Design Miami

Contemporaneamente alle fiere d'arte contemporanea ha aperto i battenti anche Design Miami; inaugurazione con folla da finale mondiale, code chilometriche e parcheggi all'italiana per arrivare al "moore building" sede della fiera, un palazzo anni '30 di circa 10 piani in ognuno dei quali si trovavano i vari stands; ma attenzione, non sono piani pieni, ma sorta di ballatoi interni lungo i quali ogni design esponeva i suoi pezzi.

Effetto scenico splendido, un po' meno quello fisico per i 10 piani a piedi; nelle strade, chiuse per l'occasione, una folla fatta di bellissime ragazze e ragazzi, auto sportive e Rolls con autista, Champagne come Gatorade al roland garros.... Che dire? la solita sensazione di vivere in un mondo quasi irreale, la consolazione (forse) è che si tratta di una settimana speciale e che fra poco anche qui tutto sarà normale, quotidiano (ma un po' ne dubitiamo..), ma resta la certezza di una organizzazione molto efficiente, spettacolare e francamente neppure pacchiana, il che non era facilissimo.

Gran finale di giornata con festa piuttosto esclusiva organizzata da una testata americana che si occupa di arte contemporanea.
La location era strepitosa, Jungle Islands, situata alla fine di uno dei 2 ponti che dividono South Beach dalla terra ferma, ponte percorso a passo d'uomo per circa 1 ora e mezza a causa di un colossale e decisamente tragico incidente che si diceva avesse provocato alcuni morti.

Sotto bianche, gigantesche vele, musica e danze da tutto il mondo per gente di tutto il mondo; tutt'intorno acqua, come fossimo in una sorta di enorme zattera per 1000 naufraghi o forse più.
Per pareti i grattacieli infiniti di downtown illuminati con fari fortissimi e coloratissimi; pensate a uno scenario da film di fantascienza e avrete l'idea migliore della serata, anche perchè pure le ragazze non sembravano di questa terra, ma aliene...
Domani ultimo giorno, assegneremo gli oscar di una settimana per molti versi indimenticabile e imperdibile.

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