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Tutti gli articoli con tag vincenzo agnetti

GUARDAMI. A Lugano.

pubblicato da Elisa

Lugano:

Il prosimo 24 ottobre aprirà al Museo Cantonale d’Arte la mostra “Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte 1969-2009″, una collettiva che comprende 80 opere di oltre 40 artisti che hanno lavorato e lavorano sulla rappresentazione del volto nella loro pratica artistica.

L’intento della mostra è quello di approfondire e indagare l’idea secondo la quale il volto umano è espressione e indice di identità. Quarant’anni di storia dell’arte, quarant’anni di costruizione (e decostruzione) del volto: volto come ritratto, ma soprattutto come interfaccia tra sé e gli altri, tra sé e il mondo.

Gli artisti selezionati sono molti e le opere sicuramente interessanti e appartenenti a diverse discipline. Qualche esempio: i video di Marina Abramovic e di Vito Acconci, le fotografie di Laurie Anderson e Roni Horn, i disegni di Urs Lüthi, i dipinti di Andy Warhol e Gilbert&George, o ancora Giuseppe Penone, Bruce Nauman, Gino De Dominicis, Vincenzo Agnetti. Ce n’è per tutti i gusti, fino al 21 febbraio.

Lugano:
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Vincenzo Agnetti e l'arte concettuale

pubblicato da Valentina

Apocalisse di Vincenzo AgnettiVincenzo Agnetti è uno dei maggiori esponenti dell’arte concettuale italiana. Scrittore, giornalista, critico d’arte, pittore: sicuramente un uomo dai tanti interessi. Non si può restare indifferenti davanti alle sue opere sempre ricche di significati.

Tra i concetti più originali che l’artista sviluppa c’è l’idea del dimenticare: risale al 1969, infatti il suo “Libro dimenticato a memoria” un’opera costituita dall’immagine di un libro a cui l’artista ha ritagliato la parte scritta delle pagine.

Spesso i titoli e le frasi che accompagnano le sue opere sono veri e propri ossimori che stuzzicano la riflessione. Ne sono alcuni esempi: “L’idea ferma diventa oggetto fine a se stesso” frase riportata nella sua opera “Assioma” del 1972; oppure “I numeri finiscono dove inizia il tempo” riportata in “Tempus mentis” del 1970-71.

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