
Durante l’intero mese di luglio Berlino ospita Urban Affairs extended, una kermesse internazionale di street e urban artist, giunta alla sua seconda edizione. La location è frutto della riappriopriazione di uno spazio cittadino, una grande piscina di oltre 2000 mq (stattbad) .
Molto carino e già di per sé una piccola opera d’arte il sito di Urban Affairs, che permette di dipingere di bianco le schermate di background simulando una bomboletta spray. Qui troverete ogni informazione sull’allestimento, come l’interessante progetto Graffiti Wall, un muro di 200×100 cm con un Display Multitouch di 180 cm. Si tratta di un’installazione interattiva che permette ad uno o più utenti di disegnare e dipingere graffiti di ogni tipo su un muro di cemento virtuale. Gli strumenti ci sono tutti: spray, rulli, pennelli, permanent marker. A reperire qualsiasi tonalità di colore non ci sono naturalmente problemi. Infine una comoda capture tool registra i progressi dei lavori dei visitatori e restituisce in tempo reale un album documentario di questa ‘murata collettiva’.
Gli artisti invitati sono:1010 / Alias /Anton Unai / Ddg / El Bocho / Emess / Massmix / Mean Marek / Mymonsters / Neon/ Noel / Nomad / Neromonga / Sam Crew / Sp38 / Tika / Vectorian/ Wow The Dead /Zonekinder. Il programma prevede eventi collaterali alla mostra, come Secret Wars Art Live Contest (11/12 luglio), Video Screenings, il Muralismo Morte Workshop e molto altro fino al Finissage Party del 31 luglio.

Sono appena rientrata da Città del Messico e non poteva mancare per i lettori di Artsblog un reportage sulle attività che mi hanno tenuto impegnata nel corso di questa intensa settimana messicana. Prima fra tutte il VII Incontro Internazionale sulla Rivitalizzazione dei Centri Storici (27-28-29 ottobre 2008), organizzato dall’ INAH dal Centro Culturale di Spagna in collaborazione con diverse istituzioni messicane e italiane, tra cui è doveroso ricordare l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata Italiana: abbiamo avuto l’occasione di partecipare come relatori insieme a Salvatore Iaconesi.
A seguire un reportage il più possibile dettagliato di questo congresso internazionale che ha affrontato in modo ampio e trasversale un tema attualissimo: “l’architettura di oggi tra la città storica e quella attuale”, riportandone il sottotitolo. A confrontarsi nei tre giorni nomi cruciali dell’architettura messicana, latino-americana, spagnola e italiana, tra cui Guillermo Vázquez de Consuegra (Spagna), Teodoro González de León (Messico), Felipe Leal (Messico), Mario Coyula (Cuba), Maria Elisa Costa (Brasile), Augusto Quijano (México) e un freschissimo e sorprendente Carlo Aymonino, figura centrale del neorealismo architettonico italiano, che ha innalzato il livello e la partecipazione generali dell’incontro.
Una piccola curiosità: con la nostra “architettura rel:attiva” eravamo gli unici “infiltrati”, passatemi il termine, non architetti e l’incontro-dibattito in questo contesto è stato senz’altro di reciproco stimolo. Un’esperienza notevole e molto costruttiva.
Si inaugura oggi “AVATAR_Un’esperienza nel mondo virtuale“, la mostra interattiva virtuale ideata e realizzata dal Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento che la ospiterà fino all’11 gennaio 2009, in collaborazione con Virtual Italian Parks. Ma partiamo dalla definizione: cos’è un avatar? La parola originariamente in sanscrito (”Avatara“, sing, masch.) indica, nella cultura brahmanica, l’incarnazione corporea della divinità induista Visnù: nella cultura occidentale lo conosciamo tutti come la nostra rappresentazione (forse sarebbe più corretto usare il plurale, visto che di avatar ne possiamo possedere, come spesso accade, ben più di uno…) nei mondi virtuali.
A partire da questa definizione, la mostra esplora in modo innovativo i nuovi mondi virtuali che si stanno sviluppando in internet dal punto di vista psicologico, sociologico e antropologico. Il percorso espositivo propone un’esperienza del tutto singolare: i visitatori, all’interno di postazioni hi-tech, sono infatti chiamati ad impersonare alter ego digitali creati per l’occasione. Gli ambienti tridimensionali, dove ognuno è libero di comunicare con gli altri e di aggregarsi per visitare la mostra, ospitano testi, immagini, video e giochi interattivi che guidano i visitatori alla scoperta critica degli aspetti più salienti dei mondi virtuali online. Con un obbiettivo prioritario per i curatori: avvicinare anche i profani di internet all’esperienza virtuale. La mostra si rivolge infatti anche a bambini a partire dagli otto anni
Per approfondire le tematiche trattate - la socialità, l’identità, la comunità, l’economia e le leggi dei mondi virtuali - il museo si è inoltre avvalso della consulenza di un comitato scientifico presieduto dal “guru” dei mondi virtuali, Mario Gerosa. Un ultima particolarità: le installazioni sono state realizzata con una tecnologia tutta italiana, la piattaforma Web3D/ Mondi Virtuali di nuova generazione “Moondus”.
[nel video un piccolo trailer di 30” sulla mostra]

Mike & Maaike sono i creatori di questa bellissima collezione di “gioielli rubati”. La coppia di artisti esplora attraverso l’opera due temi molto interessanti e attuali: da un lato il rapporto ambivalente tangibile vs virtuale; dall’altro quello tra valore percepito e valore reale dell’oggetto.
Ecco come hanno operato per realizzare questa inusuale collezione:
Fase 1. una ricerca sui gioielli più famosi e costosi del mondo, realizzata attraverso Google Image.
Fase 2. ingrandire a grandezza naturale le immagini e sgranarle per ottenenere un effetto “pixel” molto luminoso.
Fase 3. stampare le immagini così ottenute su pelle e ritagliarle accuratamente.
E così che colier, spille, orecchini impreziositi di diamanti, zeffiri e rubini grossi come cipolle e realizzati per la ristrettissima cerchia di vecchi nobili e nuovi miliardari, vengono improvvisamente sottratti al feticcio voyeristico sia del web che delle vetrine di Cartier per diventare oggetti quotidiani, indossabili, potenzialmente alla portata di chiunque. Senza perdere nulla del loro fascino, falsi forse più “veri” dei loro inestimabili originali: ma questo è un giudizio personale…
Via Mocoloco