Noveau realisme a Parigi

Importante retrospettiva dedicata al noveau realisme, il movimento artistico francese del secondo dopoguerra, che integrava elementi del quotidiano nelle opere d’arte.

Fondato dal critico Pierre Restany, rappresentò l’alternativa europea più valida all’informale e all’astrattismo e, nel dissacrare il mondo del consumismo, riprese le esperienze americane della pop art.

In mostra duecento opere di vari artisti. Tra gli altri, Arman, César, Christo, l’italiano Rotella e Niki de Saint Phalle.
Quest’ultima è a mio avviso la più interessante del gruppo. Splendide le sue nana, donne obese, deformi e ironiche, scolpite in cartapesta, in resina, o riutilizzando rifiuti di varia natura. Fortemente caratterizzate da colori violenti e complementari tra loro.
Indimenticabili, poi, sono i suoi “tiri”: con un fucile sparava ai suoi dipinti, colpendo contemporaneamente alcuni palloncini riempiti di colore. Questi, eplodendo, schizzavano sulle tele in maniera casuale.

A Parigi, Grand Palais, fino al 2 luglio.

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