Le sculture pop di Negri e Casentini alla conquista di Parigi

Lollypop
Si chiama "Lollypop", ed non poteva che essere mostra pop, in onore ad un titolo già potentemente indirizzato. Anche se stiamo parlando di un evento in "terra francese", i due artisti protagonisti sono entrambi italiani. Si tratta di Matteo Negri e Marco Casentini, anime nostrane dell'esposizione parigina che mette al centro uno dei miti trasversali della società contemporanea, i mattoncini della Lego e le scritture evidenti.

Attorno a tale simbolo condiviso di apprendimento, di creatività e di produttività architettonica minimal con il quale un po' tutti abbiamo giocato almeno una volta, il Negri ha ricreato l'immagine della terra, mentre il Casentini, in fedele obbedienza a decenni di omaggio alle lettere, ne ha reinterpretato le fondamenta. Queste singolari fusioni rappresentative prendono forma nella Galerie 208 di Parigi, spazio artistico ubicato nel quartiere, che esprime così la sua "vicinanza" ai lavori esposti.

Matteo Negri, mostra la sua creatività immergendo lo spettatore nei ricordi d'infanzia grazie alle Lego. A partire dalla loro reorganizzazione, sottolinea il potenziale costruttivo in gioco, spingendo la materia fino a raggiungere ciò che considera come il suo limite statico. Il risultato da luogo ad opere in bilico tra la costruzione non finita di un bambino e la decostruzione catastrofica. Marco Casentini, invece lega la tradizione pittorica francese e le sensazioni visuali che emanano dalla sua terra d'adozione: la California. Con il solo impiego del colore e mediante l'utilizzo di forme geometriche, l'artista cattura l'atmosfera di un preciso istante.

Lollypop
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Via | galerie208.fr

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