Come molti di voi sapranno, l’11 ottobre si è svolto in quasi tutta Europa il Freedom Not Fear, una giornata dedicata ai emi del sempre crescente controllo sulle identità, sui dati e sulla privacy operato da governi e gestori di servizi. Quello che forse non sapete è che a manifestare le loro perplessità e il loro disagio verso il “soft control” a opera di webcam e provider, c’erano due esseri digitali: Angel_f e Super Avatar, rispettivamente la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerchkove e della Biodoll e un avatar fuggito dai mondi virtuali durante un cortocircuito.
Così, la mattina dell’11 ottobre Angel_f sul suo passeggino e Super Avatar nel su complesso costume con maschera di circa 30 kl indossato da Luigi Pagliarini (il suo creatore), si sono presentati alla conferenza nella Sala della Pace di Palazzo Valentini (Roma), destando un certo scompiglio in una platea impreparata al loro arrivo. Posso raccontarvi tutto questo visto che a spingere il passeggino era chi vi scrive e vi terrò aggiornata di altre azioni/performance/eventi visto il mio doppio ruolo di blogger e curatrice: Angel_f , ad esempio, è una performance che stiamo portando avanti con xDxD.vs.xDxD (che lo ha ideato e ne ha sviluppato il software linguistico), la Biodoll e un network di artisti e intellettuali coinvolti nel progetto da febbraio del 2007 (data della sua nascita) e se non è la prima volta che il piccolo si occupa di diritti digitali, è la sua prima incursione nel mondo reale insieme ad un altro essere della sua specie. Una bella emozione per tutti. Peccato solo per la sala che, nonostante il tema caldissimo, era semi-deserta.
A seguire un reportage fotografico e una cronaca della performance che è iniziata con la vestizione del Super Avatar e la preparazione del passeggino in un locale adiacente Palazzo Valentini: nella foto il volantino che è stato distribuito fra il pubblico, per il quale si è preferita una grafica semplice in bianco e nero, anche perché il materiale è stato completamente auto-prodotto e auto-finanziato.
Come vi avevo annunciato in un post precedente, di ritorno dall’ahaCamping, ecco un reportage fatto in esclusiva per i lettori di ArtsBolg su questa interessante iniziativa. Per rappresentarla, ho scelto questa foto scattata il 3 ottobre a Venezia nei magazzini del SALE, che ritrae Antonio Caronia intento a inserire gli ultimi contenuti sul wiki creato per l’evento.
Il reportage è un po’ lungo: per questo vi anticipo le mie conclusioni in modo che possiate decidere se proseguire nella lettura. Questo meeting che ho seguito dall’inizio alla fine, il primo per una comunità virtuale attiva da più di sei anni, è il risultato del lavoro di persone eterogenee, artisti, curatori, “artivisti”, a volte docenti universitari, che si interrogano sostanzialmente sul rapporto fra società, arte e tecnologia, cercando - e qualche volta persino riuscendoci - di mettere in comune idee, pratiche, risorse organizzative.
Il tema centrale affrontato dai diversi interventi/workshop/performance è stato la trasformazione e il significato del social networking nell’era dell’onnipresente web 2.0, tema articolato attraverso l’analisi dell’identità, del lavoro cognitivo, dei nuovi spazi metropolitani, del ruolo dell’arte, delle comunità (on-line e off-line), delle accademie, delle istituzioni culturali, come ho cercato di documentare nel resto dell’articolo.
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