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Tutti gli articoli con tag youtube

Alla scoperta di Robert Rauschenberg a Villa Panza

pubblicato da Lorenzo Mazza

Giuseppe Panza, all’inizio degli anni ‘60, fu uno dei primi collezionisti a interessarsi al lavoro di Robert Rauschenberg. Nel 1996 il conte donò Villa Panza di Biumo al FAI ed oggi, in questa prestigiosa sede, è in corso Robert Rauschenberg. Gluts – 2010, una mostra a cura di Susan Davidson.

Il video che vedete qui sopra, prodotto da ArsLife, ci porta alla scoperta di quaranta opere, visionabili fino al 27 febbraio 2011, che documentano le ultime fasi di produzione dell’artista americano. Sculture e quadri di assemblaggio, realizzati tra gli anni ottanta e novanta con pezzi di metallo e cartelli stradali, rottami di automobile raccolti per strada.

Nato col nome di Milton Ernst da una famiglia operaia, Rauschenberg in quegli anni porta a compimento la sua riflessione sugli eccessi e sugli sprechi della società occidentale.

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Shepard Fairey si racconta in un video

pubblicato da Lorenzo Mazza

“Gran parte del mio lavoro è indirizzato a promuovere il concetto di pace, a sensibilizzare le persone sul potere delle immagini che occupano lo spazio pubblico…fornire specifici argomenti e creare una forma di pubblicità alternativa lasciando spazio alle interpretazioni della gente!”

Il video ci mostra Shepard Fairey al lavoro su alcuni paste-up realizzati a Pittsburgh in concomitanza della mostra Supply and Demand. Alla fine del video Obey, che in occasione dei vernissage delle sue mostre si diverte a fare il dj, dichiara: “E se non vi piace la mia arte, cosa sicuramente plausibile, allora datevi da fare a creare la vostra arte!”

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Youtube Play: dal tuo account in rete al Guggenheim di New York

pubblicato da cesare

Cos’hanno in comune il Guggenheim di New York e Yotube? All’apparenza non molto, una è una delle maggiori istituzioni museali al mondo, l’altro un social media. A pensarci meglio invece moltissimo. Entrambi sono infatti dei contenitori di opere, forme espressive e linguaggi. Fisici quelli del primo, digitali quello del secondo. Ecco che così le due realtà si incontrano e uniscono, lavorando di sinergia, per un progetto comune. Si chiama youtube play ed è molto semplice.

Consci del fatto, che proprio grazie a internet e a youtube; il linguaggio della video-arte è uno dei linguaggi in maggiore espansione, in costante trasformazione e in quasi quotidiano aggiornamento; i curatori del Guggenheim hanno pensato di proporre a Yotube di lanciare un bando tra i propri utenti. Un bando che funziona in modo molto semplice. Basta infatti caricare una propria produzione su youtube come fanno milioni di persone ogni giorno e sottoporlo al canale youtube.com/play.

Lì una giuria scelta dal Guggenheim selezionerà i lavori migliori che avranno l’onore di essere presentati al Guggenheim. Le iscirizioni chiudono il 30 luglio 2010 e - piccolo motivo d’orgoglio per l’Italia - uno dei video più presenti nel promo che lancia l’iniziativa sono i graffiti animati di Blu.

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Dalla Street-Art alla Video-Wall, il reportage

pubblicato da Lorenzo Mazza

Su segnalazione di un lettore (Gianni, che ringraziamo), pubblichiamo questo interessante video-reportage della mostra Dalla Street-Art alla Video-Wall, realizzato da Bonsai Tv. L’allestimento, che si è concluso la settimana scorsa alla Fabbrica del Vapore, è stato visitato anche dalla sindaca di Milano Letizia Moratti, che nell’occasione ha lanciato l’idea di un Festival Internazionale di Street Art in via Procaccini.

La mostra, a cura di Marina Mojana, era patrocinata dal Comune di Milano e presentava opere di autori emergenti che lavorano nell’area milanese e si confrontano, attraverso una pluralità di tecniche espressive, con i linguaggi dell’arte urbana. Lo fanno scegliendo spazi pubblici ma anche luoghi privati, dipingono superfici piuttosto estese o magari realizzano interventi di affichage.

Zel Ebrity, Thomas Mänll, Felipe Cardeña, Alessandro Di Pietro, Pietro Spoto, Giovanni Vitali, Miriam Secco, Elisabetta Novello e Daniele Veronesi, che hanno presentato opere pensate appositamente per gli spazi della Fabbrica del Vapore.

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Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nel corso dell’ultimo Sundance Film Festival, oltre all’attesissimo primo film di Banksy che ha occupato la scena, è stato presentato un bel documentario, Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, girato dalla regista americana Tamra Davis, moglie di Mike D dei Beastie Boys.

Il film contiene molto materiale inedito, con interviste a Basquiat ed ai suoi amici. La parte della grafica e della titolazione è stata curata dallo Studio No.1, dove il direttore creativo è nientemeno che Shepard Fairey. Le musiche di “Jean-Michael Basquiat: il bambino raggiante” (brutta questa traduzione letteraria che ho tentato!) sono di Adam Horovitz aka Ad-Rock & Mike Diamond aka Mike D, cioé i 2/3 dei Beastie Boys.

“This is a song for the genius child. Sing it softly, for the song is wild. Sing it softly as ever you can - Lest the song get out of hand. Nobody loves a genius child. Can you love an eagle,Tame or wild? Can you love an eagle, Wild or tame? Can you love a monster Of frightening name? Nobody loves a genius child. Kill him – and let his soul run wild”.

“Questa è una canzone per un bambino geniale. Cantala dolcemente, perché la canzone è selvaggia. Cantala più dolcemente di sempre - Per evitare che la canzone possa sfuggire di mano. Nessuno ama un bambino geniale. Puoi amare un’aquila, addomesticata o selvatica?
Puoi amare un’aquila, selvatica o addomesticata? Puoi amare un mostro di nome spaventoso? Nessuno ama un bambino geniale. Uccidilo - e lascia che la sua anima corra, selvaggia.”

Una poesia di Langston Hughes (tradotta dal sottoscritto), tratta dal clip di apertura di Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, che potete vedere qui.

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Nadadores di Sam3

pubblicato da Lorenzo Mazza

Eccoci all’ultimo lavoro in video realizzato dall’artista spagnolo Sam3. Si tratta di un’animazione in stop-motion realizzata con la ceramica, che Sam3 ha definito un earth poem. Il progetto è stato realizzato nella periferia nei dintorni di Murcia e prende il nome di Nadadores, i nuotatori. Non solo ceramica ma anche argilla, in un processo continuo che sgretola, frammenta e ricompone.

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Water Kisses, l'animazione con acqua di Sam3

pubblicato da Lorenzo Mazza

Per fare un video d’animazione non sempre servono costose apparecchiature, basta una fotocamera e… un po’ d’acqua! Water Kisses (2008) è l’esperimento di water animation in stop-motion di Sam3, artista spagnolo nato ad Elche. Sam3 si dedica all’arte urbana attraverso installazioni, fakes e splendidi murales, che ha avuto modo di realizzare anche in Italia al Fame di Grottaglie.

Quella di Water Kisses è soltanto una prova, un esercizio. Per le sue animazioni Sam3 utilizza i materiali più disparati, dando luogo a piccole storie che si conducono in maniera circolare.

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Street art a Melbourne

pubblicato da Lorenzo Mazza

Qualche giorno fa vi avevo parlato del festival Don’t Ban The Can a Melbourne, città da cui viene anche Buff Diss, tape artist che abbiamo intervistato qualche tempo fa.

Questo video ci mostra una carrellata di scatti realizzati nelle strade della città australiana nel 2007, dall’utente di youtube LilitFilth. La colonna sonora è di TZU.

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Steet art incorniciata

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un fenomeno che sta crescendo è quello della street art incorniciata. Si vedono sempre più spesso cornici a “proteggere” o semplicemente segnalare dipinti murali. L’ultimo che mi è capitato di vedere è lo stencil di C215 a Roma che vedete qui sopra (foto thanks to Romephotoblog). Chissa chi è stato…magari i padroni della casa

Non una cornice, perché viste le dimensioni sarebbe stata un’impresa, ma una protezione in vetro, è stata applicata alla base di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa. Molte sono le opere di Banksy che si è cercato di incorniciare per preservarle con scarsi risultati. Ormai i ladri di street art sono ben organizzati e si portano via anche un intero muretto.

Girando in rete ho poi scoperto che addirittura è stata lanciata una piattaforma online da Tim Tribù, che raccoglie foto e video di utenti che hanno “adottato” delle opere di street art. C’è proprio una classifica dei vari curatori 2.0 che presentano le opere online. Il video dopo il salto (che fa parte appunto di streetmuseum.it) documenta alcune azioni di guerrilla art in cui un gruppo di ragazzi mette una cornice di legno e un foglio informativo a un pezzo di Tv Boy e ad un bellissimo poster di Obey a Milano. Quest’ultima cornice però ha resistito davvero pochi giorni, come vedete dalle immagini in galleria, è stata rimossa ed adesso il manifesto di Shepard Fairey è coperto per metà di vernice grigia.

Framed street art
Framed street artFramed street artFramed street art

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Blu a Barcellona e gli sguardi della gente

pubblicato da Lorenzo Mazza

Questo video (realizzato da Zigazaga e prodotto da Bani) documenta un intervento di Blu a Barcellona nello scorso febbraio. Il muro è stato dipinto nella zona del Barrio del Carmel in occasione del Festival Influencers (Visionarios de la infoesfera / interferencias en la cultura / entretenimiento radical) a Barcelona. Si tratta di un appuntamento dedicato a progetti indipendenti legati alla guerrilla e alla comunicazione radicale, alle tattiche di resistenza e controinformazione, al plagiarismo, al sampling e alle creazioni artistiche che riprendono in considerazione le storie e i miti.

Un laboratorio di idee a cielo aperto che dà spazio a tutto ciò che è non convenzionale e difficilmente classificabile e come la cultura sfugge a facili ed approssimate descrizioni. Proprio in questo territorio risiede la bellezza di questo video. Unisce alle immagini di Blu che prepara il suo enorme animale il sottofondo audio dei passanti, che si fermano un attimo a commentare il lavoro, a rilasciare una dichiarazione. Ognuno, si sa, nasce imparato e qualcuno dice che è una balena, una grande bocca, altri dicono che se non sarà colorato non sarà bello. Qualcuno pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, un signore pensa che ci sia un collegamento tra il dipinto di Blu e la trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario? e addirittura un vecchietto dice che lo squalo è un avvertimento contro tutti i comunisti rintanati nel quartiere del Carmel!

Ognuno si sente quasi in dovere di esprimere un giudizio e magari di rendere pubblica la propria particolare visione dell’arte. Ma d’altronde è il loro muro, la loro rampa di discesa, chissà se saranno contenti gli abitanti di Barcellona di trovarsi davanti ogni giorno questo enorme squalo composto da banconote da 100 dollari…davanti a lui, in attesa di essere mangiato, un barbone trascina un carrello pieno zeppo delle rovine della nostra società. Sicuramente da questo lavoro i catalani sono stati spinti verso una riflessione e poi, visto che sono dei buongustai, hanno anche apprezzato. Potete vederlo in questo servizio televisivo realizzato da La Vanguardia.

El Tiburón di Blu a Barcellona
El Tiburòn di Blu a BarcellonaEl Tiburòn di Blu a BarcellonaEl Tiburòn di Blu a Barcellona

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