Damien Hirst ha scelto l’annuale -spettacolare- esposizione di sculture monumentali di Sotheby’s, Beyond Limits organizzata da Sotheby’s e che si terrà dal 16 settembre al 30 ottobre 2011 a Chatsworth, per esporre la sua ultima opera.
Si tratta della monumentale scultura anatomica di un cavallo alato dal nome “Legend”, un pegaso moderno che viene però vivisezionato, con un lato completamente esposto in cui emergono in maniera chirurgica i muscoli, le ossa e le interiora, la natura più intima di questo animale mitologico. Ci sarà poi anche un unicorno, chiamato “Myth”, un bell’assaggio insomma, prima della retrospettiva che la Tate Modern dedicherà a Hirst l’anno prossimo.
Beyond Limits, appuntamento autunnale imprescindibile per i collezionisti fan della macro scultura, quest’anno vede nella cornice della sua location, una tenuta dei Duchi del Devonshire, niente meno che la coabitazione tra Magritte e per esempio Takashi Murakami con Flower Matango. Molti artisti esporranno qui per la prima volta e ci sarà anche Marc Quinn con il mega fiore “Burning Design”, Yayoi Kusama con “Flowers that bloom tomorrow” e Barry Flanagan con un grande coniglio che suona il tamburello, oltre a una serie di lavori site-specific realizzati da artisti contemporanei.
Immagine | Art Lyst
A volte è interessante buttare un occhio al di là dell’oceano, per capire quali sono i movimenti in corso e come si ’spinga’ certa arte contemporanea, piuttosto che altra. Si apre il 16 aprile al Minneapolis Institute of Arts (MIA), Until Now: Collecting the New (1960–2010), Fino ad oggi: Collezionando il Nuovo (1960-2010), un grande allestimento con opere di oltre 90 artisti che hanno saputo sfidare e modificare le dinamiche in corso all’interno delle arti visive negli ultimi cinquant’anni.
Elizabeth Armstrong, ha messo insieme un allestimento che attinge alla collezione del Museo, ma anche a diversi prestiti privati e che farà parte di alcune mostre itineranti e nuovi programmi pubblici di acquisizione. Una vasta panoramica sull’arte più attuale, tra maestri e nuovi talenti. Una speciale sezione, dal titolo Arte Remix, metterà opere d’arte contemporanea a fianco di capolavori storici. Ne nascerà un dialogo sul nostro passato più presente, tra nuove prospettive e vecchie impronte, soltanto apparentemente indelebili.
Ecco la lista degli artisti in mostra: Mequitta Ahuja, Doug Aitken, Siah Armajani, Rebecca Belmore, Ross Bleckner, Michaël Borremans, Nick Cave, John Chamberlain, Mona Hatoum, Zhang Huan, David Hockney, Alfred Jensen, Jasper Johns, Ilya Kabakov, Yayoi Kusama, Roy Lichtenstein, Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, Claes Oldenburg, Roxy Paine, Gerhard Richter, Peter Saul, Carolee Schneemann, Bill Viola, e Andy Warhol.

“Seductive Subversion: Women Pop Artists 1958 - 1968,” è la prima mostra di pop-art al femminile. La rivoluzione seduttiva delle donne è in scena fino al 15 marzo alla University of the Arts di Philadelphia.
La mostra riflette approfonditamente sul contributo delle donne al movimento Pop Art degli anni ‘50 e ‘60. Se di Warhol, Lichtenstein, Rauschenberg e Johns si sa praticamente tutto, delle loro colleghe di sesso femminile non si sa quasi nulla.
Il curatore Sid Sachs, è da cinque anni che lavora sulla mostra, per presentare opere in gran parte mai esposte al pubblico. Dipinti e sculture di Evelyne Axell, Boty Pauline, Vija Celmins, Chryssa, Niki de Saint Phalle, Rosalyn Drexler, Grebenak Dorothy, Kay Kurt, Yayoi Kusama, Lee Lozano, Marisol, Mara McAfee, Östlihn Barbro, Faith Ringgold , Martha Rosler, Marjorie Strider, Alina Szapocznikow, Idelle Weber, Joyce Wieland e May Wilson.
“I want to live forever” è il titolo della grande personale di Yayoi Kusama che aprirà il 27 novembre al PAC - Padiglione di arte contemporanea.
L’artista giapponese, classe 1929, nella sua grandissima carriera ha realizzato quadri e sculture, film e riviste, ha partecipato a happening sperimentali e rappresentato il suo Paese ovunque nel mondo, ma ha soprattutto saputo creare una poetica e uno stile personale riconoscibili e di grande effetto. L’utilizzo di punti e pallini come tratto grafico essenziale è alla base della maggior parte della sua opera, incentrata sui temi della percezione e del disorientamento (nelle sue installazioni in ambienti chiusi è spesso presente l’uso dello specchio, al fine di confondere e spiazzare lo spettatore).
Yayoi Kusama ha ricoperto di puntini qualsiasi cosa: oggetti, superfici, alberi, corpi e sculture sono stati oggetto di creazione e trasformazione attraverso l’intervento dell’artista, sempre spettacolare. Nella mostra milanese troverete dipinti, sculture e installazioni degli ultimi 10 anni, oltre ad una serie di disegni degli anni ‘50 e ‘60. Da segnalare l’importante riproposizione di Narcissus Garden, famosa opera creata per la Biennale di Venezia del 1966: si tratta di un’ambiente formato da 1500 sfere metalliche (all’epoca realizzato con Lucio Fontana). Fino al 14 febbraio 2010.
Forse non tutti i nostri lettori lo sanno, ma il Giappone, patria di uno degli artisti donna ancora in vita più famosi ed apprezzati del mondo, Yayoi Kusama, è un paese che, ancora più che l’Italia, ha una vera e propria passione per tutto quello che riguarda la telefonia mobile.
Non stupisce più di tanto dunque la notizia, riportata anche dai nostri cugini di Mobileblog, secondo la quale la Kusama, cui spetta il record per l’asta più alta raggiunta da un’artista donna vivente (5.100.00 di dollari, da Christies New York), abbia deciso di contribuire a realizzare e curare la grafica di una linea di cellulari.
I tre telefoni, mostrati nel video che accompagna questo articolo, colgono uno dei motivi principali dell’artista, quello della ripetizione di pattern e forme, vera e propria ossessione (non per niente è stata più volte in cura per malattia mentale) della Kusama, e di cui i suoi quadri, collage, sculture, installazioni e praticamente quasi ogni altra opera spesso abbonda.
[Via textually.org]

E’ il festival dedicato alle culture queer più importante e innovativo del Bel Paese e giunge quest’anno alla quinta edizione. Organizzato dal Cassero Gay and Lesbian Center, la kermesse internazionale “Gender Bender” di Bologna, che si terrà dal 30 ottobre al 4 novembre, mescola arti visive e performative, cinema, teatro, letteratura e musica.
Spulciando tra le righe della presentazione generale del programma, saltano agli occhi bei nomi della ricerca artistica internazionale che si spinge nella vasta terra di confine dei rimescolamenti tra maschile e femminile. Volete qualche esempio? Ecco: Ann Liv Young, Andy Warhol, Marina Abramovic, Yayoi Kusama, Carolee Schneemann, Yoko Ono, Luigi Ontani…
Via | queerblog.it