Brett Murray censurato in Sudafrica per aver raffigurato i genitali del presidente Zuma

Lo scorso mese di maggio in Sudafrica un quadro è stato protagonista di un acceso dibattito pubblico. Il dipinto, esposto alla Goodman Gallery di Cape Town, ritraeva il presidente Jacob Zuma a grandezza naturale, in piedi, vestito, con il pene in bella mostra.
Ne è nato un acceso confronto ed i media sudafricani si sono chiesti se, ed eventualmente dove, finisce la libertà di espressione dell'arte e quanto conta il diritto alla privacy, anche quella dei personaggi pubblici.
In un primo momento il presidente ha chiesto la rimozione del quadro, ma quando gli è stata negata, Zuma ha intrapreso un'azione legale per violazione del diritto alla dignità e vilipendio della sua carica. “Il ritratto suggerisce che io sia un donnaiolo, un uomo senza alcun rispetto. Si tratta di una rappresentazione indegna della mia persona e cerca di creare dubbi sulla mia personalità agli occhi dei miei concittadini e della mia famiglia”.
L'opera è alta 1,85 metri ed intitolata The Spear, la lancia. Rappresenta Zuma con una torsione del busto tipica dei ritratti della Russia comunista.
L'artista che l'ha creato, Brett Murray, d'altronde, lavora da sempre sul paradosso e sulla provocazione, basti ricordare il titolo della sua tesi, 'A Group of Satirical Sculptures Examining Social and Political Paradoxes in the South African Context’ (1989).

Brett Murray - The Spear

Brett Murray - The Spear
Brett Murray - The Spear
Brett Murray - The Spear
Brett Murray - The Spear


Ed in effetti Murray non si è inventato proprio nulla. Zuma si è sposato sei volte e ha quattro mogli, nonché venti figli, l'ultimo dei quali è stato concepito nel 2010 al di fuori dei matrimoni. Nel 2006 inoltre ha violentato un'amica sieropositiva. Una volta scoperto, si è scusato pubblicamente dicendo di aver fatto una doccia alla fine dell'amplesso.
Zuma quindi tira più del Bunga Bunga fra artisti, fumettisti, comici e speaker radiofonici in Sudafrica, ma dall'altra parte, una grossa fetta della comunità nera si è ritenuta offesa. Le parole dei comici e degli artisti vengono considerate attacchi alla poligamia e bollate come razziste, al punto che più di 2.000 manifestanti sono scesi in strada a Johannesburg contro il dipinto di Murray.
In poche setimane, il ricorso del presidente, appoggiato dall'African National Congress, è stato accettato e imposta la rimozione del quadro. Ma nel frattempo, mentre si rincorrevano le voci dell'acquisto per 15.000 euro da parte di un compratore tedesco, il quadro è stato preso ripetutamente di mira da misteriosi (ma non troppo) vandali.

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