Il tetris di Ceolin, ovvero quando l'arte sembra un gioco

rgb tetrisRgb tetris (2002) è un lavoro d’annata, se si considerano i vorticosi tempi della rete, ed ha riscosso un certo successo.

Anche quest'opera rientra nel filone di arte ludica di cui si è già parlato.

In questo caso l’autore, il milanese Mauro Ceolin, propone un tetris modificato, nel quale ha sostituito i quadratini colorati dell’originale, con i loghi di sette potentissime multinazionali.
La morale si manifesta chiaramente quando ci si ritrova lo schermo invaso di McDonald’s, Nike e altri marchi: il consumismo selvaggio che satura il mercato ci sopraffà, con i suoi prodotti spesso inutili, e ci porta inevitabilmente al “game over”.
Il gioco è usato per fare riflettere, dunque, su temi serissimi.
Quando si dice ridere per non piangere.

Ceolin non è nuovo all’uso dei classici dei videogiochi come mezzo d’espressione. Tempo fa, ad esempio, ha realizzato sculture con le cartucce del nintendo.

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