il quotidiano senso di disorientamento e perdita d’identità che attraversa l’ambiente urbano ed anche da quello hanno tratto ispirazione. La città non è quindi solo un concetto in negativo, in contrapposizione alla natura. Cemento è anche pane e lavoro, è ricerca dell’aria densa, piena di respiri, battiti e informazioni della città.
A volte spostati, spaesati, “streetolati”, ma capaci ancora di affondare le proprie radici sotto il pesante strato dell’asfalto. Gli autori in mostra presentano linguaggi, tecniche e stili in molti casi nati per strada ed adattatisi poi ad innumerevoli occasioni creative. La tecnica del singolo artista si evolve, ma conserva traccia degli spunti iniziali. Il gusto particolare ed esclusivo per la forma, la pura tecnica decorativa si incarnano nei contenuti.
Ne nasce spesso un linguaggio scevro, una narrazione frammentaria e proprio per questo interessante. Bagliori intrisi di lirismo, perché pur sempre la strada è poesia ed ogni lavoro segue il ‘ritmo culturale’ del singolo e ne evidenzia i suoi legami e le sue relazioni con le comunità. L’arte urbana contribuisce a pieno titolo a stimolare la visione contemporanea e con questa mostra la Versilia torna ad essere punto d’incontro e crocevia d’esperienze.
Slam! - Arte urbana in Laboratorio





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Forse alcuni di voi la conosceranno per Romephotoblog. Jessica Stewart è una fotografa del Massachussets che dal 2005 vive a Roma. Documentando la bellezza e la complessità del paesaggio urbano della capitale, si è spesso imbattuttuta in opere di street art, lentamente innamorandosene.
Una mostra, che apre i battenti venerdì 19 Marzo presso la wine-gallery Laboratorio 51 in San Lorenzo (via degli Ausoni, 47), presenta al pubblico 10 scatti selezionati in un anno di street art hunting. JB Rock, C 215, Omino 71 e Mr Klevra, Lucamaleonte, Hogre, Urka, Zilda, Uno, Curt (The StickHeads), ciascun artista ha preparato un lavoro originale da affiancare alle fotografie.
La mostra, curata dalla Stewart e da Elsewhere Factory, prosegue fino al 26 Marzo. Ci porta in giro per le strade al Pigneto, Monti, Ostiense, Trastevere, San Lorenzo, Piazza Flaminia, dove sono stati immortalati i pezzi che ognuno ha voluto regalare alla città di Roma.

Se state a Roma forse vi sarà capitato di imbattervi nei suoi lavori per strada. Poster, sticker, stencil ed il protagonista è sempre lui, il celebre bambino volto testimonial della Kinder, che con il suo sorrisone ha accompagnato molti momenti dolci e felici nelle vite dei bambini nati negli anni’80.
Nel 1981, in Russia è nato anche Uno. Primogenito di una famiglia di antichi tipografi moscoviti di origine italiana, all’età di 14 anni si è trasferito in Germania con la famiglia e partecipando ad un provino per una pubblicità, ha conosciuto Günter Euringer, il volto delle barrette Kinder. Folgorato da quella visione Uno si è appassionato al situazionismo e si è dedicato alla street art, riproponendo in maniera quasi ossessiva il personaggio del bambino kinder.
Un’iconografia ripetitiva che non veicola nessun particolare messaggio, ma parla dell’effimero, dell’invasione del nonsense nel panorama urbano, sotto forma di un personaggio già carico di significato, ma non per questo meno capace di assumersi una serie di stati d’animo e di comunicare il proprio stupore, il proprio delirio, il proprio sconcerto di fronte a situazioni paradossali e stravaganti. Uno è lì, si occupa di “ogni cosa che abbia a che fare con la carta e la sua manipolazione, con la strada e l’effimero, con il perenne e incessante bisogno di vagare di notte bruciati dal fuoco”.