Su segnalazione di un lettore (Gianni, che ringraziamo), pubblichiamo questo interessante video-reportage della mostra Dalla Street-Art alla Video-Wall, realizzato da Bonsai Tv. L’allestimento, che si è concluso la settimana scorsa alla Fabbrica del Vapore, è stato visitato anche dalla sindaca di Milano Letizia Moratti, che nell’occasione ha lanciato l’idea di un Festival Internazionale di Street Art in via Procaccini.
La mostra, a cura di Marina Mojana, era patrocinata dal Comune di Milano e presentava opere di autori emergenti che lavorano nell’area milanese e si confrontano, attraverso una pluralità di tecniche espressive, con i linguaggi dell’arte urbana. Lo fanno scegliendo spazi pubblici ma anche luoghi privati, dipingono superfici piuttosto estese o magari realizzano interventi di affichage.
Zel Ebrity, Thomas Mänll, Felipe Cardeña, Alessandro Di Pietro, Pietro Spoto, Giovanni Vitali, Miriam Secco, Elisabetta Novello e Daniele Veronesi, che hanno presentato opere pensate appositamente per gli spazi della Fabbrica del Vapore.
Continua a leggere: Dalla Street-Art alla Video-Wall, il reportage

Nel corso dell’ultimo Sundance Film Festival, oltre all’attesissimo primo film di Banksy che ha occupato la scena, è stato presentato un bel documentario, Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, girato dalla regista americana Tamra Davis, moglie di Mike D dei Beastie Boys.
Il film contiene molto materiale inedito, con interviste a Basquiat ed ai suoi amici. La parte della grafica e della titolazione è stata curata dallo Studio No.1, dove il direttore creativo è nientemeno che Shepard Fairey. Le musiche di “Jean-Michael Basquiat: il bambino raggiante” (brutta questa traduzione letteraria che ho tentato!) sono di Adam Horovitz aka Ad-Rock & Mike Diamond aka Mike D, cioé i 2/3 dei Beastie Boys.
“This is a song for the genius child. Sing it softly, for the song is wild. Sing it softly as ever you can - Lest the song get out of hand. Nobody loves a genius child. Can you love an eagle,Tame or wild? Can you love an eagle, Wild or tame? Can you love a monster Of frightening name? Nobody loves a genius child. Kill him – and let his soul run wild”.
“Questa è una canzone per un bambino geniale. Cantala dolcemente, perché la canzone è selvaggia. Cantala più dolcemente di sempre - Per evitare che la canzone possa sfuggire di mano. Nessuno ama un bambino geniale. Puoi amare un’aquila, addomesticata o selvatica?
Puoi amare un’aquila, selvatica o addomesticata? Puoi amare un mostro di nome spaventoso? Nessuno ama un bambino geniale. Uccidilo - e lascia che la sua anima corra, selvaggia.”
Una poesia di Langston Hughes (tradotta dal sottoscritto), tratta dal clip di apertura di Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, che potete vedere qui.
Continua a leggere: Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child
Eccoci all’ultimo lavoro in video realizzato dall’artista spagnolo Sam3. Si tratta di un’animazione in stop-motion realizzata con la ceramica, che Sam3 ha definito un earth poem. Il progetto è stato realizzato nella periferia nei dintorni di Murcia e prende il nome di Nadadores, i nuotatori. Non solo ceramica ma anche argilla, in un processo continuo che sgretola, frammenta e ricompone.
Per fare un video d’animazione non sempre servono costose apparecchiature, basta una fotocamera e… un po’ d’acqua! Water Kisses (2008) è l’esperimento di water animation in stop-motion di Sam3, artista spagnolo nato ad Elche. Sam3 si dedica all’arte urbana attraverso installazioni, fakes e splendidi murales, che ha avuto modo di realizzare anche in Italia al Fame di Grottaglie.
Quella di Water Kisses è soltanto una prova, un esercizio. Per le sue animazioni Sam3 utilizza i materiali più disparati, dando luogo a piccole storie che si conducono in maniera circolare.
Continua a leggere: Water Kisses, l'animazione con acqua di Sam3
Qualche giorno fa vi avevo parlato del festival Don’t Ban The Can a Melbourne, città da cui viene anche Buff Diss, tape artist che abbiamo intervistato qualche tempo fa.
Questo video ci mostra una carrellata di scatti realizzati nelle strade della città australiana nel 2007, dall’utente di youtube LilitFilth. La colonna sonora è di TZU.

Un fenomeno che sta crescendo è quello della street art incorniciata. Si vedono sempre più spesso cornici a “proteggere” o semplicemente segnalare dipinti murali. L’ultimo che mi è capitato di vedere è lo stencil di C215 a Roma che vedete qui sopra (foto thanks to Romephotoblog). Chissa chi è stato…magari i padroni della casa
Non una cornice, perché viste le dimensioni sarebbe stata un’impresa, ma una protezione in vetro, è stata applicata alla base di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa. Molte sono le opere di Banksy che si è cercato di incorniciare per preservarle con scarsi risultati. Ormai i ladri di street art sono ben organizzati e si portano via anche un intero muretto.
Girando in rete ho poi scoperto che addirittura è stata lanciata una piattaforma online da Tim Tribù, che raccoglie foto e video di utenti che hanno “adottato” delle opere di street art. C’è proprio una classifica dei vari curatori 2.0 che presentano le opere online. Il video dopo il salto (che fa parte appunto di streetmuseum.it) documenta alcune azioni di guerrilla art in cui un gruppo di ragazzi mette una cornice di legno e un foglio informativo a un pezzo di Tv Boy e ad un bellissimo poster di Obey a Milano. Quest’ultima cornice però ha resistito davvero pochi giorni, come vedete dalle immagini in galleria, è stata rimossa ed adesso il manifesto di Shepard Fairey è coperto per metà di vernice grigia.
Questo video (realizzato da Zigazaga e prodotto da Bani) documenta un intervento di Blu a Barcellona nello scorso febbraio. Il muro è stato dipinto nella zona del Barrio del Carmel in occasione del Festival Influencers (Visionarios de la infoesfera / interferencias en la cultura / entretenimiento radical) a Barcelona. Si tratta di un appuntamento dedicato a progetti indipendenti legati alla guerrilla e alla comunicazione radicale, alle tattiche di resistenza e controinformazione, al plagiarismo, al sampling e alle creazioni artistiche che riprendono in considerazione le storie e i miti.
Un laboratorio di idee a cielo aperto che dà spazio a tutto ciò che è non convenzionale e difficilmente classificabile e come la cultura sfugge a facili ed approssimate descrizioni. Proprio in questo territorio risiede la bellezza di questo video. Unisce alle immagini di Blu che prepara il suo enorme animale il sottofondo audio dei passanti, che si fermano un attimo a commentare il lavoro, a rilasciare una dichiarazione. Ognuno, si sa, nasce imparato e qualcuno dice che è una balena, una grande bocca, altri dicono che se non sarà colorato non sarà bello. Qualcuno pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, un signore pensa che ci sia un collegamento tra il dipinto di Blu e la trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario? e addirittura un vecchietto dice che lo squalo è un avvertimento contro tutti i comunisti rintanati nel quartiere del Carmel!
Ognuno si sente quasi in dovere di esprimere un giudizio e magari di rendere pubblica la propria particolare visione dell’arte. Ma d’altronde è il loro muro, la loro rampa di discesa, chissà se saranno contenti gli abitanti di Barcellona di trovarsi davanti ogni giorno questo enorme squalo composto da banconote da 100 dollari…davanti a lui, in attesa di essere mangiato, un barbone trascina un carrello pieno zeppo delle rovine della nostra società. Sicuramente da questo lavoro i catalani sono stati spinti verso una riflessione e poi, visto che sono dei buongustai, hanno anche apprezzato. Potete vederlo in questo servizio televisivo realizzato da La Vanguardia.
El Tiburón di Blu a Barcellona



Continua a leggere: Blu a Barcellona e gli sguardi della gente
Lo chiamano la Macchina Fotografica Umana (Human Camera), Stephen Wiltshire è un artista autistico che vive in una sua personale e particolare dimensione. Ha difficoltà a parlare, ma è dotato di un potere straordinario, memorizzare i paesaggi. Ha iniziato ad 11 anni, riproducendo fedelmente il panorama di Londra.
Il video che vedete qui sopra è un breve estratto dal film Beautiful Minds: A Voyage into the Brain, che documenta il lavoro di Wiltshire a Roma. Dopo un breve viaggio in aereo l’artista si mette al lavoro e comincia a disegnare con una penna a gel nero su una tela concava il paesaggio della Capitale.
Il Vaticano e molti edifici dell’urbe sono realizzati bene, fin nei minimi dettagli. Il Colosseo, i Fori e le zone meno fitte sono più facili da ricordare, perché “è tutta una questione di memoria” e quest’uomo ne ha da vendere.
Il Cans Festival 2008 organizzato da Banksy è stato un grande meeting di stencil artist nella da tutto il mondo. Alcuni tra i più bravi esponenti di questa/o tecnica/stile si sono incontrati nella galleria dei treni Waterloo di Leake Street, nel Sud Est di Londra. Una location piena di fascino che era stata una vecchia stazione dei taxi ha accolto tre giorni di stencil ed installazioni.
Un bel video con la colonna sonora di Goin’ Underground dei Jam ci rende testimonianza di quell’evento. Se guardate bene ci sono anche alcuni italiani tra gli ospiti di Banksy ed altri volti noti ai lettori di Artsblog. Non perdetevi anche la galleria di immagini, oltre ai pezzi sulle pareti ci sono delle divertentissime installazione con le automobili. Chissà se Banksy ha intenzione di ripetere questa bella storia…
Ve ne avevamo parlato poco tempo fa, dipingere con la sabbia, è quello che fa Kseniya Simonova. In un’altra video-performance estratta dalla stessa serie di interventi, la giovane artista ucraina realizza un’animazione dipingendo con le dita ed utilizzando la sabbia fatta cadere su di una lastra retroilluminata. L’abilità di questa ragazza è sorprendente ed unisce ad una tecnica fenomenale uno stile unico, illustrazione e poesia.
In questa videoanimazione con la sabbia la Simonova ricostruisce un ritratto della vita durante la Grande Guerra Patriottica dell’USSR contro il Terzo Reich. Le parole che appaiono in cirillico alla fine del video in italiano suonano come “Non fare tardi”.
Nata 24 anni fa a Evpatoriya in Ukraina Kseniya Simonova è salita alla ribalta internazionale dopo aver vinto, con la performance documentata in questo video nell’aprile 2009, il primo premio (circa 125,000 dollari) a Ukraine’s Got Talent uno show televisivo sul canale STB. Si tratta di un talent show partito nel 2006 negli States (America’s Got Talent), il cui format si è rapidamente diffuso in quasi venti paesi.