In bed with Invader, alla deriva di Parigi con lo street artist francese


Lavorare a volto coperto non significa sempre scomparire in quanto presenza fisica. L'esigenza di essere irriconoscibile è legata a questioni legali, in linea generale potremo dire che qualsiasi azione non autorizzata che modifica lo spazio pubblico è perseguibile a norma di legge, intendendo per spazio pubblico un'ambiente urbano o comunque un ambiente decisamente antropizzato. Quale poliziotto infatti avrebbe il coraggio di multare uno scultore come Tommy Craggs, mentre è all'opera nel bosco?
Questa premessa per introdurvi a In bed with Invader, un breve videoducumentario che ci conduce alla scoperta di Parigi attraverso l'invasione notturna, pacifica e colorata, di Space Invader. Cicerone speciale per l'occasione è infatti lo street artist francese, che ne approfitta per piazzare i suoi mosaici alieni in alcuni punti strategici della citè, seguito dalle telecamere di Raphael Haddad di Extermitent Production. Ne è uscito un filmato molto interessante, che dura quasi 14 minuti, con musiche originali di Toby Screamer, senza commento audio.
L'avventura comincia nello studio dell'artista, dove una serie di mosaici pixellosi sono pronti per raggiungere le strade. Su alcuni viene applicata una malta per l'applicazione finale, su altri della colla vinilica per la preparazione.
Per strada Invader si serve di una scala per arrivare più o meno al primo piano, 3-4 metri d'altezza, gli piace mimetizzarsi nell'arredo urbano, tra la toponomastica e le insegne retrò, due colpi con il martello di legno e via. Ma non disdegna anche ponti e monumenti, luoghi dove il contrasto tra le sue opere e lo sfondo è forte e produce nuovi ribaltamenti di prospettiva, nuovi detournaments.

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