Art Basel Miami - come è triste Milano

Ingresso Scope Miami

Alla chiusura di Art Basel il bilancio non può che essere molto positivo e non solo naturalmente per la splendida ed affascinante cornice che ha reso di Miami questa settimana la città più glamour del pianeta, ma per la qualità delle fiere, delle Art Galleries, delle opere, dei collezionisti.
Difficile se non impossibile assegnare un oscar o stilare una classifica degli stands migliori, tanto alto è stato il livello dei partecipanti.

Da Perrotin, con due sculture di Murakami da svenimento a White Cube, che ha stupito per la straordinaria velocità con cui cambiava lo stand, inequivocabile segno che le opere fino a quel momento esposte erano state vendute.
Così abbiamo visto volare via uno strepitoso neon di Tracey Emin, bianco rosso e blu, un colore per ogni frase, e un Medicine cabinet di Damien Hirst, i cui prezzi non erano propriamente popolari.
Per fortuna ciò ha consentito che venisse esposta una meravigliosa quanto inquietante fotografia di Gregory Crewsdon artista unico nei suoi sogni ispirati a Lynch e Spielberg.

Gallery Art Basel Miami

Naturalmente anche Gagosian, L&M,Arndt e Partner, Zwirner,Eigen+Art e tanti altri avevano stands degni della loro fama; peraltro, letteralmente a ruba sono andate le opere dei tedeschi di grido, quali Tim Eitel , Martin Eder e M.Weischer.
Personalmente, abbiamo molto apprezzato la messicana OMR, che, tra le altre, ha portato una nuova opera di Lozano-Hemmer l’artista Messicano invitato quest’anno alla biennale di Venezia e che qui era presente con un’opera di scomponimento digitale di almeno mille piccolissime immagini inquadrate nel suo ormai tradizionale light-box.

Per una volta tanto si puo’ comunque dire che poche sono state le sensazioni negative, le gallerie che hanno deluso o i cui progetti avevano l’aria della stanchezza, tutto è sembrato celebrare il momento magico dell’arte contemporanea, la sua grandissima visibilità.
E ora, dovendo aspettare un altro anno per rivivere momenti così piacevoli (a Basilea è tutto perfetto ma ci si diverte un po’ meno), accontentiamoci delle nostre fiere: Bologna sta per arrivare e se non saremo così soddisfatti di quanto vedremo, ci consoleremo con le tagliatelle al ragout del Diana, che, a ben vedere, sono meglio dei granchi di Joe Stone Crab.., o almeno così ci piace pensare, prima che questa nebbia e questo freddo ci rendano troppi tristi al ricordo del Delano, del Sagamore, delle spiaggie e delle magnifiche creature da cui erano popolate.

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