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Tutti gli articoli con tag zaha hadid

La Serpentine Gallery batte Damien Hirst...

pubblicato da margherita

The Magazine  - Kensington Gardens

Damien Hirst è stato battuto dalla Serpentine Gallery. La sua offerta per occupare l’edificio The Magazine, nei giardini di Kensington non è stata accettata. I proprietari gli hanno preferito quella avanzata dalla Serpentine Gallery (nella persona del suo direttore Julia Peyton-Jones), che avrà quindi a disposizione un nuovo edificio a pochi passi dal museo. E sa già cosa verrà esposto.

La nuova galleria, che aprirà nel 2012 in coincidenza con le Olimpiadi, sarà ad entrata libera e offrirà spazio ad artisti e architetti meno conosciuti. Ogni anno verrà commissionata un’installazione di luce (visto che l’area del parco, è una delle meno inquinate di Londra, dal punto di vista luminoso) da inserire in un nuovo padiglione, la cui costruzione è stata affidata a Zaha Hadid (che si occuperà anche di ristrutturare la nuova galleria, rinominata Sackler Gallery, dai donatori che hanno permesso l’operazione). Lo spazio esterno verrà occupato da un’opera d’arte di tipo ricreativo.

Damien Hirst sarà rimasto deluso. Voleva infatti utilizzare la galleria come spazio dove mostrare opere della sua collezione privata, che include lavori di Jeff Koons, Francis Bacon, Andy Warhol.

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Stirling Prize 2010: ha vinto Zaha Hadid per il MAXXI di Roma

pubblicato da margherita

Con il MAXXI, Zaha Hadid ha vinto lo Stirling Prize 2010

I bookmaker avevano visto bene, ma a dire il vero si sentiva nell’aria che lo Stirling Prize 2010 sarebbe andato a lei, Zaha Hadid. E così è stato. Il 2 ottobre l’architetto ha ricevuto il riconoscimento per il MAXXI di Roma, insieme a 20 mila sterline.

Forse la Hadid ha sempre creduto nelle sue capacità, meno però i critici che le hanno spesso negato le sue doti. Ora sta arrivando tutto insieme il successo.

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Zaha Hadid, vincerà lei lo Stirling Prize 2010 per l'architettura?

pubblicato da margherita

MAXXI di Roma di Zaha Hadid

I bookmaker (sì, si scommette proprio su tutto), danno Zaha Hadid come favorita per il premio per l’architettura Stirling Prize 2010. E proprio grazie al MAXXI di Roma.

L’architetto inglese di origini irachene, ora è molto quotata, ma nella sua carriera ha incontrato diversi ostacoli prima di essere riconosciuta come valida professionista nel mondo e a casa sua in particolare. Quindi merito all’Italia, per aver creduto nelle sue costruzioni visionarie e sinuose.

In quanto all’Inghilterra, la prima opera della Hadid, vedrà la luce a Londra, in occasione delle Olimpiadi del 2012 (piscina olimpica e tuffi).

Questa la lista dei contendenti al premio, il cui nome vincitore sarà annunciato il 2 ottobre.

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Un lungo weekend romano da FoodPower, al MAXXI a LPM 2010 [PART 2: Foto reportage dal MAXXI e riflessioni sul museo del 21° secolo]

pubblicato da penelope.di.pixel

maxxi inaugurazioneAl MAXXI ci arrivo trafelata giovedì 27 intorno alle 20: una visita inaspettata prima dell’inaugurazione, giusto in tempo per il rinfresco riservato artisti e organizzatori, momento perfetto per godersi lo spazio del museo senza la ressa dell’apertura. Sotto in galleria le foto che ho scattato: come noterete l’azzurro freddo dell’imbrunire si sposa meravigliosalemte con il bianco compatto del MaXXI.

Una premessa unica sulla struttura del museo, che a suo tempo avevo visitato durante i lavori. Il risultato finale, nonostante i tagli subiti dal progetto, è una sorta di hub: entrando la mia sensazione era quella di trovarmi dentro il gate di un aeroporto, aspettando di sbucare in qualche altra parte del mondo. In effetti il MAXXI non ha ha una vera e propria entrata/uscita: ci si viene risucchiati dentro ed espulsi, in questo senso veramente organico. Gli spazi sono ampi, è bello circolarvi dentro. Molto difficile invece posizionare oggetti ed esporre opere: rischiano sempre di risultare corpi estranei e di essere sovrastati dalla struttura stessa. Il che non è necessariamente un problema.

È questo il punto di collegamento con la riflessione critica al “museo del 21° secolo” che vi propongo. Sono due le opere che più mi hanno colpito, non tanto per il loro significato nè per l’eccezionalità della portata estetica (che non metto in discussione), ma per la loro interazione con lo spazio: l’atlante dell’architettura realizzato da Studio Azzurro, una proiezione di circa 45 metri, e un braccio meccanico che in autonomia, scivolando su una parete, applica dei piccoli fori sulla superfice fino a completare il suo lento e costante lavoro. Qual’è dunque la caratteristica comune a queste due opere? Nella loro semplicità dialogano con lo spazio del museo diventandone parte.

[Foto in alto, Zaha Hadid al centro, con una maxi casacca gialla]

MAXXI inaugurazione - 27/05/2010

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MAXXIduepercento. Selezionati i primi 11 finalisti del concorso

pubblicato da penelope.di.pixel


Si è conclusa con successo la prima fase del concorso MAXXIduePerCento, concorso internazionale rivolto ad architetti e artisti di tutto il mondo per realizzare le due opere (una all’interno e una ll’esterno) per il museo di arte contemporanea realizzato da Zaha Hadid, di prossima apertura a Roma.

Delle 554 proposte pervenute alla giuria, 11 sono gli artisti selezionati, 5 per l’opera dell’atrio interno (Jenny Holzer, Joseph Kosuth, Maurizio Mochetti, Alfredo Pirri, Sislej Xhafa) e 6 per l’opera dell’area esterna (Massimo Bartolini, Daniel Buren, Wilfredo Garcia Prieto, Piero Golia, Massimiliano Grimaldi, Olaf Nicola). La seconda fase del concorso consisterà nella realizzazione di un progetto di dettaglio a partire dall’idea presentata, a cui verrà definitivamente commissionata l’opera.

La riflessione che voglio fare è però un’altra. Dando una scorsa al comunicato stampa si legge la seguente frase “Le 554 domande pervenute sono state valutate sulla base dei criteri di giudizio stabiliti dal bando e cioè la riconoscibilità dell’artista nel panorama nazionale ed internazionale attraverso mostre e pubblicazioni specialistiche, l’approccio al tema del concorso e gli elementi artistici e tecnici delle opere realizzate.“. Il che potrebbe sembrare del tutto “normale”, ma se il primo criterio di valutazione di un’opera d’arte è la “riconoscibilità” dell’artista e il numero di volte che egli ha esposto in musei o pubblicato su riviste di settore, ciò significa a priori escludere una fetta di realtà (e soprattutto di idee e progetti) che non supererà mai questo filtro (immaginate la giuria che valuterà come prima cosa il cv: in sostanza, se l’artista, non l’opera dunque, non è riconoscibile internazionalmente etc, con tutta probabilità il progetto non verrà nemmeno letto).

Significa, alla fine dei conti, accettare un’idea profondamente elitaria dell’arte come sistema che si auto-riproduce (nei musei, nelle riviste, negli libri di storia dell’arte). Mi chiedo: non sarebbe più “sano”, ecologico (in senso culturale), intellettualmente onesto eliminare tout court criteri di questo tipo dai bandi, ovvero liberarsi dal feticismo del “nome” e lasciare che le commissioni giudichino in base alle idee e alla bellezza dei progetti stessi? Come sempre i problemi stanno nell’accesso (alle risorse e alle informazioni in primo luogo) e nell’incapacità/non-volontà di tutelare il “diritto all’esistenza” di tutto ciò che non rientra in criteri e standard stabiliti da fonti “autorizzate”. Ma potremmo anche evolverci.

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Roma Art Weekend: visita e foto dei cantieri del Macro e del Maxxi

pubblicato da margherita

Macro - visita ai cantieri - ottobre 2008

Con ieri è iniziato “Roma Art Weekend“, il lungo fine settimana romano dedicato all’arte contemporanea. Per tutti gli eventi in programma vi rimando al sito. In questo post voglio parlare e soprattutto illustrare i cantieri del Macro e del Maxxi che sono stati aperti al pubblico, in via eccezionale, per questo evento. Appuntamento quasi unico quindi, quello che si è svolto nella giornata di ieri.

La mia visita è iniziata prima al cantiere del museo del Macro (altre foto qui), opera di Odile Decq, che avrebbe dovuto essere consegnato a fine anno. Con caschetto ci siamo avventurati in questo spazio, che purtroppo causa fallimento di una ditta appaltatrice dei lavori e altri problemi, sembra essere lontano dal completamento e non si conosce al momento la data di fine lavori. Tempi che si allungano quindi, per un lavoro di ampliamento basato sul contrasto trasparenze e arte bruta, che ospiterà anche due alloggi per artisti. A questo cantiere è seguito, con coincidenza di orari davvero fortuita, quello del Maxxi (altre immagini qui), lavoro più consistente di Zaha Hadid. Senza caschetto, ma facendo attenzione ai detriti disseminati nello spazio, ci siamo addentrati nella protuberanza fantastica della Hadid, che dopo dieci anni dovrebbe essere consegnata il 31 maggio 2009.

Ci sono alcuni elementi che accomunano questi progetti. Entrambi sono lavori di archistar, realizzati per una città difficile come Roma. Entrambi sono stati progettati come una piazza aperta al pubblico, fruibile gratuitamente. Entrambi sono realizzati da due donne, cosa abbastanza rara nel mondo dell’architettura di questi livelli. Ed entrambi sembrano progetti meravigliosamente sorprendenti.

E se non vi siete stufati di vedere immagini di lavori in corso, ci sono anche alcuni spezzoni sia del Maxxi che del Macro.

Roma Art Weekend - Cantieri del Macro e del Maxxi
Macro - visita ai cantieri - ottobre 2008Macro - visita ai cantieri - ottobre 2008Macro - visita ai cantieri - ottobre 2008

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Serpentine Gallery Pavilion 2008. L'architetto scelto è Frank Gehry

pubblicato da margherita

Serpentine Gallery Pavilion 2008 - Frank Gehry

Per il 2008 la costruzione del “Serpentine Gallery Pavilion” di Londra è stato affidata all’architetto Frank Gehry.

Come ogni estate, ormai da 9 anni, la Serpentine Gallery sceglie, per la creazione di un padiglione temporaneo per eventi, un architetto o artista internazionale che non ha ancora completato una costruzione in Inghilterra. Dopo tre mesi il pavilion viene messo in vendita.

Questo programma architettonico unico nel suo genere, capace di attrarre 250.000 visitatori, ha visto l’alternarsi di personaggi del calibro di Olafur Eliasson e Kjetil Thorsen, Rem Koolhaas e Cecil Balmond, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura con Cecil Balmond, MVRDV, Oscar Niemeyer, Toyo Ito, Daniel Libeskind e Zaha Hadid.

Ghery ha immaginato un edificio di legno e vetro molto articolato, in parte anfiteatro, in parte passeggiata. Un luogo dove rilassarsi e ripararsi durante gli eventi artistici estivi londinesi.

Serpentine Gallery Pavilion 2008 - Frank Gehry
Serpentine Gallery Pavilion 2008 - Frank GehrySerpentine Gallery Pavilion 2008 - Frank Gehry

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Chanel Mobile Art. Un'esperienza sensoriale tra l'eleganza e l'arte

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Chanel Mobile Art - Zaha Hadid e Karl Lagerfeld

Dopo averne parlato in più occasioni, ecco le immagini del “Mobile Art” di Zaha Hadid, la navicella-contenitore mobile e temporanea di arte, finalmente completata. L’inaugurazione è avvenuta il 27 febbraio a Hong Kong.

Dalle foto mi sembra più piccola di come la immaginavo e mi fa venire in mente un giocattolone gigante, così fluida e liscia. Ma è molto elegante e rispecchia senza dubbio lo stile dell’architetto.

Non ci sono immagini dell’esposizione, perché vietate, ma leggendo il blog Hong Kong Hustle, la mostra è stata studiata, con successo, come un’esperienza sensoriale collettiva che si deve vivere direttamente.

Chanel Mobile Art - Inaugurazione Hong Kong
Chanel Mobile Art - Zaha Hadid e Karl LagerfeldChanel Mobile Art - Inaugurazione Hong KongChanel Mobile Art - Inaugurazione Hong Kong

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Chanel Mobile Art. Il museo mobile di Zaha Hadid apre a Hong Kong

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Chanel Mobile Art - Zaha Hadid

Sta per aprire le porte il “Mobile Art“, il padiglione mobile simile ad una navicella disegnato da Zaha Hadid per Chanel, di cui avevamo parlato qualche mese fa.

Dalle immagini realizzate da Mark Ahlman si può intravedere in che cosa consiste il museo mobile che verrà inaugurato il 27 febbraio nella città di Hong Kong, dove il padiglione rimarrà fino al 5 aprile.

Chanel Mobile Art - Zaha Hadid
Chanel Mobile Art - Zaha HadidChanel Mobile Art - Zaha HadidChanel Mobile Art - Zaha Hadid

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Navicella spaziale firmata Hadid per Chanel arte

pubblicato da margherita

Zaha Hadid per Chanel

Questo progetto che assomiglia ad una navicella spaziale è il futuro padiglione mobile di esposizione che Zaha Hadid ha disegnato per Chanel, presentato all’inaugurazione della 52esima Biennale di Venezia. Per la precisione si tratta del “Mobile Art” per il progetto “Chanel Contemporary Art”, un museo in movimento che ospiterà giovani artisti di talento. In viaggio per due anni, il Mobile Art dovrebbe partire a gennaio 2008 da Hong Kong e fermarsi in 7 città, che sono Tokyo, New York, Los Angeles, Londra, Mosca e Parigi (che a quanto pare in Italia non avremo il piacere di vedere).

Padiglione mobile di Zaha Hadid per Chanel
Zaha Hadid per ChanelZaha Hadid per ChanelZaha Hadid per Chanel

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