E’ dedicata al rapporto tra arte ed economia la mostra “Arte, prezzo e valore - Arte contemporanea e mercato“, dal 14 novembre al CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze.
Si parla sempre di più del mercato dell’arte gonfiato e prossimo alla bolla (che stenta ad arrivare per molti, che è già tra noi per altri), con prezzi d’asta stellari e opere commerciali fatte per scandalizzare e finire nelle riviste; con troppe biennali, festival, fiere e manifestazioni. La mostra analizza il fenomeno, che per quanto riguarda l’arte contemporanea non ha precedenti, e il sistema di produzione che è radicalmente cambiato negli ultimi vent’anni. Un mercato che richiede idee e opere nuove in continuazione, velocità di esecuzione, arte emozionale, per catturare l’attenzione di un pubblico abituato alla spettacolarizzazione.
L’esibizione raccoglie 22 artisti, tra i quali due degli autori colpevoli/vittime di questo sistema come Damien Hirst e Takashi Murakami, affiancati da Luchezar Boyadjiev, Marco Brambilla, Marc Bijl, Fabio Cifariello Ciardi, Claude Closky, Denis Darzacq, Eva Grubinger, Pablo Helguera, Bethan Huws, Christian Jankowski, Michael Landy, Atelier van Lieshout, Thomas Locher, Aernout Mik, Antoni Muntadas, Josh On, Dan Perjovschi, Wilfredo Prieto, Cesare Pietroiusti.
Fino all’11 gennaio 2009.
Arte, prezzo e valore. Arte contemporanea e mercato - CCCS - Firenze



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Mike & Maaike sono i creatori di questa bellissima collezione di “gioielli rubati”. La coppia di artisti esplora attraverso l’opera due temi molto interessanti e attuali: da un lato il rapporto ambivalente tangibile vs virtuale; dall’altro quello tra valore percepito e valore reale dell’oggetto.
Ecco come hanno operato per realizzare questa inusuale collezione:
Fase 1. una ricerca sui gioielli più famosi e costosi del mondo, realizzata attraverso Google Image.
Fase 2. ingrandire a grandezza naturale le immagini e sgranarle per ottenenere un effetto “pixel” molto luminoso.
Fase 3. stampare le immagini così ottenute su pelle e ritagliarle accuratamente.
E così che colier, spille, orecchini impreziositi di diamanti, zeffiri e rubini grossi come cipolle e realizzati per la ristrettissima cerchia di vecchi nobili e nuovi miliardari, vengono improvvisamente sottratti al feticcio voyeristico sia del web che delle vetrine di Cartier per diventare oggetti quotidiani, indossabili, potenzialmente alla portata di chiunque. Senza perdere nulla del loro fascino, falsi forse più “veri” dei loro inestimabili originali: ma questo è un giudizio personale…
Via Mocoloco