
Un disegno al carboncino di Raffaello è stato venduto ieri per 47,5 milioni di dollari, battendo di misura ma senza ricorrere a cifre decimali il Matisse che deteneva il record per l’opera d’arte più costosa del 2009: una natura morta di primule battuta per 45,6 milioni di dollari.
Gli altri record di quest’anno sono stati un Warhol da 43 milioni, un Rembrandt da 43 e una sedia Decò da ben 28 milioni (era appartenuta a Yves Saint Laurent).
Si nota dalle cifre e dalle epoche di appartenenza dei lavori elencati come una certa tendenza al valorizzare più l’arte antica e moderna rispetto a quella del tutto contemporanea stia andando emergendo.

Chi non ricorda il radicale giudizio espresso da Paolo Villaggio, nei panni del ragioniere più famoso d’Italia (in Il secondo tragico Fantozzi del 1976), su La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenštejn?
Ecco, in questo asfissiante inizio d’agosto, mi sembra giunto il momento di dare spazio agli sfoghi fantozziani dei lettori di Arts. Non uso la stessa greve espressione impiegata nel film, ma il significato è proprio quello. Qual è l’opera d’arte più brutta della storia? Quella che vi hanno sempre propinato, in tutte le salse, come un capolavoro assoluto, ma che non avete mai potuto sopportare?
Coraggio, è giunto il momento di dirlo, anzi di gridarlo con quanto fiato avete in gola. Se non trovate la vostra “corazzata Potëmkin” tra le opere segnalate, indicatela pure nei commenti.
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Si può non impazzire per un artista che si fa chiamare Colin Colorful? Era dai tempi di Sandy dai Mille colori che non sentivo un nome d’arte così. La risposta è decisamente: si, soprattutto se si considera quale canale Colin Colorful (mi piace riscriverlo) ha scelto per la distribuzione - su scala mondiale - del suo ingegno.
Il suo ultimo lavoro consiste nell’invio, per ora, a 10 milioni di titolari di account email di varia natura e destinazione, di altrettante versioni di una serie post-warholiana di lattine di carne marcata Spam. Quella che ha dato il nome alla posta indesiderata. Non si può dire che non sia un successo.
Che chi lo ha già definito un “clone di Cattelan, al comando di un battaglione di Jackson Pollock digitali”. C’è anche chi, più semplicemente, lo ha denunciato. Fu vera arte? O fu solo finto spam?
Via | emailwire
Qualche anno fa un sondaggio commissionato dalla società inglese Gordon’s, che coinvolse circa 500 esperti, decretò che l’opera più rappresentativa del ‘900 era La fontana (ovvero il famoso orinatoio) di Duchamp. Nessun’altra opera avrebbe inciso tanto sulle tendenze artistiche del XX secolo. Fu così che la provocatoria opera del maestro francese ottenne il Premio Turner.
Così, mentre Courbet, con la sua Origine del mondo, e Manzoni, con la sua Merda d’artista, si contendono il titolo dell’opera più scandalosa dell’arte occidentale e Hirst e Cattelan quello di artista vivente più sopravvalutato, rilancio la sfida, indicando le stesse opere finaliste del sondaggio del 2004 (le foto sono tratte dal sito del Corriere della sera).
L’opera più rappresentativa del XX secolo
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