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Tutti gli articoli con tag vittorio sgarbi

Scuderie del Quirinale: Tintoretto un ribelle nella Venezia del ‘500.

pubblicato da Eleonora Santonocito

Tintoretto, autoritratto Louvre Alle Scuderie del Quirinale ieri si aperta la mostra sul pittore cinquecentesco Tintoretto, curata da Vittorio Sgarbi. L’allestimento ruota intorno a tre tematiche: mitologico, religioso e ritrattistica e non mancano i grandi capolavori commissionati dalla Scuola Grande di San Rocco di Venezia. Non mi sorprende sapere che l’ultima mostra dedicatagli sia stata realizzata ottant’anni fa, ma per fortuna il nostro secolo riapre l’attenzione sul pittore.

Il “maestro della luce” non ha goduto di grande fortuna nel novecento. E basterà leggere qualche pagina del Viatico del critico Roberto Longhi per capirne la ragione. Paragonato all’istituzionale Tiziano, le sue tele apparivano per gli accademici carenti nella tecnica del disegno, troppo audaci nell’utilizzo del colore e prive di leggi prospettiche, da praticone insomma. In aiuto potrebbe venirci il filosofo Sarte, più che la Mazzucco (come nella mostra). Egli spiega la sfortuna del “ribelle” Tintoretto in chiave esistenzialista. Scopriremo attraverso la sua visuale contemporanea, che egli rispondeva solo ai bisogni del proprio stato interiore (speriamo che gli artisti così siano tanti), determinato dalla spazio che viveva, cioè Venezia. Non la Venezia istituzionale dei fasti, del doge e delle feste per aristocratici, ma quella di un uomo in lotta con la società. Tintoretto è Venezia ed è stato anche un pittore coraggioso.

Volete poi far arrabbiare i prof di arte contemporanea? Accostatelo, come Sartre, allo scultore Giacometti. Provare per credere.

Foto | Scuderie Quirinale Autoritratto 1857 Louvre - Parigi

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Sabato 27 agosto al Museo del Paesaggio con Sgarbi

pubblicato da Barbara

Sabato 27 agosto 2011 a Verbania, in via Ruga al Museo del Paesaggio, visita guidata da Vittorio Sgarbi a tema il paesaggio; la visita speciale rientra nella rosa di eventi compresi nella rassegna Teatrocultura Verbania.

Fondato più di un secolo fa da Antonio Massara, il Museo del Paesaggio, che tra l’altro ha un bellissimo giardino con un roseto magnifico, si pone come strumento di valorizzazione del territorio del Lago Maggiore e delle sue valli circostanti, con le sue tradizioni e le espressioni artistiche.

Qui si trovano collezioni di pittura (questa era una delle zone preferite della scuola lombarda di paesaggio), scultura, archeologia e religiosità popolare (con una raccolta di ex-voto dipinti e santini), elementi che costituiscono un dialogo continuo con l’ambiente e la cultura di questi luoghi, che attraverso il museo vengono anche tutelati. Attivo anche sul piano editoriale, il Museo del Paesaggio ha pubblicato diversi “quaderni”, tra cui quello sulle Cappelle devozionali dell’Ossola, quello sulle incisioni rupestri preistoriche e quello sugli Affreschi del Quattrocento nel Verbano.

Foto | LakeTheMagazine

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Padiglione Italia nel Mondo - Barcellona

pubblicato da Lorenzo Mazza

Lasciamo per un attimo da parte le polemiche che hanno accompagnato l’apertura del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia e vediamo di capire come si sviluppa il Padiglione Italia nel Mondo. La piattaforma internazionale dedicata all’arte contemporanea italiana nel mondo, è stata voluta sempre dallo stesso Vittorio Sgarbi, nel 150esimo anniversario del nostro paese. Si tratta di un progetto del MAE - Ministero degli Affari Esteri, in cui gli 89 Istituti Italiani di Cultura nel mondo ospitano altrettante mostre di artisti italiani che operano in quei contesti.

Nel video che vedete qui sopra, realizzato da Michele Bajona e Federico Ferrario per l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, i protagonisti sono Antonio Violano (scultura), TVBOY (street art), Daniel Arvizu (fotografia e video), Benedetta Tagliabue (architettura).

Interessante mi sembra soprattutto il taglio documentaristico che gli autori hanno scelto. Il video, seppur nella sua brevità, chiama in causa molti fattori: il rapporto individuale con la produttività artistica, lo spazio e i materiali con cui gli artisti operano, la dimensione creativa in cui ciascuno si immerge.

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Biennale di Venezia 2011: all'alba della vernice, le polemiche su Vittorio Sgarbi

pubblicato da Barbara

La 54ma edizione della Biennale di Venezia aprirà al pubblico il prossimo sabato 4 giugno al Padiglione Centrale, ai Giardini e all’Arsenale; la direzione è affidata alla critica e storica dell’arte svizzera Bice Curiger, considerata un po’ la degna prosecuzione del curatore Harald Szeemann, le cui biennali nel tempo sono tanto piaciute.

Il titolo della mostra è ILLUMInazioni-ILLUMInations, per sottolineare l’esperienza di “luce” che viene a crearsi nell’incontro con l’arte. Sono ottantanove i padiglioni nazionali, più ottantatre artisti invitati da tutto il mondo, ma già ha fatto parlare di sè quello italico, curato da Vittorio Sgarbi. Che, nel walzer di abbandoni e ritorni e colpi di scena annessi, ha suscitato un bel polverone a detta di chi pensa che nella sue “selezione” ci sia stata ben poca considerazione per la qualità degli artisti, scelti pare con criterio eccessivamente democratico.

Scelte fatte da intellettuali più o meno noti ai più, e quindi stando ai detrattori, compiute secondo soggettive preferenze; si dice che tutto questo sia dovuto al disprezzo di Sgarbi per il contemporaneo, comunque il vernissage è domani e prosegue il 2 e il 3 giugno. E mentre staremo tutti lì a chiederci se veramente è nato qualcosa di nuovo, vedremo a breve come si difende il Padiglione Italia. Di sicuro si sta già facendo una bella pubblicità.

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'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi

pubblicato da Lorenzo Mazza

Presentando per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi una mostra che prende spunto dalla vicenda artistica del Caravaggio, c’è una premessa che mi sento di poter fare. È vero, noi italiani ci dimentichiamo facilmente dei nostri “tesori”, degli uomini che hanno fatto grande il nostro paese. Ma è altrettanto vero che, quando li riscopriamo, un po’ per una competizione tutta interna allo Stivale (dicesi campanilismo), un po’ per spirito di emulazione e di marketing, un po’ perché siamo il paese della creatività, riusciamo a colmare in poco tempo profonde lacune.

Dal 2008 ad oggi, grazie ad un ritorno allo studio e alla ricerca, a cui è seguito uno sforzo espositivo ingente e diffuso, siamo stati in grado di produrre nuova critica e nuova consapevolezza nel pubblico internazionale nei confronti del Caravaggio. Ecco perché non risulta ridondante, ma anzi completa un percorso di avvicinamento al pittore lombardo, la mostra Gli occhi di Caravaggio. Gli anni della formazione tra Venezia e Milano, al Museo Diocesano di Milano dall’11 marzo al 3 luglio 2011.

L’allestimento, curato da Vittorio Sgarbi, ripercorre le influenze sulla formazione artistica del Merisi, da Simone Peterzano ai maestri veneti e lombardi, ricostruendo il clima artistico tra Venezia e Milano negli ultimi due decenni del 1500. In mostra sessanta opere di Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Lorenzo Lotto, Jacopo da Bassano, Moretto da Brescia, Giovan Battista Moroni, Gerolamo Savoldo, Vincenzo e Antonio Campi, Giovanni Ambrogio Figino, insieme alla Murtola (la prima versione della Medusa conservata agli Uffizi) e la Flagellazione di Cristo del Caravaggio (dal Museo di Capodimonte di Napoli).

‘Gli occhi di Caravaggio’. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi
'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi

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Hieronymus Bosch a Venezia

pubblicato da Lorenzo Mazza


A Palazzo Grimani di Venezia, dopo Giorgione arriva Hieronymus Bosch, con tre straordinari dipinti. L’iniziativa, che verrà presentata domani in una conferenza stampa a casa di Vittorio Sgarbi, riporta alla luce, dal 19 dicembre 2010 al 20 marzo 2011, la Visione dell’Aldilà (1500 – 1503), il Trittico di santa Liberata (1505) e il Trittico degli eremiti (1510).

L’intento è quello di valorizzare le collezioni statali conservate a Venezia, città che Bosch frequentò tra il 1499 e il 1502. Le opere, che facevano parte della collezione del cardinale Domenico Grimani, tornano, per così dire, “al loro posto”.

Hieronymus Bosch a Venezia
Hieronymus Bosch a VeneziaHieronymus Bosch a VeneziaHieronymus Bosch a Venezia

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Lo Sbarco dei Mille, i Blob di Ghezzi e la Biennale diffusa: Sgarbi presenta il suo Padiglione Italia

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dopo molti rinvii arriva finalmente la conferenza stampa di presentazione del nuovo Padiglione Italia della prossima Biennale d’arte contemporanea di Venezia, che aprirà i battenti a giugno 2011. Come già annunciato nei mesi scorsi, il curatore sarà Vittorio Sgarbi, ma si avvarrà della collaborazione di 150 curatori doc. Il critico d’arte ferrarese dice scherzando di essere troppo più bravo degli altri e quindi si “limiterà” (ma con Sgarbi usare la parola limite può essere sempre fuori luogo) a costruire il frame, la macrostruttura.

Sì, perché si tratta sempre e comunque di allestire 6.000 mq di esposizione, seppur con un budget che il Vittorio nazionale considera ridotto (solo dal Mibac vorrebbe almeno 1,5 milioni di euro, contro gli 800 milaoffertigli). Dunque si comincia coinvolgendo nella curatela e nella partecipazione intellettuali e importanti uomini della cultura, Umberto Eco, Alberto Arbasino, Gianni Vattimo, Elisabetta Rasy, Paolo Mieli, Furio Colombo, Ferzan Ozpetek, Tahar Ben Jelloun ed Erica Jong.

Sarà una Biennale diffusa, con un collegamento diretto attraverso 100 monitor, con 27 mostre in altrettante città italiane e 89 allestimenti negli istituti italiani di cultura all’estero. Contento dunque Frattini ma anche Bondi che “schiaccia il tasto” dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Foto Giovanni Dall’Orto via Wikipedia

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Nelle Marche Sgarbi prepara le Meraviglie del Barocco

pubblicato da Lorenzo Mazza


Vittorio Sgarbi è il curatore di Meraviglie del Barocco nelle Marche, un grande percorso espositivo che si snoda nei saloni di Palazzo Servanzi Confidati, nella Pinacoteca e nella Chiesa della Misericordia a San Severino, in provincia di Macerata. La mostra aprirà i battenti dal 25 luglio al 12 dicembre prossimi, presentando 90 opere tra dipinti, sculture e oggetti in oro.

Tesori custoditi nel maceratese e nelle zone dei Monti Sibillini, tra San Severino, Camerino, Matelica e Fabriano. Commissionati da importanti famiglie patrizie romane, questi lavori sono una grande espressione del clima culturale sotto lo Stato Pontificio. Tardo-manieristi come Pomarancio e Andrea Lilli, caravaggeschi come Orazio Gentileschi, Giovanni Francesco Guerrieri, Valentin de Boulogne e Ribera, nonché classicisti del calibro di Guido Reni, Guercino, Sassoferrato, Paolo Marini.

Naturalmente, non poteva mancare anche il Bernini, in un allestimento ricco di eventi collaterali, che celebra un’epoca (il seicento) e un territorio, quelle Marche che si sviluppano tra collina e pianura, dove rocche, abbazie, palazzi rinascimentali e ville neoclassiche creano un paesaggio unico e inconfondibile.

Le Meraviglie del Barocco a San Severino nelle Marche
Le Meraviglie del Barocco a San Severino nelle MarcheLe Meraviglie del Barocco a San Severino nelle MarcheLe Meraviglie del Barocco a San Severino nelle MarcheLe Meraviglie del Barocco a San Severino nelle Marche

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Un libro a settimana: "Da che arte stai?" di Luca Beatrice

pubblicato da michele

Luca Beatrice - Da che arte stai Questa settimana voglio segnalarvi un libro uscito pochissimi giorni fa, “Da che arte stai?” di Luca Beatrice, che sicuramente è destinato a creare qualche polemica. A garantire che di questo saggio si discuterà, almeno nel mondo dell’arte, lo testimonia anche solo il fatto che Luca Beatrice, l’autore, è stato definito dal “Giornale dell’arte” il peggior critico del 2009, mentre Vittorio Sgarbi ha ribaltato il commento, definendolo il migliore. E sappiamo che le prese di posizione di Sgarbi non esigono compromessi.

Ma andiamo con ordine: Luca Beatrice è un critico d’arte (classe 1961) dall’incontestabile curriculum. Per chi non lo conoscesse, è uno dei critici che più si è occupato di arte contemporanea, e in particolare di artisti giovani che hanno operato negli ultimi anni. Ha curato il padiglione Italia alla Biennale di Venezia dello scorso anno, e altre numerose mostre; ha insegnato all’accademia di Brera, e il suo sito (qui), ci rivela che è “meta-assessore alla beatitudine al comune di Salemi”…

Ora è il momento di parlare del libro. L’ottica con cui Beatrice analizza gli ultimi trent’anni di storia dell’arte è sicuramente dettata da uno spirito revisionista: il critico, infatti, sposta il confine della nuova arte italiana dal ‘68 al 1979, anno in cui la Transavanguardia, coi suoi colori, cerca di superare il concettualismo fino a quel momento predominante. E a partire da questa intuizione, Beatrice ci spiega quali direzioni stia prendendo l’arte contemporanea.

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Sgarbi, Biennale 2011 e Maxxi

pubblicato da Lorenzo Mazza


La notizia è trapelata in serata. Farà molto piacere ad alcuni e ‘rivoltare le viscere’ ad altri. Noi ci limitiamo a darvela. Vittorio Sgarbi, noto presenzialista televisivo, ex Ministro della Cultura ed attuale sindaco di Salemi, è stato nominato curatore del Padiglione Italiano della Biennale 2011.

Gli artisti che rappresenteranno l’Italia nella 54ima edizione dell’evento d’arte più visitato nella penisola, saranno quindi scelti da Sgarbi, nominato da Sandro Bondi. Sempre al Vittorio nazionale è stato poi affidato l’incarico di vigilare sull’acquisto di nuove opere d’arte contemporanea per il nascente Maxxi.

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