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Tutti gli articoli con tag vincent van gogh

Dipingere la luce. A Palazzo Strozzi mostra sull'impressionismo

pubblicato da margherita

Ponte ad Hampton Court - 1874 - Alfred Sisley - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/Cologne

In un periodo in cui in Italia si sta celebrando con Giovanni Fattori la pittura dell’Ottocento, è arrivata a Palazzo Strozzi di Firenze, “Impressionismo. Dipingere la luce. Le Tecniche nascoste di Monet, Renoir e Van Gogh“, una mostra diversa che si concentra sull’analisi delle tecniche pittoriche di impressionisti e postimpressionisti, svelando i segreti dei più celebri dipinti del movimento.

La mostra interattiva offre al pubblico l’occasione non solo di osservare i 60 dipinti che provengono dalla collezione dal Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud di Colonia, ma anche di diventare esperto e indagare l’originalità delle opere in mostra, attraverso l’utilizzo di microscopi ad alta potenza, sotto luce infrarossa e ultravioletta. Invitandolo inoltre a porsi, per ogni lavoro, delle domande (spontaneità dell’opera, compiutezza dell’opera, reale esecuzione all’aria aperta).

Gli impressionisti furono rivoluzionari non solo per lo stile pittorico introdotto, fatto di pennellate sicure e rapide ma anche per la tecnica adottata. Grazie alle innovazioni e alle ricerche compiute, gli artisti cominciarono a dipingere all’aperto, usufruendo di una libertà senza precedenti. Da qui l’interesse per la luce e gli effetti sulla pittura, con conseguenze di maggiori difficoltà per gli esperti per individuarne l’autenticità, la spontaneità, rimanendo spesso delle opere enigmatiche o di difficile attribuzione. I critici si sono trovati spesso in disaccordo con quanto affermato dagli artisti. A questo proposito, il percorso culmina nella scoperta che un dipinto appartenente alla collezione tedesca, a lungo ritenuto un Monet, è in realtà un falso dello stesso periodo.

La mostra si può visitare fino al 28 settembre.

Impressionismo: dipingere la luce - Palazzo Strozzi - Firenze
Il mare a Saint Palais -1892 - Armande Guillaumin - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ Cologne Bambina fra le rose - 1881 - Berthe Morisot - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ CologneFattoria a Bazincourt - 1884 - Camille Pisarro - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ Cologne

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Ritrovato in Grecia un presunto taccuino di Van Gogh

pubblicato da contemporanea


Arriva da Exibart la notizia del ritrovamento in Grecia di un taccuino di schizzi che potrebbe essere appartenuto a Vincent Van Gogh. A scoprirlo in un cassetto, dopo la morte del padre, la scrittrice greca Doreta Peppa la quale ha raccontato come suo padre, militante antinazista, lo avrebbe ritrovato su un treno tedesco.

Le circa sessanta pagine del taccuino raccolgono schizzi e disegni i cui tratti somigliano molto a quelli di alcuni dei dipinti più noti del pittore olandese ma spetterà al Van Gogh Museum di Amsterdam stabilire l’autenticità dell’oggetto. Casi del genere sono frequenti ma stavolta le circostanze del ritrovamento mi sembrano un po’ inverosimili. Voi che ne pensate?

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Caro Emile ti scrivo, firmato Vincent. Alla Morgan Library le lettere di Van Gogh

pubblicato da odraode


Alla Morgan Library di New York, hanno organizzato una mostra rara.
Con “Painted with words”, infatti, vengono esposte venti lettere di Vincent Van Gogh indirizzate a Emile Bernard, suo discepolo ed amico fraterno, che non si vedevano in una mostra da circa settanta anni.

Certo, i testi delle missive di Van Gogh sono stati già abbondantemente pubblicati più o meno in tutte le lingue, molto è stato anche detto sullo stile della sua scrittura, ma il valore aggiunto nel vedere le lettere originali sta negli splendidi disegni a margine con cui il grande maestro olandese descriveva al suo “allievo” gli ultimi quadri realizzati.
A rendere ancora più ricca la mostra ci sono una ventina di quadri, di Bernard e di Van Gogh, che hanno a che fare con i temi trattati nelle lettere.

In questa pagina del sito della Morgan sono pubblicate sette delle venti lettere esposte di cui potete vedere un piccolo assaggio nella nostra galleria di immagini.

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L'influenza di Van Gogh

pubblicato da odraode


La Neue Galerie è situata nel famoso Museum Mile nell’east side di Manhattan. Non è così nota come alcuni dei suoi vicini (Metropolitan Museum of Art, Guggenheim Museum, Frick Collection), ma si distingue per l’alta qualità delle sue esposizioni.
La sua missione dichiarata è quella di divulgare l’arte austriaca e tedesca.

In programma fino al 2 luglio, c’è l’eccezionale “Van Gogh and expressionism” con prestiti dai maggiori musei del mondo. L’esposizione vuole studiare per la prima volta l’influenza che il geniale artista olandese ebbe sulla generazione degli espressionisti.

Klimt, Schiele, Kirchner, Schmidt-Rottluff, Pechstein, Dix e gli altri, guardarono le tele di Van Gogh a Dresda, Monaco, Berlino e Vienna e, a differenza dei Fauves che ne diedero un’interpretazione gioiosa e in un certo senso formale, lessero in chiave intensamente drammatica le tensioni cromatiche di Van Gogh, arrivando a volte ad una similitudine anche tematica.

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