The Parade: i pupazzi inquietanti di Nathalie Djurberg

The Parade di Nathalie Djurberg con musica di Hans Berg è l'installazione multimediale di quest'artista berlinese d'adozione tra le più trasgressive, la più ambiziosa fino ad oggi. Originariamente organizzata dal Walker Art Center di Minneapolis, la Djurberg ha adattato questa macro-installazione spettacolare per il New Museum di New York, più precisamente nel nuovo spazio dello Studio 231. Maxi pupazzi di pongo colorati, sembrano a prima vista uscire dai personaggi cartoon dei bambini, ma in realtà non hanno niente di infantile, e sono ben più vicini al mondo dell'inquietante e dell'horror, universo già molto esplorato dalla Djurberg, con le sue creazioni alienanti, come le Barbie spoglialleriste, i bambini antropofagi e le bestie angoscianti.

Nelle mani di quest'artista di nascita svedese, l'animazione diventa un mezzo per allegorie fuori dagli schemi e decisamente da incubo. Dal 2001, ha affinato uno stile distintivo, sperimentato con una nuova plasticità e attraverso il filmaking per rappresentare le nostre pulsioni più primitive e selvagge, gelosia, vendetta, avidità, sottomissione e la gola, questi i temi prediletti dalla Djumberg. Grazie alla musica ed agli effetti sonori, i video piombano negli oscuri recessi della mente, disegnando conturbanti connessioni tra psicologia umana e comportamento animale.

Per questa nuova esposizione, curata da Eric Crosby e Dean Otto, la Djurberg ha creato un serraglio snervante di sculture indipendenti formato da più di ottanta uccelli. Ibridi, forme a volte mutanti, parlano degli interessi ricorrenti dell'artista per la trasformazione fisica e psicologica, così come per lo sfarzo, la perversione e l'abiezione. Nei video claymation di accompagnamento, gli esseri umani e gli animali interagiscono in sconvolgenti scenari di tortura, umiliazione e mascherade, accentuando ancor di più il gioco di brutalità delle sue opere. In mostra fino al 28 di agosto.

Via | Afasia

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