'Ben Frost on Drugs', lo spunto per una riflessione sulla pop art

Qualcuno di voi saprebbe definire in poche parole i tratti distintivi di un'opera di pop art che funziona? Se dovessi farlo io con un solo termine, direi la leggerezza. La freschezza, la capacità di comunicare in maniera diretta e ironica, senza rimandi criptici o poco decifrabili. Sia ben chiaro, anche la pop-art ha diversi livelli di lettura, perché il fascino dell'arte risiede anche nella sua capacità di procedere ad un lento disvelamento, ed essere pop non significa piegare la propria arte alle logiche del mainstream, ma rendere affascinante qualcosa di semplice, portando alla ribalta nuovi fattori di senso. Pop è 'campionare', riutilizzare e ricombinare simboli, personaggi ed icone che contengono significati culturalmente condivisi.

Dopo questa premessa vorrei introdurvi agli ultimi lavori di Ben Frost, artista di Sydney che si è divertito a dipingere utilizzando confezioni di farmaci e di cibo. Sia chiaro, nel suo lavoro non c'è niente di assolutamente nuovo o rivoluzionario. Protagonisti sono i personaggi dei manga, dei cartoni animati e dei fumetti Disney e Warner Bros, molti di loro alle prese con prodotti alimentari e farmaceutici di largo consumo. C'è Bugs Bunny che appare con uno sguardo languido su una confezione di Kellog's Special K. Il maialino Pimpi di Winnie the Pooh preferisce il Cialis, come il cane Brian dei Griffin. Ma anche Topolino ha problemi di erezione e sceglie invece il Levitra per far contenta Minnie.

Sono lavori semplici, realizzati con colori acrilici direttamente sul packaging, molti dei quali presentati alla colletiva SuperPopMagic, andata in scena nel maggio 2012 alla Zero Cool Gallery di Londra.
L'idea di 'Ben Frost on Drugs' gioca sulla polivalenza semantica del termine drug, che in inglese significa farmaco e sostanza stupefacente (e d'altronde molte droghe sono utilizzate in terapie farmacologiche, come la morfina). I personaggi dei cartoni animati vengoni così 'antropizzati', alle prese con questioni umane e forse (dal loro punto di vista almeno) più ridicole e futili della loro stessa fantasia.

Ben Frost
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
Ben Frost @ Zero Cool Gallery - London
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